Mangiare poco nel corso della prima metà della gestazione può compromettere lo sviluppo cerebrale del nascituro: è quanto emerge da uno studio realizzato dai ricercatori della University of Texas Health Science Center di San Antonio (Texas, Usa), in collaborazione con la Southwest foundation for biomedical research (Sfbr) di San Antonio e la Friedrich Schiller University di Jena (in Germania), secondo cui il cervello del feto è vulnerabile anche a modeste diminuzioni dell'alimentazione materna.
Lo studio è stato realizzato su due gruppi di madri babbuino: uno dei due poteva mangiare quanto voleva, mentre l'altro è stato indotto a seguire una dieta pari al 30% in meno dell'adeguato fabbisogno giornaliero. I ricercatori hanno rilevato, nei feti delle babbuine "a dieta" durante la prima metà della gravidanza, una ridotta formazione delle connessioni cellula-cellula, una diminuita divisione cellulare e un abbassamento dei livelli dei fattori di crescita rispetto ai feti delle babbuine alimentate normalmente.
«Questa è una finestra temporale in cui si sviluppano molti neuroni e diverse cellule di sostegno per il cervello», spiega Peter Nathanielsz della University of Texas, che ha partecipato allo studio.
«Abbiamo trovato - conclude Laura Cox della SFBR - una disregolazione di centinaia di geni, molti dei quali noti per regolare la crescita e lo sviluppo cellulare, indicando che la nutrizione gioca un ruolo importante nello sviluppo fetale».
Fonte: Asca