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Crisi del turismo, estate 2012
la più fiacca degli ultimi 15 anni

Crisi del turismo, estate 2012 
la più fiacca degli ultimi 15 anni
Crisi del turismo, estate 2012 la più fiacca degli ultimi 15 anni
Primo Piano del 20 luglio 2012 | 14:40

I viaggi nel 2012 saranno 32 milioni, l’8,8% meno del 2011 ed il 27% meno del 2008, quando i viaggi estivi degli italiani furono 44 milioni. Si riducono le vacanze brevi e si torna alla mono-vacanza. E continua a crescere il numero degli italiani che non si concedono neanche un giorno di vacanza



Come nei consumi, anche nel turismo in Italia si sta tornando ai livelli di 15 anni fa. è quanto emerge dalla consueta indagine estiva del centro studi Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l'Italia, in occasione della quale è stata esaminata anche la tendenza rispetto al passato. Secondo lo studio negli ultimi 5 anni sono stati cancellati 41 milioni di viaggi e 195 milioni di giornate di vacanza. I 'guai” del turismo sono legati fondamentalmente a:
  • continuo crescere del numero degli italiani che non si concedono neanche un giorno di vacanza;
  • propensione per alcune categorie sociali (operai, autonomi, pensionati) e fasce di popolazione (anziani) a tornare agli stessi livelli di vacanza degli anni '90;
  • stagionalità della domanda in aumento anziché in diminuzione.

Lino Enrico StoppaniA fronte di oltre 17 milioni di italiani che nella media trimestrale del 2008 avevano fatto almeno un viaggio, oggi se ne contano solo 12,7 milioni, cioè 4,5 milioni di turisti di media in meno per trimestre. Per il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani (nella foto accanto), «l'ipotesi di spostare al lunedì la festività infrasettimanale potrebbe essere il compromesso per non inficiare troppo sulla produttività delle imprese e salvare nel contempo le vacanze brevi che italiani tendono a ridurre, come risulta dalla ricerca. Ma bisogna valutare bene l'impatto sul turismo, affinché non diventi troppo pesante. è preoccupante questo ritorno al modello degli anni '70 della mono-vacanza estiva. Aspettiamo con interesse il piano strategico nazionale del ministro Gnudi».

Benché la crisi sia piuttosto trasversale nel Paese, il Meridione sembra soffrirla maggiormente. Lì la quota trimestrale di coloro che viaggiano per vacanza è in media del 12,2% a fronte del 26,1% del nord e del 23,6% del centro. Va male anche sul fronte della destagionalizzazione. Nel 1998 si facevano vacanze nel 52% dei casi di durata fra una e tre notti, mentre adesso si è al di sotto del 45%.

Esaminando l'estate 2012, gli italiani in vacanza da luglio a settembre saranno circa 25 milioni (40%, a fronte del 48% nel 2008, cioè 29 milioni di persone) anche se il numero dei viaggi per vacanza sarà di 32 milioni (sempre nel 2008 i viaggi estivi degli italiani furono 44 milioni) generando un volume di presenze atteso di 302 milioni. Tutto ciò renderà questa stagione la più fiacca addirittura degli ultimi 15 anni.

Come se non bastasse, il calo del movimento turistico estivo rispecchia il calo più generale dei flussi turistici interni. Infatti, tra il 2008 e il 2012 la flessione del numero dei viaggi tocca i 38 punti percentuali, con una variazione in valori assoluti da 107 a 66 milioni che produrrà effetti pesanti sulle presenze: da 644.097 del 2008 a 449.793 del 2012.

Anche in termini di modelli di consumo del prodotto turistico si è scesi a 1,1 viaggi pro-capite, cioè un record in negativo che ha infranto addirittura quelli del 1998 (1,4), del '99-2001 (1,3), del 2011 (1,2) e inferiore di 0,7 punti rispetto al 2008 (1,8) con il picco più alto.

Esiti della ricerca in sintesi
I segnali che vengono dai consumi turistici degli italiani si possono descrivere sinteticamente così:
  • Cala la quota di coloro che fanno vacanza. Per alcune categorie sociali (operai, lavoratori in proprio, pensionati) e per alcune fasce della popolazione (anziani) la propensione ad andare in vacanza torna ai livelli degli anni '90;
  • La destagionalizzazione frena. Si riducono le vacanze brevi e si torna alla mono-vacanza che, tuttavia, diventa più corta. Nel 1998 oltre il 52% dei viaggi di vacanza aveva una durata compresa tra una e tre notti. Oggi la quota è scesa al di sotto del 45%;
  • La crisi è trasversale sia sotto il profilo geografico che temporale. In tutte le aree geografiche si assiste ad un arretramento della propensione turistica degli italiani. Il fenomeno è particolarmente accentuato nel Mezzogiorno. Nessun periodo dell'anno è immune al contagio della 'recessione turistica”;
  • L'estate 2012 sarà la più 'fiacca” degli ultimi 15 anni. I viaggi per motivi di vacanza saranno 32 milioni, l'8,8% meno del 2011 ed il 27% meno del 2008 quando i viaggi estivi degli italiani furono 44 milioni;
  • Il 2012 è l'annus horribilis del turismo degli italiani e dell'Italia. Tra il 2008 ed il 2012 avremo una flessione del numero dei viaggi di 38 punti percentuali che così passeranno da 107 a 66 milioni.

Grafici


Elaborazioni C.S. Fipe su dati Istat

Posto uguale a 100 il numero medio per trimestre delle persone residenti che nel 1998 avevano fatto almeno un viaggio di vacanza, oggi, dopo aver toccato proprio nel 2008 il valore massimo di 132, siamo crollati a 98.


Elaborazioni C.S. Fipe su dati Istat

Nel periodo luglio-settembre il 40% degli italiani, circa 25 milioni, farà almeno un viaggio di vacanza. Nel 2008 era il 48%, pari a poco meno di 29 milioni di persone. Il numero dei viaggi per motivi di vacanza saranno 32 milioni, l'8,8% meno del 2011 ed il 27% meno del 2008, quando i viaggi estivi degli italiani furono 44 milioni.


Elaborazioni C.S. Fipe su dati Istat

Anche in questo caso bisogna tornare indietro di oltre dieci anni per trovare un valore di questo livello. In termini di presenze il volume atteso è di 302 milioni con una flessione del 9,8% sul 2011 e del 25% sul 2008.

Il calo del movimento turistico estivo è soltanto un pezzo del più generale declino dei flussi turistici interni. Tra il 2008 ed il 2012 la flessione del numero dei viaggi sarà di 38 punti percentuali, da 107 a 66 milioni.


Elaborazioni C.S. Fipe su dati Istat

La crisi, come peraltro abbiamo già detto, riporta indietro le lancette dell'orologio di quindici anni anche in relazione ai modelli di consumo del 'prodotto” turistico. Siamo scesi a 1,1 viaggi pro-capite , il valore più basso dal 1998 ad oggi. Prima dell'inizio della grande crisi si contavano 1,8 viaggi pro-capite per motivi di vacanza.



Previsioni estive per le principali destinazioni turistiche (monitoraggio effettuato con il contributo dei presidenti provinciali di Fipe):


© Riproduzione riservata

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