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Primo maggio, Firenze lavora? Per Cursano un’opportunità

Dopo le polemiche per la concessione ai negozi del centro di restare aperti il 1° maggio, interviene anche il presidente regionale della Federazione pubblici esercenti Aldo Cursano: «Non è un obbligo. Ma vogliamo lasciare il centro in mano agli abusivi e ai taroccari in un giorno così affollato?»

25 aprile 2011 | 13:36
Primo maggio, Firenze lavora? 
Per Cursano un’opportunità
Primo maggio, Firenze lavora? 
Per Cursano un’opportunità

Primo maggio, Firenze lavora? Per Cursano un’opportunità

Dopo le polemiche per la concessione ai negozi del centro di restare aperti il 1° maggio, interviene anche il presidente regionale della Federazione pubblici esercenti Aldo Cursano: «Non è un obbligo. Ma vogliamo lasciare il centro in mano agli abusivi e ai taroccari in un giorno così affollato?»

25 aprile 2011 | 13:36



FIRENZE - Non si placano le polemiche a Firenze, dove il Comune ha concesso ai negozi del centro la possibilità di restare aperti in occasione del Primo maggio. Dopo che, nei giorni scorsi, i sindacati hanno proclamato lo 'sciopero delle commesse”, ora interviene anche il presidente regionale della Fipe (Federazione pubblici esercenti) Aldo Cursano (nella foto) che ha scritto una lettera a Italia a Tavola per chiarire la sua posizione in merito alla questione.

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In un mondo che cambia a grande velocità che ogni giorno diventa sempre pi piccolo è necessario dare risposte concrete e dare il giusto significato a tutto, anche a quegli elementi che, se ritenuti intoccabili, rischiano di essere spazzati via e svuotati dei loro valori. Questo discorso valga anche per il 1° maggio, festa del lavoro.

Aldo CursanoEbbene il lavoro oggi più che mai un valore e un obiettivo da raggiungere e da difendere, non sia mai un problema o un ostacolo. Per questo nell'Italia del terzo millennio non è concepibile pensare a diritti del lavoro in conflitto con quelli delle imprese.

In un momento come quello che stiamo vivendo tutti siamo chiamati a rispondere ai bisogni e alle necessità del mercato, nessuno può chiamarsi fuori o far finta di nulla. Non c'è sufficiente consapevolezza che siamo in una fase di cambiamenti epocali dove tutti, imprese, lavoratori e istituzioni non possono permettersi di sbagliare. Il paese deve stare vicino alle sue imprese che sono in prima fila e occorre prendere coscienza che la crisi durerà fino a quando non saremo capaci tutti insieme di creare una nuova ripresa.

La vera sfida che tocca tutti e soprattutto le parti sociali è quella di ripensare ad un modello che risponda alle necessità. Anche il mondo del lavoro deve capire che senza sviluppo non c'è benessere possibile e che lo sviluppo dipende da noi tutti, dal nostro lavoro e dalle nostre imprese. O riusciamo a creare una nuova ricchezza per tutti o il risultato sarà una nuova e generale povertà. Questa la sfida che tutti abbiamo davanti.

A Firenze si è deciso di concedere la facoltà senza nessun obbligo, di tenere aperti i negozi del centro storico. Stiamo parlando di un luogo che, grazie alla bella stagione che si aggiunge al giorno festivo, sarà pieno di persone che cercheranno di ristorarsi ma anche magari di acquistare qualcosa per sé e per i propri cari. Vogliamo far loro trovare un luogo deserto? Vogliamo lasciare il centro in mano agli abusivi e ai taroccari?

Aldo Cursano

Presidente regionale Fipe-Toscana
Vice presidente nazionale vicario Fipe

© Riproduzione riservata

 
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27/04/2011 10:19:00
1) Dobbiamo creare un indotto positivo per tuti
La festa del 1°Maggio è una festa "Sacra"per i lavoratori ;ma in questa circostanza (Coincidente con la domenica) è altrettanto sacrosanto dare la possibilità, a chi ha un esercizio commerciale in una città turistica, di profittare commercialmente dell'affluenza di turisti per la vendita dei propri prodotti e nel contempo creare anche un indotto positivo di immagine turistica efficiente.