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di Andrea Bicini
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Viaggio nel mondo di Bacco Eno-turismo non solo in Italia

Viaggio nel mondo di Bacco Eno-turismo non solo in Italia
Viaggio nel mondo di Bacco Eno-turismo non solo in Italia
Primo Piano del 08 maggio 2011 | 15:18

L’Italia è la meta più ambita per chi lascia che sia il vino a ispirare la vacanza. Le dolci colline toscane, le campagne venete, le vigne arroccate sulle pendici del Vesuvio sono destinazioni turistiche famose. Oltre i confini del nostro Paese ci sono però altre terre meritevoli di attenzione

L'intraprendere un viaggio, o semplicemente il fare una vacanza in un luogo rispetto ad un altro, può trovare l'ispirazione nelle più disparate motivazioni, dalla voglia di avventura alla pura e semplice 'necessità”, da una storia d'amore al desiderio di scoperta. Per gli appassionati e per gli intenditori di vino, il sublime aroma di un grappolo l'uva fermentato ad arte può essere il valido motivo per attraversare il globo alla ricerca del giusto vitigno o della cantina più prestigiosa.

L'Italia, Paese naturalmente votato alla viticoltura e chiamato dagli antichi Greci Enotria - terra del vino, è la meta più ambita per chi lascia che sia il vino a ispirare la propria vacanza. Le dolci colline toscane, le campagne venete, le vigne arroccate sulle pendici del Vesuvio sono destinazioni turistiche famose nel mondo. Oltre i confini del nostro Paese ci sono però altre terre meno note per i loro vini ma non per questo meno meritevoli di attenzione.

Come ogni buon intenditore sicuramente già sa, il vino si divide, a seconda dell'origine geografica, in due principali famiglie: quelli del Nuovo Mondo - l'America e Oceania e la parte sud del continente africano - e quelli del Vecchio Mondo - Europa e Africa del nord. I vini del Vecchio Mondo sono a loro volta classificati in base alla località di produzione, con la reputazione costruita nel tempo sulla base della qualità dei terreni su cui i vitigni vengono coltivati. Nel Nuovo Mondo i vini vengono invece classificati in base alla varietà di uva con i quali vengono prodotti.

Fra Vecchio e Nuovo Mondo le 'Vie del Vino” sono innumerevoli, con pressoché infinite possibilità di personalizzare la propria vacanza. Per chi volesse scoprire da un'estremità all'altra della Terra dove il vino non viene semplicemente prodotto ma rappresenta una porzione integrale della vita e della cultura, ecco alcuni semplici suggerimenti ed itinerari, dalla vicina Francia alla bel più distante Australia.



Europa, Francia
La Francia è generalmente considerata il paese che produce fra i migliori vini del pianeta ed è ufficialmente la patria dello champagne (la regione di origine è la Champagne-Ardenne non troppo distante da l'Ile-de-France). I giudici del Bruxelles World Contest 2010 hanno proclamato il Baron-Fuente Brut Grand Cru come miglior champagne del mondo: con un costo di circa 35 € la bottiglia, è assolutamente da mettere nel preventivo delle spese di viaggio qualora si decidesse di fare una deviazione nella Champagne-Ardenne durante un soggiorno parigino.

Gli itinerari turistici alla scoperta di vini e vigneti possibili nel vicino Paese d'oltralpe sono praticamente infiniti ma il più famoso ed antico è la Via del Vino Alsaziano che porta da Strasburgo a Colmar. In totale 170 chilometri, un percorso che passa attraverso centinaia di cittadine e paesini, un cammino lungo il quale è possibile incontrare orgogliosi viticoltori pronti ad accogliere i passanti nelle loro cantine per la degustazione dei vini locali. Il momento migliore per affrontare questo viaggio, che richiede un minimo di tre giorni, è fra settembre e ottobre, quando la maggior parte delle località si animano con caratteristiche feste per celebrare il vino.

Il tour parte da Strasburgo dove i viaggiatori sono moralmente obbligati a degustare i vini delle varietà Riesling e Tokay Pinot. Lungo un affascinante percorso che si snoda attraverso decine e decine di villaggi, la tappa successiva è Obernai, una cittadina del XVIII secolo, con circa 10 mila abitanti e una striscia di vigneti che si estende per quasi 4 chilometri. Ultima tappa è il piccolo borgo celtico di Chatenois, un pittoresco enclave di edifici medievali e rinascimentali.

Il secondo giorno la destinazione finale è Colmar, conosciuta come la Città d'Arte per i suoi tesori gotici e rinascimentali. Dirigendosi verso sud si attraversano diversi villaggi di origine germanica. Colmar, come gli altri centri della zona, ospitano una combinazione di architettura francese e tedesca e il fiume che divide la città le dona un aspetto decisamente veneziano. Colmar è stata soprannominata la capitale dei vini d'Alsazia e ospita, nel mese di agosto, la Fiera del Vino Alsaziano con mostre, eventi, gastronomia e degustazioni.

Il terzo giorno del viaggio sposta i viaggiatori a sud-ovest, attraverso villaggi come Rouffach e Guebwiller, fino ad arrivare a Thann. Oltre ai grandi vini, questa cittadina di soli 8000 abitanti possiede il campanile più bello dell'Alsazia - una struttura alta 76 metri che risale al XV secolo. A Thann il consiglio è quello di riempire le valigie con i souvenir caratteristici della zona: Château d'Orschwihr del 2005 (12 €), Domaine Schlumberger - Riesling Grand Cru Saering del 2002 (25 €), Riesling Hugel del 2006 (24 €) sono solo tre suggerimenti alla portata di tutti.

Africa, Sudafrica
Oltre a possedere una localizzazione topografica ideale per il vino, il Sudafrica è stato particolarmente fortunato vista la qualità dei vitigni introdotti nel paese dagli immigrati olandesi e francesi. Purtroppo, a causa degli embarghi commerciali, connesse all'apartheid, il vino del Sudafrica è stato per molto tempo confinato all'interno dei confini nazionali. Una volta che le limitazioni commerciali sono state abolite, la produzione e l'esportazione dei vini sudafricani hanno subito uno sviluppo estensivo - e un miglioramento qualitativo.

La letteratura turistica si riferisce ai vigneti pensili del Sudafrica come una delle mete più suggestive del paese, con case in stile olandese del XVI secolo e montagne ricoperte di neve. Questi opuscoli non mentono e le 'Winelands”, con ognuno dei suoi 160 chilometri, meritano senza dubbio una visita.

Ufficialmente il paese conta 12 'strade del vino” ma quelle che davvero si mettono in risalto per le caratteristiche paesaggistiche e la qualità dei vini prodotti sono Stellenbosch, Franschoek, Witness e Paarl. Il periodo migliore per visitare queste terre è fra marzo e aprile, quando comincia la vendemmia e le giornate si tingono dei colori e dei profumi inconfondibili dell'autunno.

Stellenbosch, a soli 50 chilometri da Città del Capo, è il capoluogo della regione. è stata fondata nel 1679 da coloni olandesi e rappresente il secondo più antico insediamento europeo della provincia. La sua eredità europea comprende un'evidente architettura vittoriana, reliquie di storia militare (la piazza principale –Braak - ospita un piccolo museo di storia militare) e chiese protestanti. Nelle vicinanze si trova Paarl che venne fondata sulle rive del fiume Berg da immigrati ugonotti francesi nel XVII secolo. Il nome di questa città, che conta circa 100 mila abitanti, deve le sue origini all'aspetto di 'perla” assunto sotto i raggi del sole da un masso che si trova su una collina nelle vicinanze del centro abitato. Questa è la zona migliore per il Cabernet Sauvignon, il Pinotage, lo Shiraz, lo Chardonnay e lo Chenin Blanc, ed è specializzata anche nella produzione di brandy.

Franschhoek (letteralmente 'angolo di Francia”), a circa 70 chilometri dalla capitale, è stata anch'essa fondata da coloni ugonotti francesi ed è oggi un centro di tutto rispetto della gastronomia, con otto tra i migliori ristoranti di tutto il paese. Tutta la zona offre ai visitatori un ambiente rilassato e ricchezze paesaggistiche affascinanti. Per finire Constantia, la migliore fra le destinazioni di queste 'vie del vino”, con Groot Constantania, l'azienda vinicola più antica del Sudafrica: è praticamente considerata un monumento nazionale e di certo è tuttora leader nella produzione dei vini rossi. Alcuni tesori sudafricani da riportare a casa: Cederberg Shiraz (2.006-16 €) e Amani Vineyards Cabernet Franc-Merlot (2.006-15 €).

Sud America, Argentina
Questo percorso prevede lo sbarco nel Nuovo Mondo, al di là dell'Oceano Atlantico, nel paese dove, dalla fine dell'800, il fenomeno migratorio degli italiani ha assunto dimensioni e caratteristiche del tutto peculiari. La cultura dell'uva e del vino, come molto altro in tutta l'America Latina, è direttamente collegata alle radici europee che questo continente non ha dimenticato. Il vino arrivò nel Nuovo Mondo insieme ai Gesuiti durante il processo di evangelizzazione del XVI secolo in quanto utilizzato nei riti religiosi per simboleggiare il Sangue di Cristo. Nei secoli successivi il flusso continuo d'immigrati europei ha contribuito ad affinare le tecniche di produzione del vino fino al punto che oggi i vini argentini e cileni possiedono tutti i requisiti standard internazionali.



Certamente entrambi i paesi menzionati meriterebbero di essere visitati; l'Argentina si distingue però per i suoi 2.000 chilometri di vigneti che la collocano fra i primi 10 paesi produttori di vino insieme a Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti. Su una tale distesa di grappoli d'uva il modo migliore per ottenere un ottimo concentrato è di focalizzare l'attenzione in quella che è considerata la regione più prestigiosa per la produzione vinicola: Lujàn de Cuyo. Questa terra, situata ad un'altitudine media di circa 800 m.s.l.m., moderna e progressista, in costante espansione, è un interessante centro turistico che, con le sue bellezze paesaggistiche e le sue caratteristiche culturali, offre attrattive durante tutto l'anno.

I vigneti della famiglia Zuccardi rappresentano senza dubbio il punto di partenza per questo viaggio inebriante nel Lujàn de Cuyo. La produzione è sicuramente di livello notevole ed è incentrata su varietà pregiate che hanno fatto eleggere al Vinexpo 2005 il Santa Julia 'Rivelazione internazionale di grande rilievo”. La tappa successiva passa per i 1.333 ettari di Chandon Argentina. L'altitudine di questo vigneto sulle pendici della Cordigliera delle Ande contribuisce a creare vini di una qualità unica, offrendo a tutti i visitatori panorami mozzafiato.

Per concludere la visita a Lujàn de Cuyo non possono mancare le cantine di Luigi Bosca, una delle realtà produttive vinicole più importanti dell'Argentina e la prima ad esportare all'estero i vini argentini. La famiglia Arizu (proprietaria della cantina) arrivò a Mendoza, emigrando dalla Spagna, nel 1890. Fondata all'inizio del XX secolo questa prestigiosa cantina ha sono sapute tenere il passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità nel lavoro meticoloso della produzione del nettare di Bacco e offrendo ai sui estimatori prodotti sempre nuovi (3 novità introdotte sul mercato e che meritano la degustazione sono Luigi Bosca de Sangre, Luigi Bosca Prestige Rosé e Icono Luigi Bosca). Prima di lasciare la Terra del Tango non si deve dimenticare di mettere in valigia qualche buona bottiglia di vino come il Cruz de Piedra Blend (Cruz de Piedra, 2006; 37 €), il Jean Bousquet (Grande Reserve Malbec, 2008, 45 €), il Viñalba Malbec (Gran Reserve, 2008, 16 €), La Chamiza Martin Alsina (2006, 38 €) o l'Alamos Catena Zapata (60 €).

Oceania, Australia
Sebbene la maggior parte sommelier siano reticenti ad ammettere che il vino prodotto in Oceania possa oggi avere i requisiti per essere annoverato fra i migliori del mondo, bottiglie di Shiraz di produzione australiana ricevono premi e lodi che non possono essere ignorati. Indipendentemente dall'amore/odio che si può avere nei confronti dei vini australiani resta il fatto che l'industria vinicola australiana sta crescendo rapidamente: crescita del 160% negli ultimi 20 anni, in un periodo in cui l'Europa ha sperimentato una riduzione del 25%. Secondo dati del 2009 l'industria vinicola australiana conta circa 2000 cantine, dà lavoro a 31 mila persone, produce 140 milioni di litri e fattura 350 milioni di euro. Oggi l'Australia è il quarto paese esportatore di vino al mondo.

Il prestigio delle aziende vinicole australiane è valutato essenzialmente sulla base della zona e dell'età dei loro vitigni. A differenza di altre regioni del mondo, che a seguito di epidemie di Fillossera della vite si sono viste costrette a reimportare piante nuove da paesi non colpiti, il sud dell'Australia e i suoi vigneti non sono mai stati colpiti da questo problema e pertanto vantano i vitigni più vecchi del mondo. Per perfezionare la produzione, l'attenzione è rivolta anche all'irrigazione, all'impiego di vasche inox e celle frigorifere per fermentare i vini.

La Barossa Valley è, con 400 diversi tipi di vini e vigneti, una delle regioni dell'Australia con la maggiore produzione di vino. Situata a 60 chilometri da Adelaide, la Barossa Valley si estende fra aree boscose, pascoli e di terreni fertili e attira visitatori, oltre che per sua bellezza paesaggistica, per i prestigiosi vini prodotti. L'esplorazione della zona con un volo in mongolfiera o in elicottero potrà garantire un angolo d'osservazione sicuramente diverso su vigneti e montagne. L'architettura, l'arte, la musica ma anche la gastronomia e i vini locali rispecchiano la tradizione europea di questa zona.

Da non perdere durante un soggiorno in questa regione del sud dell'Australia è la cittadina di origini tedesche Tanunda. Più un villaggio che una città, ha solamente 3.500 abitanti, presenta architettura e imprese locali con nomi prussiani che ricordano le sue origini. Anche la città mineraria di Angaston e la cittadina commerciale di Nariootpa valgono la pena di essere visitate. I vigneti principali di questa zona sono Penfolds, Peter Lehmann, Torbreck e Orlando. Ogni due anni, nel mese di maggio, la Barossa Valley (nella foto a sinistra) ospita la festa del vino, con sfilate, concerti, esposizioni di prodotti locali e, ovviamente, la degustazione dei vini. In questo caso, i vini da portare a casa sono il Heartland Viognier - Pintot Grigio (2007, 86 €), il Jacob's Creek, il Riesling South Australia (2008, 13 €) e il Penfold's Grange Hermitage (2005, 150 €).


* Content Editor per Agoda.it

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