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Il mondo dell'automazione al servizio del food & beverage

Il food & beverage è una delle industrie in cui l’adozione di software pre-integrati per la gestione delle operations (i cosiddetti Mom/Mes) stanno portando notevoli risultati. Perché? Molto semplice. Si mette una piattaforma di informazioni di qualità a disposizione delle strutture commerciali

di Giovanni Romito
 
03 giugno 2011 | 12:28

Il mondo dell'automazione al servizio del food & beverage

Il food & beverage è una delle industrie in cui l’adozione di software pre-integrati per la gestione delle operations (i cosiddetti Mom/Mes) stanno portando notevoli risultati. Perché? Molto semplice. Si mette una piattaforma di informazioni di qualità a disposizione delle strutture commerciali

di Giovanni Romito
03 giugno 2011 | 12:28
 

Non importa quanto sia grande la vostra azienda, potrebbe essere il momento di implementare e installare il vostro Manufacturing Operations Management, oggetto sconosciuto di cui avete un disperato bisogno. Allo stato attuale e nel moderno panorama industriale tutte le aziende manifatturiere possiedono e utilizzano sistemi della gestione. Ormai anche nel settore alimento&beverage continui miglioramenti e cambiamenti sono in atto per spingere sempre di più verso queste tecnologie applicative.



Ad esempio moltissime aziende del settore alimentare si stanno muovendo verso i commercial-off-the-shelf (Cots), soluzioni pre-integrate che riescono a deliberare tantissime informazioni in poche settimane e dare luogo a un Roi ragguardevole in meno di due anni. Come accade ciò? Molto semplice. Si mette una piattaforma di informazioni rielaborate e rese di qualità a disposizione delle strutture commerciali. Basti pensare che ormai, grazie a tali sistemi di elaborazione dati, gli ingegneri siano diventati i veri e propri eroi del commerciale.

Nonostante si creda comunemente che i software gestionali richiedano molto tempo per ottenere i benefici prefissati, grandissimi passi in avanti si sono avuti dai primi anni novanta, quando furono coniati i termini Mes (manufacturing execution system) e Mom (management operations management). Un ventennio di miglioramenti ed evoluzioni ha dato vita ad uno specifico know-how fatto di competenze tecniche e centinaia di Cots software packages e Mes, alcuni dei quali davvero estremamente sofisticati.

Le aziende, soprattutto quelle del Food&beverage, che profilano di continuo i propri consumatori con eventi, testing, carte fedeltà e eventi (non oso pensare al mondo vino!), sono diventate delle vere e proprie fabbriche gigantesche di dati. Dall'altra parte i sistemi Mes/Mom tritano e consumano questi dati per gli enterprise resource planning (Erp) systems come Sap e TeamSystem. Finalmente, grazie all'effettivo sviluppo di queste tecnologie, è possibile quindi porre l'enfasi sulla trasformazione di grosse moli di dati in buone decisioni imprenditoriali.

Un caso su tutti può darci il polso di questa eccezionale opportunità a disposizione dei produttori di alimentari e bevande, quello della Cliffstar corporation, meglio nota come Cott. Un'azienda da 700 milioni di dollari di fatturato annuo, che detiene il 60% di tutte le private labels del Beverage nel Nord America. Lo spunto è l'intervento del Manager Don Enstrom (ex di Kraft North America) al Packaging Automation Forum di Chicago, nell'ambito di un focus sull'automazione per le aziende alimentari.

Endstrom ha sottolineato come, in un settore complicato come quello dei succhi di frutta, dove gli additivi per la determinazione dei gusti e gli aromi arrivano con costi altissimi da ogni parte del globo, sia stato possibile tenere sempre alta l'asticella delle vendite e dei profitti. Ciò grazie ad una efficiente elaborazione delle informazioni di mercato risolte poi in scelte  e strategie commerciali. Endstrom ha curato e progettato un piano commerciale di 18 mesi suddiviso in tre fasi (raccolta, elaborazione, decisione) portando ad un aumento di fatturato del 157 %. L'elemento chiave di questa operazione è stato, secondo il manager di Cott, la possibilità di motivare la struttura commerciale attraverso dati certi e sicuri che rendicontavano di volta in volta i livelli/obiettivo raggiunti.

Ora, senza scomodare i giganti e le multinazionali che devono elaborare oceani di dati, sicuramente siamo di fronte ad una opportunità che tutte le imprese, anche quelle di piccole dimensioni, che tanto caratterizzano il panorama enogastronomico italiano, possono sfruttare con successo.  Il dato positivo è che in Italia esistono tantissime software house che, per dimensioni e struttura, possono essere davvero molto vicine ai piccoli produttori così come ai grandi, anche se ci si può comunque rivolgere a grosse aziende che hanno messo a punto soluzioni ideali, ma più standardizzate, e con una minore attenzione al customer care, per le Pmi.

Gli obiettivi, misurabili e proporzionabili per ogni taglia di azienda sono interessanti:

  • Gestire con efficienza le performances degli assets
  • Gestire le attività di manutenzione dei processi e delle strutture in base ai flussi di vendita
  • Effettuare in tempo reale controlli statistici dei processi, dall'ordine alla customer care
  • Ottenere dati di qualità, ovvero gestibili facilmente per prendere decisioni.

Il risultato di tutto ciò può essere sorprendente e quasi profetico: la Lean Organization nelle aziende agroalimentari italiane, la struttura leggera e snella, dove l'imprenditore fa l'imprenditore e cioè prende decisioni, non perde tempo dietro a numeri, rendiconti, rese, magazzino e via discorrendo. Certo in Italia ci resta una burocrazia che di 'lean” ha davvero pochissimo, ma chissà, forse i Mom/Mes un giorno arriveranno anche per l'amministrazione.

Per maggiori informazioni invito a dare uno sguardo al sito del Pacworld, Global Automation Forum www.packworld.com

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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