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Piemonte leader per il Gambero
72 i Tre Bicchieri della guida 2012

Piemonte leader per il Gambero 72 i Tre Bicchieri della guida 2012
Piemonte leader per il Gambero 72 i Tre Bicchieri della guida 2012
Pubblicato il 14 ottobre 2011 | 12:55

Per la Guida vini d’Italia 2012 il Piemonte è in testa con 72 Tre Bicchieri. Toscana a quota 62, in leggera flessione rispetto al numero dei Tre Bicchieri 2011. Sul terzo gradino del podio il Veneto con 34 Tre Bicchieri. Ottimi anche i vini altoatesini, che portano l’Alto Adige a 25 riconoscimenti

Il Piemonte in testa per la guida Vini d'Italia 2012. Con ben 72 Tre Bicchieri batte la Toscana a quota 62 (in leggera flessione rispetto al numero dei Tre bicchieri 2011). Sul terzo gradino del podio il Veneto con 34 Tre Bicchieri. Ottimi anche i vini altoatesini che portano l'Alto Adige a 25 Tre Bicchieri ai quali si aggiungono i 9 del Trentino. Il Friuli Venezia Giulia riconferma la sua importante vocazione vinicola portandosi a casa 26 Tre Bicchieri.

Per quanto riguarda le isole la Sardegna ottiene 13 Tre Bicchieri, l'anno scorso su Vini d'Italia si elogiava una qualità media crescente dei vini isolani, ma allo stesso tempo si auspicava un progresso del numero di eccellenze, viste le potenzialità di alcuni territori vitivinicoli. E ben 16 per la Sicilia.

La nota positiva di questa edizione della Guida è che per la prima volta sono entrati nell'olimpo dei grandi vini piccole realtà vinicole poco conosciute ma di grande qualità e in continua crescita. Assolutamente da provare.

Per quanto riguarda le altre regioni, in Emilia Romagna (15) mancava all'appello un solo territorio, i Colli Bolognesi, e con questa edizione della Guida il vuoto è stato colmato con i Tre Bicchieri assegnati a un Pignoletto. Ottimi risultati anche per la Lombardia (18) con il trionfo dei Franciacorta, le Marche (18) e la Campania (17). Stanno acquisendo maturità e sicurezza le aziende abruzzesi e pugliesi che si aggiudicano, rispettivamente 11 e 10 Tre Bicchieri. L'Umbria con 9 Tre Bicchieri sta emergendo tra le regioni vinicole più convincenti per la proposta qualitativa che ogni vendemmia i produttori offrono con le proprie bottiglie.

Il Lazio quest'anno, anche senza brillare in modo particolare, allinea una serie di novità interessanti e porta a casa 4 Tre Bicchieri. Lentamente ma con costanza la Calabria (2 Tre Bicchieri), considerata sino a qualche anno una delle meno brillanti sotto il profilo vitivinicolo, sta accorciando le distanze con le altre regioni d'Italia. Tante luci e qualche ombra nella nostra ricognizione del Gambero della Basilicata da bere che vede 3 Tre Bicchieri. Chiude la classifica dei Tre Bicchieri il Molise con 1. Alessio Di Majo Norante resta l'apripista del vino molisano, la sua azienda colpisce anno dopo anno con i suoi vini piacevolissimi e molto ben costruiti, vera sintesi tra modernità e tradizione. Quest'anno è il Contado a prendere i Tre Bicchieri, un Aglianico buonissimo dal prezzo contenuto.


Toscana: 62 Tre Bicchieri
Piccola flessione nel numero dei Tre Bicchieri totali per la Toscana. Ma le annate a rappresentare i vari territori quest'anno hanno dato risultati un po' a macchia di leopardo, non consentendo quella generale omogeneità qualitativa che aveva caratterizzato la regione nella Guida dello scorso anno.
 
In Chianti Classico il 2009 ha dimostrato di essere un millesimo faticoso e arcigno, con vini un po' tronchi, soprattutto nelle zone più calde della denominazione, mentre le Riserva dell'annata 2008 mancavano in genere di quel pizzico di spalla in più di cui la tipologia avrebbe bisogno per imporsi, potendo contare invece sulla raffinata fisionomia.
 
Certo, eccezioni ci sono, eccome, tutte in chiave di estrema eleganza e succosa distensione, ma certo l'annata 2007 aveva reso le cose più semplici. E non è solo il sangiovese ad aver sofferto i limiti di due millesimi così estremi nelle loro differenze, visto che anche i vini da vitigni internazionali hanno faticato a trovare slancio. Spostandosi sulla costa, da nord a sud, in zone climaticamente meno rigide, il 2008 diventa in qualche modo l'annata perfetta, riuscendo a regalare a vini che generalmente combattono una battaglia ad armi impari per raccontarsi eleganti, quella grazia e quella flessuosità che, sposate a un carattere mediterraneo, raggiungono apici assoluti.
 
A Montalcino il 2006 miete successi. Ben 16 vini premiati, tutti dal medesimo millesimo. Annata matura e già ben leggibile, certamente avvolgente e meno austera di altre di pari considerazione, mostra in maniera puntuale le caratteristiche che un territorio più caldo e meridionale come quello di Montalcino più dare al sangiovese. Così accanto a nomi storici e pluritrebicchierati una bella manciata di piccole e nuove realtà a essere considerate al top.
Da sottolineare, anche se i vini a Tre Bicchieri sono limitati, che alcune zone si stanno muovendo davvero bene. è il caso di San Gimignano e la sua Vernaccia, grande vitigno a bacca bianca per lungo tempo maltrattato e conseguentemente mal considerato ma che dimostra, se lavorato con rispetto, di avere carattere da vendere. Cortona e il Syrah parlano di accoppiata perfetta, con tante belle e dinamiche realtà a raccontarlo. Certo poi sul totale la stragrande maggioranza di quelli a essere premiati sono gli stessi da sempre, ma in una regione di così antica vocazione vitivinicola, come dimostrano gli oltre 4000 assaggi ogni anno, è anche difficile che possa andare diversamente. Eppur qualcosa si muove… Come dimostra il premio alla cantina emergente a Mattia Barzaghi, viticoltore a San Gimignano.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Ad Astra 2008 – Fattoria Nittardi
Baffo Nero 2009 – Rocca di Frassinello
Biserno 2008 – Tenuta di Biserno
Bolgheri Sassicaia 2008 – San Guido
Bolgheri Sup. Sapaio 2008 – Podere Sapaio
Bolgheri Sup. Campo al Fico 2008 – I Luoghi
Brancaia Il Blu 2008 - Brancaia
Brunello di Montalcino 2006 – La Cerbaiola
Brunello di Montalcino 2006 - Cerbaiona
Brunello di Montalcino Altero 2006 – Poggio Antico
Brunello di Montalcino 2006 - Biondi Santi
Brunello di Montalcino 2006 - Andrea Costanti
Brunello di Montalcino 2006 - Querce Bettina
Brunello di Montalcino 2006 - Caprili
Brunello di Montalcino 2006 - Citille di Sopra
Brunello di Montalcino 2006 - Canalicchio di Sopra
Brunello di Montalcino 2006 – Podere La Fortuna
Brunello di Montalcino 2006 - Collelceto
Brunello di Montalcino 2006 - Donna Olga
Brunello di Montalcino 2006 - La Togata
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2006 - Casanova di Neri
Brunello di Montalcino 2006 – Piancornello
Brunello di Montalcino 2006 – Sesti
Caberlot 2008 – Podere Il Carnasciale
Carmignano Ris. 2008 – Piaggia
Casalferro 2008 – Barone Ricasoli
Castello del Terriccio 2007 – Castello del Terriccio
Chianti Cl. 2009 – Tenuta di Lilliano
Chianti Cl.- Le Ellere 2008 – Castello d'Albola
Chianti Cl. Poggio a Frati Ris. 2008 – Rocca di Castagnoli
Chianti Cl. Ris. 2008 – Villa Cerna
Chianti Cl. Foho Ris. 2008 – Casa al Vento
Chianti Cl. Ris. 2007 – Badia a Coltibuono
Chianti Cl. Baron'Ugo Ris. 2007 – Monteraponi
Chianti Cl. Ris. 2007 – Fattoria Le Fonti
Chianti Cl. Ris. 2008 – Castello di Volpaia
Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2008 – Tenuta di Valgiano
Cortona Syrah Migliara 2008 – d'Alessandro
Cupinero 2009 – Col di Bacche
Do ut des 2009 – Carpineta Fontalpino
Flaccianello della Pieve 2008 – Fontodi
FSM 2007 – Castello di Vicchiomaggio
Galatrona 2009 – Fattoria Petrolo
I Sodi di S. Niccolò 2007 – Castellare di Castellina
Il Carbonaione 2008 – Poggio Scalette
Maestro Raro 2008 – Fattoria di Felsina
Montecucco Rosso Ris. 2008 – Collemassari
Montecucco Grotte Rosse 2008 – Salustri
Nambrot 2008 – Tenuta di Ghizzano
Nobile di Montepulciano Nocio dei Boscarelli 2007 – Boscarelli
Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2006 – Salcheto
Orma 2008 – Podere Orma
Percarlo 2007 – San Giusto a Rentennano
Rocca di Montemassi '09 – Rocca di Montemassi
Scrio 2008 – Le Macchiole
Siepi 2008 – Castello di Fonterutoli
Tignanello 2008 – Antinori
Valdisanti 2008 – Tolaini
Vernaccia di San Gimignano Zeta 2010 – Mattia Barzaghi
Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009 – Montenidoli
Vernaccia di San Gimignano Ris. 2009 – La Lastra
Vinsanto di Carmignano Ris. 2005 - Capezzana

Piemonte: 72 Tre Bicchieri
Molta luce qualitativa e parecchio buio produttivo in Piemonte. Nel senso che crescono le aziende impegnate a fare vini seri ma la crisi nelle vigne è notevole, soprattutto in quelle aree in cui barbera e dolcetto sono le uve principali, ormai svendute a prezzi da fame.

E non è che la situazione dei vini più blasonati sia esattamente brillante, considerato che parecchie cantine hanno affrontato il difficile momento calando decisamente i listini, con conseguenze che vedremo nei prossimi anni. Data la premessa, la superficie vitata in produzione in Piemonte continua a calare, scendendo da 52.000 a 48.000 ettari negli ultimi cinque anni. E ovviamente si tratta per lo più di abbandoni di vigneti collinari di pregio che richiedono lunghe lavorazioni manuali e che non consentono di svendere le uve a 30 centesimi al chilo. Col che la produzione complessiva piemontese non è diminuita, assestandosi attorno ai 3 milioni di ettolitri (ufficiali, in quanto c'è chi ritiene che si produca molto di più) nel 2010.

I vini Doc si avvicinano ormai alla soglia dell'85%, con i bianchi al 38 e i rossi al 62% del totale. Passando ai vini, bei risultati dai prodotti a base nebbiolo 2007, anche in tante versioni base (che consigliamo assolutamente di provare), magari provenienti da vigneti con esposizioni non troppo soleggiate.

Bel 2008 per il nebbiolo, in primis per il Barbaresco, almeno nelle aziende che hanno scelto di attendere una vendemmia decisamente posticipata a causa delle abbondanti piogge di inizio settembre. Di bella ricchezza il raccolto del 2009, come dimostrano le prime Barbere assaggiate. Nel 2010 interessanti risultati per i vini bianchi. Oltre alle riconferme di numerose celebri cantine, si segnalano alcune realtà che si aggiudicano per la prima volta i Tre Bicchieri, novità da cercare in enoteca, al ristorante o direttamente dal produttore. E alcuni dei nuovi premi dimostrano perfettamente che anche zone non così reputate e celebri possono impegnarsi per realizzare prodotti di qualità assoluta.

Il vitigno autoctono a bacca bianca più tipico dell'Eporediese si esprime al meglio nel Le Chiusure '10 della cantina Favaro; altrettanto significativo il risultato del Carema Etichetta Bianca '07 della Cantina Produttori di Carema, un grande vino a base di nebbiolo ricco di personalità. Sempre sul fronte del nebbiolo, di assoluto rilievo la prova del Barolo Lazzairasco '07 dell'azienda Porro di Serralunga d'Alba, e riuscitissimi il Barbaresco Montefico '08 di Carlo Giacosa, il Barolo Acclivi '07 di Burlotto e il Monvigliero '06 di Bel Colle.

'Un uomo solo al comando” nelle novità del Tortonese, grazie al suadente Colli Tortonesi Timorasso Fausto '09 della cantina Vigne Marina Coppi. Da assaggiare il magnifico Dolcetto d'Ovada Superiore Du Riva '08 di Tacchino.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Dogliani Papà Celso 2009 - Abbona Marziano
Barolo Cerretta Vigna Bricco 2005 - Altare
Gattinara San Francesco 2007 - Antoniolo
Barolo Monvigliero 2006 - Bel Colle
Gavi del comune di Gavi Minaia 2010 - Bergaglio Nicola
Barolo Vigna Arione 2007 - Boglietti
Barolo Vigna Liste 2006 - Borgogno Giacomo
Barbera d'Asti Bricco dell'Uccellone 2009 - Braida
Barolo Bricco Sarmassa 2007 - Brezza
Barolo Villero 2006 - Brovia
Barbaresco Borgese 2008 - Busso Piero
Barbaresco Valgrande 2008 - Ca' del Baio
Barolo Sottocastello 2006 - Ca' Viola
Barbaresco Ovello 2007 - Cantina del Pino
Carema Etichetta Bianca 2007 - Cantina Produttori dei Nebbiolo di Carema
Barbera del Monferrato Superiore Le Cave 2009 - Castello di Uviglie
Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe Riserva 2005 - Cavallotto
Barolo Cerequio 2007 - Chiarlo
Barolo Ravera 2007 - Cogno
Barolo Sorì Ginestra 2007 - Conterno Fantino
Barolo Monfortino Riserva 2004 - Conterno Giacomo
Barolo Ginestra Riserva 2005 - Conterno Paolo
Barbera d'Asti Pomorosso 2008 - Coppo
Roero Ròche d'Ampsej Riserva 2007 - Correggia
Roero Braja Riserva 2008 - Deltetto
Erbaluce di Caluso Le Chiusure 2010 - Favaro
Carema Etichetta Nera 2006 - Ferrando
Barolo Fontanafredda Vigna La Rosa 2007 - Fontanafredda
Barolo Acclivi 2007 - G.B. Burlotto
Barbaresco 2008 - Gaja
Langhe Nebbiolo Costa Russi 2008 - Gaja
Langhe Bianco Hérzu 2009 - Germano
Barolo Falletto 2007 - Giacosa Bruno
Barbaresco Montefico 2008 - Giacosa Carlo
Barolo Ginestra Casa Maté 2007 - Grasso Elio
Barbera d'Alba Superiore 2009 - Hilberg Pasquero
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2009 - La Colombera
Barbera d'Asti Superiore Bionzo 2009 - La Spinetta
Roero Trinità Riserva 2007 - Malvirà
Barolo Gramolere Riserva 2005 - Manzone
Barolo Sarmassa 2007 - Marchesi di Barolo
Barolo Brunate 2007 - Marengo Mario
Monferrato Rosso Sul Bric 2009 - Martinetti
Barolo 2007 - Mascarello Bartolo
Barolo Vigna Rionda Riserva 2005 - Massolino
Barbaresco Rombone 2007 - Nada Fiorenzo
Roero Sudisfà Riserva 2008 - Negro
Erbaluce di Caluso La Rustìa 2010 - Orsolani
Dogliani Sirì d'Jermu 2009 - Pecchenino
Barbaresco Vanotu 2008 - Pelissero
Barolo Vigna Lazzairasco 2007 - Porro Guido
Barolo Ravera 2007 - Principiano
Barolo Brunate – Le Coste 2007 - - Rinaldi Giuseppe
Barbaresco Vigneto Brich Ronchi Riserva 2006 - Rocca Albino
Barbaresco Maria Adelaide 2007 - Rocca Bruno
Barolo Vigna d'la Roul 2007 - Rocche dei Manzoni
Barolo Cannubi Boschis 2007 - Sandrone
Barolo Rocche dell'Annunziata Riserva 2005 - Scavino Paolo
Barbera d'Asti Superiore Nizza Acsé 2008 - Scrimaglio
Bramaterra I Porfidi 2007 - Sella
Alta Langa Brut Zero Cantina Maestra Ris. 2005 - Serafino Enrico
Barbaresco Pajoré 2008 - Sottimano
Barbera d'Asti Superiore La Mandorla 2009 - Spertino
Dolcetto d'Ovada Superiore Du Riva 2008 - Tacchino
Barbera d'Asti Superiore Nizza 2008 - Tenuta Olim Bauda
Ghemme 2007 - Torraccia del Piantavigna
Gattinara Riserva 2006 - Travaglini
Barolo Villero Riserva 2004 - Vietti
Colli Tortonesi Timorasso Fausto 2009 - Vigne Marina Coppi
Derthona 2009 - Vigneti Massa
Gavi del comune di Gavi Monterotondo 2009 - Villa Sparina
Barolo Cerequio 2007 - Voerzio Roberto


Valle d'Aosta: 5 Tre bicchieri
Con coraggio e costanza i viticoltori valdostani curano i loro piccoli appezzamenti. è un mondo rurale che negli anni ha saputo rinnovarsi imboccando la strada della qualità.

La tutela dei vitigni autoctoni fa della vitivinicoltura valdostana la punta di diamante di un sistema che si distingue per la genuinità e la tipicità dei suoi prodotti, figli della montagna, dotati di sapori e fragranze uniche, frutto di un ambiente incontaminato e di tanto lavoro umano.

Puntando su queste specificità è scaturita una produzione qualitativamente rinomata seppur modesta in termini quantitativi. Il termine 'vino di montagna” ricorda l'asprezza del territorio e l'eroismo dei piccoli produttori valdostani, che ritroviamo anche nell'ostinata difesa delle proprie tradizioni e delle risorse della propria terra.

Questi vigneron non si sono lasciati allettare dalla possibilità di impiantare nuovi e più famosi vitigni, che forse li avrebbero fatti uscire dall'anonimato in tempi più brevi, ma hanno conservato quelli autoctoni, meno famosi ma introvabili anche nei paesi confinanti. Le uve indigene valdostane offrono vini irripetibili, capaci di dare emozioni diverse e di trasportarci in un meraviglioso paesaggio alpino. Si ritrovano in questi vini i profumi del fieno di montagna, dei fiori e delle erbe aromatiche dei pascoli. Al gusto sono accomunati da una grande freschezza e il finale delicatamente amarognolo ci ricorda in qualche modo la fatica e il duro lavoro dei viticoltori.

In questo panorama consolidano la loro posizione le aziende Les Crêtes e Anselmet che vengono ancora una volta premiate per i loro ormai tradizionali Chardonnay: il Cuvée Bois '09 l'una e l'élevé en fût de Chene '10. Maurizio Fiorano di Chateau Feuillet ed Elio Ottin dell'omonima azienda hanno scelto la difficile strada della qualità e dell'autoctono e le loro aristocratiche e minerali Petite Arvine, entrambe dell'annata 2010, sono davvero da non perdere. Andrea Costa, infine, enologo alla Crotta di Vegneron a Chambave, ha ottenuto l'unico tre bicchieri rosso della regione con il Fumin Esprit Follet '09, altro autoctono da non mancare.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

V.d'A. Chardonnay Cuvée Bois 2009 – Les Cretes
V.d'A. Elevé en Fut de Chenes 2010 – Anselmet
V.d'A. Fumin Esprit Follet 2009 – La Crotta di Vigneron
V.d'A. Petite Arvine 2010 – Chateau Feuillet
V.d'A. Petite Arvine 2010 - Ottin

Veneto: 34 Tre Bicchieri
Il Veneto si conferma un territorio di grande vitalità, testimoniata da una significativa presenza di territori e aziende che giungono ai Tre Bicchieri per la prima volta. Le locomotive regionali sono sempre le stesse, Valpolicella e Soave, zone che nel corso dell'ultimo ventennio hanno saputo percorrere un sentiero dove le uve locali e le tradizioni hanno trovato la giusta sinergia per giungere ad alti risultati.

L'Amarone è il consueto campione, capace di affrontare le difficoltà vendemmiali potendo contare su una fase di appassimento perfettamente conosciuta dalle aziende, che sanno così offrire vini dal profilo più disponibile, come per la vendemmia 2006, o più esuberante e potente come per la 2007. Qui accanto a nomi storici della denominazione come Allegrini o Bertani, ecco l'exploit di aziende meno conosciute ma di assoluto valore, come Ca' La Bionda dei fratelli Castellani o Musella di Maddalena ed Emilio Pasqua, senza dimenticare Carlo Venturini che, a Monte dall'Ora con il suo Saustò, dimostra come classe e finezza sono raggiungibili anche con la tecnica del Ripasso.
A Soave si segnalano il grande risultato del Recioto Le Sponde di casa Coffele, non nuova ai Tre Bicchieri ma per la prima volta raggiunti con lo storico vino dolce, poi il ritorno di Roberto Anselmi con una sontuosa versione di Capitel Croce e lo straordinario successo di Ca' Rugate, con ben due vini premiati che non sono che la punta di un iceberg di altissima qualità. Se Custoza è ormai una realtà affermata, sorprende il Cristina di Roeno, un fantastico vino dolce che viene dalla terra dell'Adige, dove le aziende di qualità si contano sulle dita di una mano, mentre Lugana, Colli Euganei e Montello non mancano mai di far sentire il peso del loro valore.

A Valdobbiadene si segnala la grande performance di Merotto, un'azienda che nel volgere di pochi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio di assoluto rilievo.
Un'edizione della Guida con tante novità, quasi il 20% dei Tre Bicchieri vanno ad aziende mai premiate, sintomo di una regione che non si è seduta sugli allori ma che lavora costantemente per il miglioramento della produzione, sempre più attenta a come la qualità del vino non possa essere scissa dalla qualità dell'ambiente. Se dieci anni fa si investiva nella realizzazione di cantine sontuose, oggi il percorso sembra andare in direzione opposta, concentrando gli sforzi non nell'aggressione del territorio ma nella sua salvaguardia e valorizzazione, attraverso il vino e ancor più attraverso la cura del territorio stesso.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Amarone Cl. Vaio Aramaion 2006 – Masi
Amarone della Valpolicella Cl. Vign. di Ravazzol 2007 – Ca' la Bionda
Amarone della Valpolicella Ris. 2007 – Musella
Amarone della Valpolicella 2006 – Marion
Amarone della Valpolicella Cl. Vign. Monte Ca' Bianca 2006 – Begali
Amarone della Valpolicella Roccolo Grassi 2007 – Roccolo Grassi
Amarone della Valpolicella 2006 – Trabucchi d'Illasi
Amarone della Valpolicella Case Vecie 2007 – Brigaldara
Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2007 – Tenuta Sant'Antonio
Amarone della Valpolicella Cl. 2007 – Allegrini
Amarone della Valpolicella Cl. 2004 – Bertani
Amarone della Valpolicella Cl. Vigneto Monte Sant'Urbano 2007 - Speri
Capitel Croce 2009 – Anselmi
Cartizze Vigna La Rivetta 2010 – Villa Sandi
Colli Euganei Cabernet Sauvignon Ireneo Capodilista 2008 – La Montecchia
Colli Euganei Fior d'Arancio Passito Alpianae 2008 - Vignalta
Cristina V.T. 2008 – Roeno
Custoza Sup. Amedeo 2009 – Cavalchina
Custoza Sup. Ca' del Magro 2009 – Monte del Fra
Lugana Sup. Molceo 2009 – Ottella
Lugana Sergio Zenato 2008 – Zenato
Montello e Colli Asolani Il Rosso dell'Abazia 2008 – Serafini & Vidotto
Recioto di Soave Cl. Le Sponde 2009 – Coffele
Relògio 2009 – Ca' Orologio
Soave Cl. Campo Vulcano 2010 – I Campi
Soave Cl. Monte Carbonare 2009 – Suavia
Soave Cl. Calvarino 2010 – Pieropan
Soave Cl. Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 2009 – Gini
Soave Cl. Monte Alto 2009 – Ca' Rugate
Studio 2009 – Ca' Rugate
Valdobbiadene Extra Dry Giustino B. 2010 – Ruggeri
Valdobbiadene Brut Rive di Col San Martino Graziano Merotto 2010 - Merotto
Valpolicella Cl. Sup. Ripasso Solane 2009 – Santi
Valpolicella Cl. Sup. Ripasso Saustò 2007 – Monte dall'Ora



Friuli Venezia Giulia: 26 Tre Bicchieri
Un'affermazione importante anche quest'anno quella del Friuli Venezia Giulia, che vede ben 26 vini sul podio dei Tre Bicchieri. A conferma di una reputazione ormai consolidatissima di regione di grandi bianchi, solo uno di questi vini è rosso.

E allora si inizia proprio da questo dal Colli Orientali del Friuli Sacrisassi Rosso '09 di Flavio e Silvana Basilica, una straordinaria coppia di vignaioli appassionati che anche in passato aveva regalato grandi emozioni. Il resto è bianco. Con un vitigno che si impone all'attenzione, il Friulano. Se lo si trova in purezza nei tre Colli Orientali, il '09 di Ronc di Vico, lo splendido Vigne Cinquant'anni '09 di Le Vigne di Zamò, e nel '10 di Ronchi di Manzano, e nel Collio nella splendida interpretazione del '10 di Franco Toros, non è stato dimenticato che è l'ingrediente principale degli uvaggi e dei blend, a cominciare dal Collio Bianco. Proprio in questa denominazione Edi Keber, Eugenio Collavini con il Broy, Ronco dei Tassi con Fosarin, Il Carpino con Vigna Runc e Zuani con Vigne ci hanno regalato cinque bellissime interpretazioni dell'annata 2010. Il quadro di questo prestigioso distretto si completa con la malvasia '10 di Doro Princic e con il Sauvignon Ronco delle Mele '10 di Venica, altri due grandi classici. Il Braide Alte '09 di Livon, poi e il Kaplia '08 di Podversic, Il W... Dreams '09 di Jermann e il Mario Schiopetto Bianco '08 della Schiopetto sono altre espressioni, anche se non Doc, delle splendide ville del Collio.
 
E per completare il quadro dei Colli Orientali ecco il Rosazzo Bianco Terre Alte '09 di Livio Felluga, e la straordinaria doppietta di Volpe Pasini, unica della regione e tra le poche in Italia quest'anno. Si tratta del Sauvignon e del Pinot Bianco '10 della linea Zuc di Volpe. Dall'Isonzo ecco allora i Doc Flor di Uis '09 di di Vie di Romans, la Malvasia '10 di Ronco del Gelso, ed il Pinot Grigio Gris '09 di Lis Neris. A questi si aggiungono due uvaggi, l'Arbis Blanc '09 di Borgo San Daniele e il Desiderium Selezione I Ferretti '09 di Eddi Luisa. Completano questa eccezionale sfilata il Carso, con la Malvasia '09 di Zidarich e l'Ograde Non Filtrato '09 di Skerk, entrambi frutto di macerazione delle bucce. Un panorama complesso, ricco, articolato, dove emergono i grandi terroir, e dove convivono grandi vini frutto di tecniche allo stato dell'arte accanto a vignaioli artigiani che si sono riappropriati di saperi e tecniche ancestrali.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

COF Friulano 2010 – Ronchi di Manzano
Collio Friulano 2010 – Toros
Collio Bianco 2010 – Edi Keber
COF Friulano Vigne Cinquant'anni 2009 – Le Vigne di Zamò
COF Il Friulano 2009 – Ronc di Vico
COF Pinot Bianco Zuc di Volpe 2010 – Volpe Pasini
Collio Bianco Fosarin 2010 – Ronco dei Tassi
Collio Bianco Vigne 2010 – Zuani
Collio Bianco Broy 2010 – Collavini
Collio Bianco V. Runc 2010 – Il Carpino
Desiderium Selezione I Ferretti 2009 – Eddi Luisa
Friuli Isonzo Bianco Flor di Uis 2009 – Vie di Romans
COF Rosazzo Bianco Terre Alte 2009 – Livio Felluga
Arbis Blanc 2009 – Borgo San Daniele
Mario Schiopetto Bianco 2008 – Schiopetto
Friuli Isonzo Pinot Grigio Gris 2009 – Lis Neris
Collio Malvasia 2010 – Doro Princic
Collio Sauvignon Ronco delle Mele 2010 – Venica & Venica
COF Sauvignon Zuc di Volpe 2010 – Volpe Pasini
Ograde Non Filtrato 2009 – Skerk
Kaplja 2008 – Podversich
Carso Malvasia 2009 - Zidarich
COF Rosso Sacrisassi 2009 – Le Due Terre
Braide Alte 2009 - Livon
W… dreams 2009 – Jerman
Friuli Isonzo malvasia '10 – Ronco del Gelso

Lombardia: 18 Tre Bicchieri
Quest'anno sono 18 le aziende lombarde a salire sul podio dei Tre Bicchieri. Un numero importante che testimonia come il grande lavoro di programmazione e di ristrutturazione di molte zone e di moltissime aziende, stia procedendo in modo spedito.

Dalla progettualità alla pratica con determinazione ed entusiasmo, insomma. Lo si percepisce fino dalla Valtellina, dove sono tre le aziende premiate, ma solo una di queste, Mamete Prevostini, ottiene il nostro premio con un eccellente Sforzato, l'Albareda '09. Gli altri due, Nono Negri con il Valtellina del Vigneto Fracia '08 e Arturo Pelizzati Perego – Ar.Pe.Pe – con uno splendido Sassella Stella Retica Riserva '06. A conferma che il vino da appassimento non è l'unica possibilità di Grand Vin sulle Alpi Retiche, ma anzi il nebbiolo – o chiavennasca - qui si può esprimere 'normalmente” ad altissimo livello. L'unico bianco fermo premiato della regione è una conferma, è il Lugana Selezione Fabio Contato della Provenza, che si unisce alla foto di gruppo lombardo veneta che insieme ad altri due vini della denominazione festeggia lo stato di questo fragrante bianco gardesano.

Ottima annata anche in Oltrepò, sempre più la terra del Pinot Nero, che sia vino rosso o metodo classico poco importa. Si confermano Frecciarossa con il mediterraneo Giorgio Odero '08 e ribatte il più francofono Noir '08 della Tenuta Mazzolino. Bollicine comme il faut da Monsupello con il suo eccellente Classese Brut '04 e dai Fratelli Giorgi con il Brut 1870 '07, sempre più affidabile e buono.

Debutta un veterano tra i finalisti dell'Oltrepò, Paolo Verdi con il suo classicissimo Oltrepò Pavese Rosso Cavariola Riserva '07, vino di raffinata eleganza. La festa continua con l'immancabile Franciacorta, che vede confermato il suo ruolo di denominazione leader a livello regionale con ben nove vini. Si tratta di un'agguerrita pattuglia di veterani, capeggiata dalla Cuvée Annamaria Clementi '04 di Ca' del Bosco, seguita dalla Cavalleri con un finissimo Pas Dosé R. D. '06, dal Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé '05 di Bellavista, e dal Nature dei Gatti. Il Franciacorta Extra Brut Riserva '05 de La Montina è anch'essa bottiglia di valore assoluto, come anche quella della Guido Berlucchi, il Franciacorta Cellarius Brut '07.

Debuttano tra i vini premiati la Ricci Curbastro con l'Extra Brut '07 e la Contadi Castaldi con il Satèn Soul '05. Dulcis in fundo, una raffinatissima versione di Extra Brut, la '05 di Ferghettina s'è imposta su tutte e merita il premio di Cuvée dell'Anno, che rimane così in regione. Ottime notizie dalla Valtenesi e dalla Valcalepio completano un quadro davvero complesso e dinamico.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Franciacorta Pas Dosé R.D. '06 – Cavalleri
Franciacorta Extra Brut '07 – Ricci Curbastro
Franciacorta Brut Cellarius '07 – Guido Berlucchi & C.
Franciacorta Extra Brut Gran Cuvée Pas Operé '05 – Bellavista
Franciacorta Brut Nature – Gatti
Franciacorta Extra Brut '05 Ferghettina
Franciacorta Extra Brut Vintage Ris. '05 – La Montina
Franciacorta Brut Cuvée Annamaria Clementi '04 – Ca' del Bosco
Franciacorta Satèn Soul '05 – Contadi Castaldi
Lugana Fabio Contato '09 – Provenza
OP Pinot Nero Brut 1870 '07 – Giorgi
OP Pinot Nero Brut Classese '04 – Monsupello
OP Pinot Nero Frecciarossa '08 – Giorgio Odero
OP Pinot Nero Noir '08 – Tenuta Mazzolino
OP Rosso Cavariola Ris. '07 – Bruno Verdi
Valtellina Sup. Vign. Fracia 2008 – Nino Negri
Valtellina Sforzato Albareda 2009 – Mamete Prevostini
Valtellina Sup. Sassella Stella Retica Ris. 2006 – Ar.Pe.Pe

Umbria: 9 Tre Bicchieri
I lusinghieri risultati che arrivano dalle degustazioni di quest'anno confermano che l'Umbria è una delle regioni vinicole più convincenti per la proposta qualitativa che ogni vendemmia i produttori offrono con le proprie bottiglie.

I simboli dell'eccellenza sono 9, come l'anno scorso, ed è un numero importante per una regione piccola in termini di estensione, la cui viticoltura di qualità è da ascrivere ad appena qualche decennio fa. Con una rapida analisi dei singoli territori ci si accorge di come il Montefalco Sagrantino, rosso simbolo dell'Umbria, mostri in maniera più precisa i passi da gigante che alcune aziende stanno compiendo per arrivare al massimo traguardo qualitativo: assaggiamo sempre più dei vini che non temono le criticità in termini di potenza ed estrazione tannica che il vitigno - specie da giovane - dà, e riescono a offrire delle etichette dalle chiare caratteristiche di eleganza e finezza. Un ottimo esempio viene dal Col Cimino '07 di Villa Mongalli, leggiadro e sinuoso, o dal Campo alla Cerqua '07 di Tabarrini, complesso e profondo o dal Sagrantino di Còlpetrone, anch'esso in una versione 2007 di grande tipicità.
 
In più, nonostante mancasse un cavallo di razza come il 25 Anni, il Montefalco Sagrantino Collepiano '08, prodotto dal pioniere della Denominazione Marco Caprai, conquista per complessità e avvolgenza gustativa. Arriva in vetta anche il Montefalco Rosso Riserva '08 di Colle Allodole, azienda molto legata a un'idea di vino tradizionale e autentica. Poco più a Nord ecco all'altra importante Doc Umbra, Torgiano, ed eccoci di nuovo alle prese con uno dei vini più affascinanti d'Italia: il Riserva Vigna Monticchio di Lungarotti in una favolosa versione targata 2006.
 
Sul fronte bianchista conferme arrivano da una zona da sempre particolarmente vocata per i vitigni a bacca bianca, ma che solo in questi ultimi anni è riuscita ad eccellere: parliamo di Orvieto, un territorio capace di offrire non solo vini freschi e profumati, ma anche dalle sensazioni complesse e articolate da poter competere con i grandi bianchi italiani. Anche quest'anno gli esempi migliori arrivano dall'Orvieto Classico Campo del Guardiano '09 di Palazzone e da Il Bianco '10 di Decugnano dei Barbi. Una grande conferma che anno dopo anno arriva dal Cervaro di Castello della Sala: il millesimo 2009 mette tutti d'accordo e dimostrerà di essere un bianco a vita molto lunga.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Cervaro della Sala 2009 – Antinori
Montefalco Rosso Ris. 2008 – Fattoria Colle Allodole
Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua 2007 – Tabarrini
Montefalco Sagrantino Col Cimino 2008 – Villa Mongalli
Montefalco Sagrantino 2007 – Còlpetrone
Montefalco Sagrantino Collepiano 2008 - Caprai
Orvieto Cl. Sup. Il Bianco 2010 – Decugnano dei Barbi
Orvieto Cl. Sup. Campo del Guardiano '09 - Palazzone
Torgiano Rosso Vigna Monticchio Ris. 2006 – Lungarotti

Puglia: 10 Tre Bicchieri
La Puglia conferma il livello qualitativo raggiunto negli scorsi anni, dando l'impressione di stare incominciando solo adesso a scoprire le proprie effettive potenzialità.

In questi ultimi si è assistito rinascere - o forse nascere - e crescere due zone vitivinicole come Castel del Monte e Gioia del Colle, fino ad attirare l'attenzione a livello nazionale, imporsi in modo definitivo la zona di Manduria, e l'affermarsi in modo sempre più compiuto di un nuovo stile di vino mediterraneo, fatto certo di grande potenza alcolica ma anche di equilibrio, frutto e freschezza. Insomma, la Puglia si sta dimostrando un vero e proprio laboratorio permanente, come sarebbe stato difficile immaginare anche solo dieci anni fa.

Tutte e tre queste zone infatti, dopo i primi risultati di eccellenza ottenuti da un numero ristretto di aziende, stanno vedendo un aumento delle cantine alla ricerca della qualità, tanto da poter cominciare a parlare di territorio, e non più di singoli produttori o di vini straordinari ma anche unici.

I risultati ottenuti in questa edizione della Guida sono ancora più eclatanti se si tiene conto del fatto che le principali annate in degustazione, la 2008 e la 2009, sono state particolarmente difficili per il negroamaro e per la zona in cui questo vitigno si esprime al meglio, il Salento, rendendo quello che l'anno scorso è stato definito il 'ripensamento dei canoni stilistici” dei vini a base di negroamaro ancora più complesso e di difficile lettura.

Non a caso alcuni dei migliori risultati ottenuti in questa zona provengono da aziende giovani o da grandi strutture, in grado di curare al meglio i loro vini in cantina.
Per quanto riguarda i vini premiati, anche quest'anno sono 10 e il protagonista assoluto è stato il Primitivo: dalla zona di Gioia del Colle confermano il loro livello la Polvanera, con il Gioia del Colle Primitivo 17 '08, e Nicola Chiaromonte, del quale continuiamo a preferire il Gioia del Colle Primitivo Muro Sant'Angelo Contrada Barbatto anche nella versione '08, da quella di Manduria Gianfranco Fino, con il Primitivo di Manduria Es '09, e Morella, con il Primitivo Old Vines '08, e quest'anno anche alla Tormaresca a ottenere il premio è un Primitivo, il Torcicoda '09.
Tra i premiati troviamo invece un solo Nero di Troia, il Castel del Monte Rosso Vigna Pedale Riserva '08 di Torrevento. Tre Bicchieri anche per due nuove aziende, la Carvinea con il Frauma '08, sigolare blend di aglianico e petit verdot, e la Tenuta Mater Domini, con il più classico Salice Salentino Casili Riserva '08. A questi vanno aggiunti quelli che sono ormai due habitué, entrambi a base negroamaro: il Salice Salentino Rosso Selvarossa Riserva '08 di Due Palme e il Nero '08 di Conti Zecca.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Castel del Monte Rosso Vigna Pedale Ris. 2008 – Torrevento
Frauma 2008 – Carvinea
Gioia del Colle Muro Sant'Angelo Contrada Barbatto 2008 – Chiaromonte
Gioia del Colle Primitivo 17 2008 – Polvanera
Primitivo Old Vines 2008 – Morella
Primitivo di Manduria Es 2009 – Gianfranco Fino
Nero 2008 – Conti Zecca
Salice Salentino Rosso Selvarossa Ris. 2008 – Cantine Due Palme
Salice Salentino Casili Ris. 2008 – Tenute Mater Domini
Torcicoda 2009 – Tormaresca

Marche: 18 Tre Bicchieri
Le Marche hanno sempre più una vocazione bianchista. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi fa la parte del leone. è nella sua natura: oramai anche i più critici sono arresi al fatto che ci si trova davanti a una delle più interessanti varietà a bacca bianca, se non la più interessante tout court, come sembrerebbe voler dire il premio di miglior bianco dell'anno al Vecchie Vigne di Umani Ronchi. Il merito va ascritto alla sua versatilità.
Tra i premiati le versioni d'annata offrono una vitalità che non vira mai verso l'esuberanza. Il tempo poi è un fedele alleato, capace di fornire eleganza e complessità. Non c'è stile che predomini sugli altri: c'è chi predilige un registro freschissimo (Tavignano e Monteschiavo) o più potente (Marotti Campi), chi la finezza a tutti i costi (Garofoli, Sartarelli) senza ricorrere all'uso del legno. E chi preferisce affidarsi a barrique e tonneau (Santa Barbara e La Distesa) raggiungendo per altre vie pari eleganza e cifra personale.
Non bastasse ciò, la regione può vantare un territorio piccolo ma di grande vocazione, in grado di fornire ulteriore spinta alla tesi: Matelica. Verdicchio raffinatissimi, longevi, innervati di profonda sapidità che negli anni si tramuta invariabilmente in mineralità. Oltre ai già conosciuti nomi di Belisario e La Monacesca, Bisci e Borgo Paglianetto raggiungono valutazioni altissime.
Per contro sembra cedere la vocazione rossista: il montepulciano - vitigno cardine - sia coltivato sul Conero o nel più vasto areale piceno è difficile in quanto tardivo, difficile da guidare alla giusta maturazione e incline alla riduzione, ossia a quelle velature olfattive che accentuano il suo aspetto rustico. I risultati sono nasi spesso surmaturi, talora abbinati a un'esuberanza alcolica trabordante o eccessivamente marcati dal legno. Non è un caso che i rossi che riescono a ottenere il massimo riconoscimento hanno enorme personalità (Oasi degli Angeli e Aurora) oppure un grande equilibrio tra fruttato e bevibilità, senza dimenticare tannini maturi e accenti complessi (Fiorano). Fortunatamente è in forte crescita la qualità media dei bianchi a base di Pecorino, con San Savino protagonista della denominazione. Il pesarese conferma la buona tendenza di crescita e Valturio non è più sola nel testimoniare che anche lì, con le dovute attenzioni, si può perseguire un ideale di alta qualità.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Barricadiero 2009 – Aurora
Kurni 2009 – Oasi degli Angeli
Offida Pecorino Ciprea 2010 – San Savino
Rosso Piceno Sup. Roggio del Filare 2008 – Velenosi
Valturio 2009 - Valturio
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2010- Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Pallio di San Floriano 2010 – Monte Schiavo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Balciana 2009 – Sartarelli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Casal di Serra Vigne Vecchie 2009 – Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Gli Eremi 2009 – La Distesa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Salmariano Ris. 2008 – Marotti Campi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Gioacchino Garofoli Ris. 2006 – Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Stefano Antonucci Ris. 2009 – Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Vigna Novali Ris. 2008 – Terre Cortesi Moncaro
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2009 – La Monacesca
Verdicchio di Matelica Vertis 2009 – Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Vign. Fogliano 2008 – Bisci
Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2008 – Belisario


Lazio: 4 Tre Bicchieri
Il Lazio quest'anno, anche senza brillare in modo particolare, allinea una serie di novità interessanti e stimolanti in prospettiva, che vanno dalle azienda premiate a un più ampio ragionamento su zone e vitigni. Un nome nuovo infatti si aggiunge alla lista dei pochi ad aver ottenuto i Tre Bicchieri in regione. è quello della Casale Marchese, che con il Clemens '09, blend di malvasia e chardonnay realizzato nella zona dei Castelli Romani, ottiene il premio, a riprova delle possibilità di questo territorio.
Discorso più complesso evidentemente per quanto riguarda denominazioni, zone e vitigni, a partire da un Frascati che continua a ridisegnare le sue caratteristiche produttive alla ricerca di un maggiore potenziale qualitativo, potenziale che però deve essere sfruttato con maggiore decisione dalle aziende della denominazione.
Il fenomeno più coinvolgente sembra essere quello della rinascita dell'aleatico nel Viterbese, con una serie di aziende sempre più attente a produrre vini di qualità partendo da questo vitigno, sia nella classica versione dolce o liquorosa, che secca o addirittura vinificandolo in bianco. Sarebbe bello vedere la stessa voglia di crescere anche con il grechetto, che a nostro parere resta il vitigno dalle maggiori potenzialità della Valle Teverina.
Non va sottovalutata poi la nuova dimensione che sta acquisendo il cesanese, sia nella zona del Piglio sia, e questa è una vera novità, in quella di Olevano Romano, con una serie di produttori alla ricerca della soluzione in grado di dare allo stesso tempo ricchezza, profondità ed equilibrio a questo vitigno così difficile e affascinante.
Per quanto riguarda la provincia di Latina invece, a parte una zona di Cori di cui continuiamo ad aspettare il definitivo salto di qualità, ci sembra che ci sia una crescita più tranquilla e costante, ma non per questo di minore rilievo, intesa a sfruttare al meglio quello che suolo e vitigni possono offrire.
A proposito dei Tre Bicchieri, quest'anno il Lazio ne ottiene 4. Accanto al già citato Clemens '09 di Casale Marchese troviamo solo delle conferme: oltre a Poggio Le Volpi, che ribadisce il successo dell'anno scorso con il Frascati Superiore Epos '10, arriva l'ennesimo premio a un vino di Sergio Mottura, ottenuto questa volta dal Grechetto Poggio della Costa '10 dopo un serrato ballottaggio con l'altro grande vino aziendale, il Grechetto Latour a Civitella '09, e ritroviamo l'eterno Montiano della Falesco, un Merlot che anche nella versione '09 dimostra di avere una marcia in più rispetto al resto della produzione rossista della regione.
A chiudere, una bella soddisfazione per tutta la regione. Quest'anno il premio per la viticoltura sostenibile va a Sergio Mottura, da sempre produttore biologico e che proprio per questo ha scelto l'istrice come simbolo della sua azienda.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

Frascati Sup. Epos 2010 – Poggio Le Volpi
Clemens 2009 – Casale Marchese
Montiano 2009 – Falesco
Grechetto Poggio della Costa 2010 – Sergio Mottura


Calabria e Basilicata: rispettivamente 2 e 3 Tre Bicchieri
Lentamente ma con costanza la Calabria, considerata sino a qualche anno una delle meno brillanti sotto il profilo vitivinicolo, sta accorciando le distanze con le altre regioni d'Italia. I tempi, quando si decide di cambiare assetti e filosofia produttiva sono ovviamente lunghi, soprattutto se fatti con serietà e rigore, ma i risultati delle degustazioni di quest'anno indicano chiaramente come il percorso intrapreso da molte delle cantine calabresi stia dando ormai ottimi risultati.
 
Percorrendo da sud a nord la regione, si segnala che anche in provincia di Reggio Calabria qualcosa si muove, e bene. La cantina Tramontana, ad esempio, anche quest'anno ha mandato alle selezioni una serie di vini di tutto rispetto. E anche dalla cantina delle sorelle Malaspina giungono buone nuove, a conferma del fatto che queste ragazze lavorano davvero per la qualità. A Lamezia invece il panorama è più statico, ma si consolidano aziende storiche come quelle dei fratelli Statti e della famiglia Lento, anche se stentano a venire fuori nuove realtà in un ambito territoriale sicuramente tra quelli più storicamente votati alla produzione di vino.
 
Nel cosentino invece è sempre tutto un fermento, nascono nuove aziende, mentre quelle storiche come Serracavallo, Terre Nobili e Colacino tanto per citarne qualcuna continuano con successo il loro percorso per mettersi a pari con le altre realtà di punta della regione. Non è estranea a questo percorso la cantina Terre di Balbia della famiglia Venica e Silvio Caputo che, quest'anno, ha rinunciato ad inviare l'ultima annata prodotta preferendo per una scelta tecnica dell'enologo Giampaolo Venica e lasciare affinare i vini ancora per qualche mese in cantina.
 
Luci ed ombre nel comparto cirotano dove sembra evidenziarsi il netto divario tra le aziende che negli ultimi anni hanno saputo investire in cantina ed in vigna e quelle che invece ancora non si sono poste il problema di come affrontare nel futuro un mercato che diventa sempre più competitivo e in cerca di vini di originali e di qualità. è ancora troppo presto per sapere se le tanto discusse modifiche al disciplinare del Cirò sortiranno o meno gli effetti sperati. Siamo convinti che il futuro per regioni come la Calabria sia quello che passa per la valorizzazione dell'ingente e ancora in parte inesplorato patrimonio ampelografico che ha la fortuna di possedere e che ne fa quasi un unicum in Italia.
 
Tante luci e qualche ombra nell'annuale ricognizione della Basilicata da bere. Da una parte assistiamo a un progressivo rimescolamento di gerarchie aziendali e territoriali, dall'altra dobbiamo fare i conti con la fase più acuta della crisi economica, col suo portato di scissioni familiari, cantine che passano di mano o addirittura sono costrette a chiudere. Mai come questa volta ci siamo trovati di fronte a tante etichette già valutate in altre edizioni della Guida o, all'inverso, a un numero così alto di campioni da botte: probabile segno di quanta fatica si faccia anche in Lucania ad armonizzare i tempi della vigna con quelli del mercato.
 
D'altro canto sembra ampliarsi ulteriormente la forbice stilistica ed espressiva, il che vuol dire maggiori opportunità per clienti e appassionati alla ricerca di interpretazioni fuori dagli schemi per troppo tempo dominati dal mantra frutto scuro-glicerina-rovere. Lo sottolineiamo col pensiero rivolto soprattutto a quel che accade nell'area dell'Aglianico del Vulture, sempre di più denominazione regina e vero termometro delle tendenze produttive regionali.
 
Qui la top class tiene insieme realtà molto diverse per storia, numeri, impostazione imprenditoriale e vitienologica: i veterani sono affiancati da un piccolo e agguerrito esercito di cantine emergenti, i progetti arrivati da fuori regione trovano sponda in una serie di protagonisti autoctoni, i grandi gruppi privati e cooperativi marciano di pari passo con un numero crescente di artigiani operanti in sottozone ben identificabili.
 
Un panorama quanto mai variegato, che traspare coerentemente negli assaggi, incentrati come di consueto su almeno tre annate, stavolta 2007, 2008 e 2009. Ed è proprio quest'ultima, sulla carta la più debole, a offrire le indicazioni più incoraggianti: evidentemente una vendemmia più fresca ha aiutato le etichette più polpose a incontrare un surplus di finezza e bevibilità. In una batteria di finalisti davvero divertente, alla fine la spuntano degli habitué come il Titolo '09 di Elena Fucci e il Basilisco '08 di Basilisco, rilevata da Feudi di San Gregorio nell'autunno 2010. Assai meno pronosticabile, perlomeno in partenza, il primo Tre Bicchieri conquistato da Elisabetta Musto Carmelitano col suo Serra del Prete '09. Restano a un passo dal massimo riconoscimento, invece, i vini di punta di Grifalco, Eleano, Michele Laluce, Macarico e Paternoster, dove non incontreremo più un vero e proprio gentiluomo come il signor Pino, scomparso in estate.
 
A completare il quadro dei titolari ci sono sempre la Cantina di Venosa, Eubea, le Cantine del Notaio, Carbone, mentre dalla Casa Vinicola D'Angelo sono usciti Donato e la moglie Filomena Ruppi per dare vita alla Donato D'Angelo. Più statico il quadro in provincia di Matera: la nuova denominazione Terre dell'Alta Val d'Agri non ha per il momento offerto spunti significativi e le realtà più in palla sono sempre Masseria Cardillo e Taverna, con Mantegna tra le novità da seguire.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:
Calabria
Gravello '09 - Librandi
Passito '10 - Viola

Basilicata
Aglianico del Vulture Serra del Prete 2009 – Musto Carmelitano
Aglianico del Vulture Titolo 2009 – Elena Fucci
Aglianico del Vulture Basilisco 2008 – Basilisco

Abruzzo e Molise: 11 e un Tre Bicchieri
Oggi le etichette abruzzesi non hanno niente dell'ingenuità, anche sgraziata, di una volta, ma sono diventate interessantissime e molto ben lavorate, marcate da un forte e vitale rapporto con una natura irruente. Il Montepulciano d'Abruzzo è il padrone di casa: un grande vino rosso che cambia fisionomia assecondando il territorio da cui proviene. Si va dai vini freschi della montagna, scolpiti dal freddo e dalla roccia, ai quelli ricchissimi alimentati dal sole, forgiati dalla luce e dal calore, fino ai salmastri rossi sul mare. Il Trebbiano d'Abruzzo, dopo anni di banalità e appiattimento su alte rese, sta conoscendo una nuova giovinezza con etichette più importanti, ambiziose e godibilissime, spesso rese più intriganti dalla pratica della fermentazione spontanea. Il Pecorino ha saputo non lasciarsi imbrigliare da un successo incredibile e virare verso profumi più complessi e minerali, quasi da piccolo Riesling del Mediterraneo.

Gli altri autoctoni bianchi (passerina, cococciola, montonico) hanno iniziato un percorso interessante e da tenere sotto occhio. La degustazione non fa altro che fotografare questa situazione e i premi sono corposi e importanti, con alcune novità che testimoniano la vitalità della viticoltura abruzzese. Cataldi Madonna affila una degustazione straordinaria, ma la Guida non poteva non premiare il suo Pecorino, vero apripista di questo autoctono di successo. Francesco Paolo Valentini continua a impressionare con i suoi vini, sempre più precisi, nel solco dello stile di casa: il Trebbiano ‘05 è una meraviglia. Masciarelli ha colpito con il Trebbiano Marina Cvetic, un vino dallo stile difficile ma assai fragrante. Il cavalier Illuminati stupisce con un Pieluni concentrato e tipico in perfetto stile Colline Teramane. A seguire i giovani storici: Torre dei Beati, Villa Medoro, La Valentina, Valle Reale, Barba con i loro Montepulciano da corsa. Chiudono due aziende di cui si sentirà assai parlare: Tiberio, con un Pecorino fine ed elegantissimo, e Castorani, con un Montepulciano di grande classe.

 E ora passiamo al Molise, piccola e bella regione, dal territorio unico e peculiare per la coltivazione della vite. Poche le aziende e i vini assaggiati ogni anno, che non sono più di una cinquantina. Da sempre la coltivazione della vite è una realtà essenziale nell'economia agricola del Molise, con una produzione dai numeri interessanti (oltre 250mila ettolitri) e un prodotto qualitativamente notevole. Ora però, in questa porzione di terra che dagli Appennini degrada dolcemente verso il verde dell'Adriatico, dove il clima si fa meno estremo, le temperature più gestibili e il terreno ricco e fertile, assistiamo a un fermento che si traduce in cantine dinamiche e valide, che oramai offrono un prodotto di livello a un prezzo realmente concorrenziale secondo una linea consolidata del mercato. I vitigni più coltivati sono per i rossi il montepulciano, che in questo territorio acquista una tipicità del tutto particolare, e l'aglianico, in una veste più fresca e semplice di quello cui siamo abituati, e tra i bianchi il trebbiano e la falanghina. Merita poi un discorso a parte un vigneto autoctono, la tintilia, come dice il nome, colorata e dai profumi minerali e tipici, che dopo i primi incerti passi, sta producendo vini interessanti e ambiziosi da tenere d'occhio e che iniziano a cogliere i primi importanti successi. Alessio Di Majo Norante resta l'apripista del vino molisano, la sua azienda colpisce anno dopo anno con i suoi vini piacevolissimi e molto ben costruiti, vera sintesi tra modernità e tradizione. Quest'anno è il Contado a prendere i Tre Bicchieri, un Aglianico buonissimo dal prezzo contenuto.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

ABRUZZO

Montepulciano d'Abruzzo San Calisto 2008 – Valle Reale
Montepulciano d'Abruzzo I Vasari 2008 – F.lli Barba
Montepulciano d'Abruzzo Cocciapazza 2008 – Torre dei Beati
Montepulciano d'Abruzzo Spelt 2007 – La Valentina
Montepulciano d'Abruzzo Amorino 2007 – Podere Castorani
Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane Adrano 2008 –Villa Medoro
Montepulciano d'Abruzzo Colline Termane Pieluni Ris. 2008 - Illuminati
Pecorino 2009 – Cataldi Madonna
Pecorino 2010 – Tiberio
Trebbiano d'Abruzzo 2009 – Valentini
Trebbiano d'Abruzzo Marina Cvetic 2009 - Masciarelli

MOLISE
Molise Aglianico Contado Ris. 2009 – Di Majo Norante

Campania: 17 Tre Bicchieri
è la somma che fa il totale, verrebbe da dire in omaggio al più famoso principe della risata: uno che, per inciso, i vini della sua Campania li conosceva bene. Rispetto alla scorsa edizione ci sono un paio di Tre Bicchieri in meno, ma anche diversi finalisti in più (ben settanta) e valutazioni medie decisamente più elevate.
Hanno pesato senza dubbio un blocco di annate estremamente favorevoli, ma si manifesta soprattutto l'onda lunga di un movimento, per molti versi sincopato e irregolare, che riesce a tenere insieme entusiasmanti novità e inossidabili conferme, piccoli artigiani e realtà numericamente più rilevanti, territori di vocazione riconosciuta e aree emergenti.
A far da filo conduttore in questo percorso ci siano quasi esclusivamente le varietà tradizionali di una regione ampelograficamente straordinaria, interpretate sempre di più in chiave di freschezza, misura, bevibilità e coerenza rispetto alle sottozone di provenienza.
Il contributo più importante da questo punto di vista viene ancora una volta dall'Irpinia, con il Fiano di Avellino a fare la parte del leone. Sono tanti i 2010 che secondo noi potranno offrire grandi soddisfazioni agli appassionati più pazienti e tra questi già svelano una marcia in più la solita coppia d'oro di Lapio (Rocca del Principe e Clelia Romano), cui risponde l'area di Montefredane con la selezione Alimata di Villa Raiano. L'azienda della famiglia Basso è tra gli esordienti di lusso nel club dei Tre Bicchieri, come i Fiano Exultet di Quintodecimo e quello di Guido Marsella, due vini a loro modo estremi per ricchezza e forza glicerica che sembrano aver trovato la quadratura del cerchio in un millesimo sottile, e per molti complicato, come il 2009. I Greco di Tufo 2010 non fanno registrare i picchi della vendemmia precedente, ma il tris di premi è di quelli prestigiosi: per Pietracupa è il quinto alloro consecutivo, il Vigna Cicogna di Benito Ferrara rende di nuovo merito a uno dei più bei cru della denominazione, il Cutizzi toglierà ogni dubbio ai più diffidenti sullo splendido cambio di rotta stilistico pensato a Feudi di San Gregorio.
Annata di equilibrio e sostanza la 2007 a Taurasi, che consacra i fratelli Urciuolo e il Radici di Mastroberardino, affiancati dal Poliphemo di Luigi Tecce, new entry annunciata tra i top della regione; assai meno pronosticabile il massimo traguardo conquistato dal fantastico Taurasi ‘05 di Antico Borgo.
Un'altra elettrizzante novità si incontra in provincia di Caserta, dove il Sabbie di Sopra il Bosco '09 di Nanni Copè-Giovanni Ascione fa compagnia alla certezza Terra di Lavoro pari annata. Ed è ancora un debutto al top quello dell'Aglianico del Taburno Terra di Rivolta Riserva '08 de La Rivolta, grazie al quale ritornano i Tre Bicchieri in un Sannio che pare in orgogliosa ripresa dopo qualche stagione interlocutoria. La provincia di Salerno trova linfa nei tanti ottimi vini della Costa d'Amalfi, col Furore Bianco '10 di Marisa Cuomo a guidare il gruppo; chiude il cerchio l'ennesima maestosa versione del Montevetrano, vendemmia 2009.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

  • Aglianico del Taburno Terra di Rivolta Ris. '08 – Fattoria La Rivolta
  • Costa d'Amalfi Furore Bianco 2010 – Marisa Cuomo
  • Fiano di Avellino 2010 – Colli di Lapio
  • Fiano di Avellino 2010 – Rocca del Principe
  • Fiano di Avellino Alimata 2010 – Villa Raiano
  • Fiano di Avellino 2009 – Marsella
  • Fiano di Avellino Exultet 2009 – Quintodecimo
  • Greco di Tufo 2010- Pietracupa
  • Greco di Tufo Vigna Cicogna 2010 – Benito Ferrara
  • Greco di Tufo Cutizzi 2010- Feudi di San Gregorio
  • Montevetrano 2009 – Montevetrano
  • Sabbie di Sopra il Bosco '09 – Nanni Copè
  • Taurasi radici 2007 – Mastroberardino
  • Taurasi Poliphemo 2007 – Tecce
  • Taurasi 2007 – Urciuolo
  • Taurasi 2005 – Antico Borgo
  • Terra di Lavoro 2009 – Galardi
 
Liguria: 5 Tre Bicchieri
La Liguria non è una terra facile per il vino. Stretta tra le Alpi e il mare, con pochissime zone pianeggianti, in questa regione ogni vigna, o quasi, è una sfida, senza arrivare a citare i filari davvero eroici delle Cinque Terre. Trovarsi a operare in una regione dove è quasi impossibile raggiungere un dimensionamento importante vuol dire che fare impresa è più difficile, che i costi di gestione delle vigne - e dell'azienda nel suo complesso - sono più alti. Logica conseguenza, i vini liguri costano un po' di più della media.
 
Ma se il consumatore è disposto a spendere quel 'quid” in più, lo fa perché in questi fragranti vini bianchi e nei suoi rossi eleganti, nei suoi inimitabili passiti trova qualcosa di più, qualcosa di diverso.

Anche quest'anno la Guida si propone di raccontare il lavoro dei vignaioli di questa regione e le mediterranee fragranze dei suoi vini. è un bilancio decisamente positivo quello delle degustazioni in Liguria. Intanto perché anche quest'anno è aumentato il numero dei produttori – ben 71 – e dei vini degustati nelle selezioni.
 
Logica conseguenza, ben 22 vini hanno staccato il tagliando per le degustazioni finali. Esaminando la provenienza dei vini che hanno partecipato all'ultima degustazione vediamo che 11 provengono dalla provincia di Imperia, 7 dalla provincia di La Spezia, 2 da Savona e 2 da Genova. Numeri che esprimono semplicemente e chiaramente il peso specifico dei territori.
 
La maggioranza delle etichette in questione, che comunque sono uno spaccato affidabile della migliore produzione regionale, sono di vino bianco, e sono 11. A queste si assommano quelle di rosso, sette, e quattro vini dolci da appassimento.
 
Tutto questo per introdurre i vini premiati, che quest'anno sono cinque. Salgono sul podio tre vini della Riviera di Ponente, a cominciare dal debuttante (nel club dei Tre Bicchieri) Vermentino '10 della Laura Aschero di Marco Rizzo, fragrante e nitido, per passare al classico Vermentino Serre '09 della Lupi, aromatico e complesso, per finire con il Pigato Cycnus '10 di Poggio dei Gorleri della famiglia Merano, solare e mediterraneo. Dai Colli di Luni fa eco il Vermentino Etichetta Nera della Lunae della famiglia Bosoni, intenso, ricco d'aromi, profondo. Sin qui i bianchi. Tiene alto il prestigio dei rossi, e del Rossese di Dolceacqua in particolare, Filippo Rondelli di Terre Bianche, con il suo Bricco Arcagna, che è ben riuscito a interpretare una vendemmia difficile come la '09.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:

  • Riviera Ligure di Ponente Pigato Cycnus '10 – Poggio dei Gorleri
  • Riviera Ligure di Ponente Vermentino '10 – Laura Aschero
  • Colli di Luni Vermentino Et. Nera '10 – Lunae Bosoni
  • Riviera Ligure di Ponente Vermentino Serre '09 – Lupi
  • Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna '09 – Terre Bianche

Trentino: 9 Tre Bicchieri
Se c'è un vino che simboleggia il carattere del vignaiolo trentino, meticoloso nella cura della vigna, disposto a sacrificarsi per coltivare gli appezzamenti migliori anche se più difficili, e che poi in cantina opera con la cultura di uno scienziato e la sensibilità di un artista, questo vino non può essere che un TrentoDoc.
 
Sarà perché qui le cuvée di metodo classico hanno una consuetudine antica, sarà che il 'global warming” qui si sconfigge semplicemente piantando in alto, ma è certo che siamo in una delle zone più vocate d'Italia alla spumantistica. Il mondo delle bollicine classiche poi ha un altro tratto che lo avvicina all'uomo del vino trentino. è un metodo che richiede una straordinaria padronanza tecnica, ma anche attrezzature piuttosto semplici. Un metodo alla portata del vignaiolo artigiano come della grande maison che acquista le uve o della grande cooperativa (e quelle trentine sono grandissime) dove davvero ha senso parlare di selezioni e cuvée.

Tutto ciò per dire che anche quest'anno sono stati premiati sei TrentoDoc su nove Tre Bicchieri. Del Trento Altemasi Graaal s'è detto tutto, e in Cavit continuano a farlo con cura estrema e passione, come testimonia il '04. Abate Nero con Luciano Lunelli ha realizzato un Trento Brut Domini '07 di raffinata eleganza, e lo stesso ha fatto un grande maestro spumantista (ma non solo), Leonello Letrari, con il raffinato e complesso Brut Riserva '06.
 
L'annata '05 è stata onorata da altre tre grandi etichette: la Riserva '05 di Nicola Balter, fresca, nervosa vitale, il profondo e riflessivo Methius dei Dorigati con Enrico Paternoster, e da uno spettacolare blanc de noirs come il Perlé Nero della Ferrari della famiglia Lunelli, l'azienda che è la storia dello spumante trentino, e di cui i degustatori della Guida hanno assaggiato cuvée (ancora sur lattes) da far tremare i polsi... E poi i vini fermi. Apre la serie un'ottima annata del grande rosso bordolese dei Guerrieri Gonzaga, il San Leonardo '06, seguito dall'eccellente Fratagranda '07 della Pravis e, infine, dal buonissimo Bianco Faye di Pojer e Sandri, un elegante taglio di Chardonnay e Pinot Bianco di Faedo. Nove campioni, abbastanza per fotografare la regione ma meno di quelli che avrebbero potuto essere se etichette blasonate come Giulio Ferrari o la Riserva Mach dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige - per citarne solo due - non si fossero 'attardate” in cantina.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:
  • Bianco Faye 2008 – Pojer & Sandri
  • Fratagranda 2007 – Pravis
  • San Leonardo 2006 – Tenuta San Leonardo
  • Trento Brut Altemasi Graal Ris. 2004 – Cavit
  • Trento Brut Domini 2007 – Abate Nero
  • Trento Brut Methius Ris. 2005 – Dorigati
  • Trento Brut Ris. 2005 – Balter
  • Trento Brut Ris. 2006 – Letrari
  • Trento Extra Brut Perlé Nero 2005 – Ferrari

Alto Adige: 25 Tre Bicchieri
Molte le novità quest'anno per l'Alto Adige: dai grandi ritorni dopo diversi anni di assenza dalla Guida, come quello di Alois Lageder, a quelli che conquistano per la prima volta i Tre Bicchieri dopo diversi anni in cui sono mancati, come nel caso dello Stachlburg del barone Sigmund Kripp, o del bravissimo Ignaz Niedrist. Poi ci sono le 'prime volte”, come per il Gummerhof della famiglia Malojer, Obermoser di Heinrich & Thomas Rottensteiner e per la Cantina di San Paolo.

Quanto al risultato complessivo per la Provincia di Bolzano sembra che le cose siano andate piuttosto bene. L'annata 2010 è stata piuttosto favorevole per i vini bianchi, con esclusione probabilmente del solo Gewürztraminer, in particolare per il Pinot bianco e il Sauvignon che, infatti, hanno ottenuto una vera messe di premi grazie a un'eleganza e freschezza che li hanno caratterizzati complessivamente. A questo aggiungiamo i vini delle due piccole valli, Isarco e Venosta che, come al solito, hanno fatto una strage di Tre Bicchieri, e che, soprattutto per quanto riguarda la seconda, sembrano aver raggiunto una maturità stilistica e una definizione territoriale veramente importanti.

Si deve registrare poi una crescita qualitativa significativa, iniziata già da un paio d'anni, di una tipologia a lungo trascurata, il Pinot grigio, che ha regalato quest'anno una serie di prodotti veramente validi ed equilibrati. Per quanto riguarda i rossi, l'annata 2009 è stata particolarmente felice per il Lagrein, cresciuto in quanto a tecnica produttiva e personalità espressiva. Un uso del legno sempre più centrato, le maturazioni equilibrate, estrazioni mai sopra le righe hanno offerto vini mai così compattamente complessi, armonici, eleganti, in cui le note terrose e agrumate prevalgono generalmente su quelle fruttate. L'altra grande varietà locale, la Schiava, non ha conosciuto, come nel 2009, un'annata eccezionale, ma i vini, soprattutto nella tipologia Lago di Caldaro, sono molto gradevoli e dalla consueta straordinaria bevibilità, come dimostra il Tre Bicchieri al Puntay di Erste+Neue.

Il discorso fatto sulla Valle Venosta andrebbe fatto anche per un'altra importante zona vinicola altoatesina: Terlano. Legata all'inizio quasi esclusivamente ai prodotti dell'omonima cantina sociale, Terlano, nel suo complesso, sembra aver raggiunto una cifra stilistica così definita, complessa e articolata, da poter essere definito senza timori Grand Cru.

Di seguito l'elenco dei Tre Bicchieri 2012:
  • A.A. Cabernet Lowengang 2007 - Tenutae Lageder
  • A.A. Gewurztraminer Kastelaz 2010 - Elena Walch
  • A.A. Gewurztraminer Nussbaumer 2010 - Tramin
  • A.A. Lago di Caldaro Cl. Sup. Puntay ‘10 - Erste +Neue
  • A.A. Lagrein Grafenleiten Ris. 2009 - Obermoser
  • A.A. Lagrein Gries 2009 - Gummerhof
  • A.A. Lagrein Mirell 2009 - Waldgries
  • A.A. Lagrein Taber Ris. 2009 - Cantina di Bolzano
  • A.A. Moscato Giallo Castel Giovanelli Passito Serenade 2008 - Cantina di Caldaro
  • A.A. Pinot Bianco Passion 2009 - Cantina San Paolo
  • A.A. Pinot Bianco Sirmian 2010 - Nalls Margreid
  • A.A. Sauvignon Flora 2010 - Girlan
  • A.A. Sauvignon Sanct Valentin 2010- San Michele Appiano
  • A.A. Terlano Nova Domus Ris. 2008 - Terlano
  • A.A. Terlano Pinot Bianco DeSilva 2010 - Peter Solva
  • A.A. Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2010 - Manincor
  • A.A. Terlano Sauvignon 2010 - Niedrist
  • A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2010 - Kuenhof
  • A.A. Valle Venosta Riesling 2010 - Castel Juval
  • A.A. Valle Isarco Kerner 2010 - Manni Nossing
  • A.A. Valle Isarco Veltliner 2010 - Strasserhof
  • A.A. Val Venosta Pinot Bianco 2010 - Stachlburg
  • A.A. Valle Venosta Riesling 2010 - Falkenstein
  • A.A. Valle Isarco Riesling Praepositus 2009 - Abbazia di Novacella
  • A.A. Valle Isarco Riesling 2010 - Kofererhof

Sicilia: 16 Tre Bicchieri
Lo scorso anno il prezzo di mercato delle uve era bassissimo, molti hanno fatto ricorso alle misure di sostegno, la famigerata vendemmia verde e l'espianto di centinaia, anzi migliaia, di ettari. Ma sono mali necessari, probabilmente. Inevitabili in questa delicata fase di passaggio da una viticoltura di fatto 'assistita” dalla Politica agricola comunitaria, alla nuova Organizzazione comune di mercato. Dove tutti sono più liberi, ma dove il mare è più profondo e le zattere e i salvagente sono parecchi di meno. In questo scenario la migliore Sicilia ha reagito. Quella degli imprenditori di razza, quella dei migliori terroir, quella che ha saputo puntare sugli autoctoni al momento giusto.

Ecco allora i premi di quest'anno, che hanno tanto più valore se si pensa che nel panorama di contrazione dei riconoscimenti su Vini d'Italia di quest'anno fa registrare un bel +2. Partendo dall'Etna, una sorta di enologica Terra Promessa, si trovano due Etna Bianco di livello eccellente, il 2010 di Graci e l'A Puddara ‘09 della Tenuta di Fessina, elegantissime espressioni del carricante nel suo habitat naturale. Il San Lorenzo ‘09 della Girolamo Russo è un vino ricco del fascino delle cose autentiche, come autentica è la passione di vignaiolo che ha riportato sulla terra Giuseppe Russo, e che gli vale il premio di Viticoltore dell'Anno. E il Vulcano ripaga delle loro fatiche anche i Firriato, che hanno realizzato un eccellente Etna Rosso Cavanera Rovo delle Coturnie ‘09 e la Terrazze dell'Etna, che debutta in Guida con un vino da veterani, l'Etna Rosso Cirneco ‘08, delizioso almeno quanto il Contrada Porcaria ‘09 di Andrea Franchetti, che etneo non è di nascita ma di sensibilità sicuramente.

A poca distanza ecco un superclassico, il Faro Palari ‘09 di Salvatore Geraci, immancabile. Altro debuttante di vaglia è il Baglio del Cristo di Campobello, premiato con un sontuoso Nero d'Avola Lu Patri ‘09, che introduce la pattuglia dei rossi dal vitigno principe dell'isola, dove troviamo un affascinante Mandrarossa Cartagho ‘09 della Settesoli, il seducente Contea di Sclafani Rosso del Conte ‘07 di Tasca d'Almerita, e ancora un grande Nerobufaleffj ‘07 della Gulfi, un muscolare e suadente Sàgana ‘09 di Cusumano e un piacevolissimo e scorrevole Plumbago della Planeta. Dulcis in fundo un delizioso vino dolce, il Passito Gianfranco Ferrè della Feudi del Pisciotto e due perle da Pantelleria, il classico Ben Ryé ‘09 di Donnafugata e il nuovo Nes ‘09 della Carlo Pellegrino.

Qui di seguito i Tre Bicchieri 2012 della Sicilia (11 rossi, 2 bianchi, 3 vini bianchi dolci):
  • Cartagho Mandrarossa 2009 - Settesoli
  • Contea di Sclafani Rosso del Conte 2007 - Tasca d'Almerita
  • Contrada Porcaria 2009 - Passopisciaro
  • Etna Bianco A'Puddara 2009 - Tenuta di Fessina
  • Etna Bianco 2010 - Graci
  • Etna Rosso Cavanera Rovo delle Coturnie 2009 - Firriato
  • Etna Rosso Cirneco 2008 - Terrazze dell'Etna
  • Etna Rosso San Lorenzo 2009 - Girolamo Russo
  • Faro Palari 2009 - Palari
  • Lu Patri 2009 - Baglio del Cristo di Campobello
  • Nerobufaleffj 2007 - Gulfi
  • Passito di Pantelleria Ben Ryé 2009 - Donnafugata
  • Passito di Pantelleria Nes 2009 - Carlo Pellegrino
  • Passito Gianfranco Ferrè 2009 - Feudi del Pisciotto
  • Plumbago 2009 - Planeta
  • Sàgana 2009 - Cusumano

Sardegna: 13 Tre Bicchieri
Cresce il numero dei Tre Bicchieri, ma anche i vini arrivati in finale sono aumentati, a conferma che sono tante le aziende che puntano solo e solamente sulle politiche di qualità. L'altro dato importante riguarda una diffusione qualitativa comune a tanti territori. Lo prova il lavoro fruttuoso che arriva dalle aree storiche e più vocate, fino ad arrivare alle zone che negli ultimi anni erano rimaste in penombra e, oramai, sono riuscite ad affermarsi. Partendo dai territori più a Nord dell'isola riscontriamo un ottimo risultato dell'unica Docg sarda: il Vermentino di Gallura nel millesimo 2010 riesce a trasmettere molto bene quel mix perfetto che arriva dai suoli granitici della denominazione e dalle peculiarità del vitigno. Il tutto si traduce in 4 Tre Bicchieri. Il Genesi della cantina di Gallura, il Monteoro di Sella & Mosca, il Thilibas di Pedres e il Vigna'ngena di Capichera. Buona la prestazione dei Cannonau di Sardegna, anche se a dispetto di una denominazione legata a un disciplinare obsoleto, sarebbe meglio parlare di singole microzone. Si conferma uno dei migliori della categoria il Dule di Gabbas, una Riserva '08 che arriva dai vigneti del nuorese, ma non è da meno il Keramos Riserva '07 di Soletta, affermata azienda di Codrongianos.

Detto questo, per la Doc rossista più importante dell'isola ci aspettiamo di più, sia per le potenzialità di un'uva straordinaria sia per il numero di aziende che la producono. Da decenni una valida eccezione è rappresentata dal Turriga di Argiolas, un Igt composto per la maggior parte da cannonau, che anche nella versione '07 dimostra di essere un grande vino mediterraneo. Sale sul gradino più alto del podio pure il Norace '08 di Feudi della Medusa: anche qui c'è una buona parte di cannonau, arricchita dalla felice aggiunta del 40% di syrah. Da incorniciare la prova dei Carignano del Sulcis.

Tutte le aziende produttrici si distinguono per qualità e tra queste spiccano due cooperative: la cantina di Santadi col rinomato Terre Brune '07 e la Sardus Pater con l'Arruga '07. L'altro rosso che si conferma come una delle pietre miliari in Sardegna è il Marchese di Villamarina '06 di Sella & Mosca, un cabernet sauvignon che in area algherese riesce a dare prodotti di gran fascino.

Chiudiamo con due vere e proprie chicche enologiche che hanno conquistato la commissione d'assaggio: una è il Perda Pintà di Sedilesu, etichetta già nota ai lettori di questa guida, che nella versione '09 seduce come poche altre volte; l'altra è la Malvasia di Bosa '06 Vigna Badde Nuraghe del produttore Emidio Oggianu. Un vino di una piccola grande denominazione che se non fosse per produttori determinati come Oggianu rischierebbe di scomparire dalle nostre tavole. E sarebbe un vero peccato.

Ecco i Tre Bicchieri della Sardegna:
  • Alghero Marchese di Villamarina 2006 - Tenute Sella & Mosca
  • Cannonau di Sardegna Dule Ris. 2008 - Gabbas
  • Carignano del Sulcis Sup. Terre Brune 2007 - Cantina di Santadi
  • Carignano del Sulcis Sup. Arruga 2007 - Sardus Pater
  • Cannonau di Sardegna Keramos Ris. 2007 - Tenuta Soletta
  • Malvasia di Bosa Vigna Badde Nuraghe 2006 - Emidio Oggianu
  • Norace 2008 - Feudi della Medusa
  • Perda Pintà 2009 - Sedilesu
  • Turriga 2007 - Argiolas
  • Vermentino di Gallura Sup. Thilibas 2010 - Pedres
  • Vermentino di Gallura Sup. Monteoro 2010 - Sella e Mosca
  • Vermentino di Galluta Vigna'ngena 2010 - Capichera
  • Vermentino di Gallura Sup. Genesi 2010 - Cantina di Gallura

Emilia Romagna: 15 Tre Bicchieri
L'Emilia Romagna ha fatto della diversità dei suoi territori un valore, ribaltando una situazione che fino a ieri era vissuta come un limite. Merito delle varie zone produttive che hanno investito sulle espressioni più classiche e radicate dei loro territori esprimendo negli anni identità sempre più leggibili. Mancava all'appello un ultimo territorio, i Colli Bolognesi, e con questa edizione della Guida il vuoto viene colmato, con un Tre Bicchieri a un Pignoletto. Il merito va a un giovane produttore, Federico Orsi, che ha creduto nella sua terra, ha rischiato con un progetto innovativo, uno staff giovane e molto ottimismo. Manca un altro passaggio alla regione perché si possa parlare di successo a tutti gli effetti ed è il pieno coinvolgimento delle realtà cooperative nelle produzioni di qualità.

Uva PignolettoLa buona notizia è che in questo senso qualcosa si sta muovendo e infatti sono ben quattro le cantine cooperative che debuttano con la scheda grande: Cantine Riunite, Cantina di Santa Croce, Cantina di Sorbara, Cevico. Il merito di queste realtà è avere lavorato sulla qualità cercando di dare una risposta prima di tutto ai soci. Senza il loro coinvolgimento non può esserci successo per una regione che ha nella cooperazione una spina dorsale fondamentale. Le cantine sociali, in un momento critico dell'agricoltura, devono ritrovare il ruolo di guida che hanno avuto in passato e dare risposte agli agricoltori con una visione che guarda in prospettiva.

Venendo al racconto dei diversi territori segnaliamo alcune importanti novità. Sui Colli Piacentini la notizia arriva dal successo della malvasia, un vitigno che è arrivato in finale con ben tre vini conquistando un Tre Bicchieri con il Passito Vigna del Volta '08 de La Stoppa. è il vitigno sul quale in questi anni si è lavorato tanto con progetti che spaziano dalla macerazione sulle bucce (Ageno de La Stoppa, Dinavolo di Denavolo) a vini dolci molto eleganti (Le Rane di Luretta). Storico risultato per il Lambrusco che con 3 Tre Bicchieri ottiene una visibilità senza precedenti. Il protagonista di questa stagione è sicuramente il Sorbara, tagliente ed elegante, il più difficile e straordinario tra tutti i Lambrusco. Per i Colli Bolognesi l'altro piccolo successo è quello di una Barbera in finale. Insieme al pignoletto è l'altro vitigno che può trascinare questa zona lontano.

In Romagna, nonostante un'annata 2008 difficile per le Riserva, ci sono 9 Tre Bicchieri al Sangiovese (10 se si considera il Valturio che viene prodotto nel Montefeltro, un territorio per metà marchigiano attraversato da un confine molto discusso). è il successo di uno stile austero e tradizionale molto tipico nelle note varietali più pure che sta trovando in questi anni interpreti sensibili e rigorosi. Per finire un Tre Bicchieri all'Albana Passito ‘08 di Leone Conti, il pioniere di questo vitigno, un produttore che ci ha creduto quando non ci credeva nessuno. Questo è un premio al suo vino, ma anche il riconoscimento di un lavoro prezioso.

Questi i vini che hanno ottenuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il 2012:
  • Albana di Romagna Passito Nontiscordardime 2007 - Leone Conti
  • Colli della Romagna Centrale Sangiovese Pertinello 2008 - Tenuta Pertinello
  • Colli Bolognesi Pignoletto Classico Vigna del Grotto 2009 - Orsi
  • Lambrusco di Sorbara Leclisse 2010 - Paltrinieri
  • Lambrusco di Sorbara Vecchia Modena Premium 2010 - Cleto Chiarli
  • Reggiano Concerto 2010 - Ermete Medici
  • Sangiovese di Romagna Sup. Primo Segno 2009 - Villa Venti
  • Sangiovese di Romagna Redinoce Ris. 2008 - Balia di Zola
  • Sangiovese di Romagna Sup. Pietramora Ris. 2008 - Fattoria Zerbina
  • Sangiovese di Romagna Sup. Pruno Ris. 2008 - Drei Donà
  • Sangiovese di Romagna Sup. Il Moro Ris. 2008 - Villa Trentola
  • Sangiovese di Romagna Sup. Petrignone Ris. 2008 - Tre Monti
  • Sangiovese di Romagna Vigna del Generale Ris. 2008 - Casetto dei Mandorli
  • Vigna del Volta 2008 - La Stoppa
  • Sangiovese di Romagna Sup. Avi Ris. 2008 - San Patrignano

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