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Alla scoperta della cucina madrilena Una “tavolozza del gusto” piena di colori

La cucina spagnola è arrivata in pochi anni ai vertici della gastronomia mondiale grazie ai grandi chef che, con buon senso, hanno fatto proprie, assimilando e personalizzando, le novità provenienti dagli altri Paesi

 
30 settembre 2013 | 09:01

Alla scoperta della cucina madrilena Una “tavolozza del gusto” piena di colori

La cucina spagnola è arrivata in pochi anni ai vertici della gastronomia mondiale grazie ai grandi chef che, con buon senso, hanno fatto proprie, assimilando e personalizzando, le novità provenienti dagli altri Paesi

30 settembre 2013 | 09:01
 

È in libreria il primo volume della collana “La tavolozza del gusto: i percorsi”, dedicato alla città di Madrid. L’autore, Giorgio Dracopulos, enogastronomo del Corriere del vino e titolare del blog La tavolozza del gusto, invita con entusiasmo e buongusto a scoprire la cucina spagnola attraverso alcune espressioni madrilene. Come scrive lui stesso, «troverete solo quei locali che mi hanno lasciato sensazioni positive ed emozionanti, luoghi dove il mangiare e il bere sono molto più che semplici parole».

La cucina spagnola è arrivata in pochi anni ai vertici della gastronomia mondiale grazie ai grandi chef che, con buon senso, hanno fatto proprie, assimilando e personalizzando, le novità provenienti dagli altri Paesi. Chiacchierando con loro, l’autore ha appreso cosa intendono per “buona cucina”: il forte desiderio di riuscire a raggiungere straordinari livelli armonizzando le tradizioni gastronomiche con la vena creativa frutto della fantasia e della capacità pratica.

«Un piatto ben fatto - spiega Dracopulos - non è una semplice preparazione, ma è un piccolo capolavoro, una delle forme d’arte più complete che coinvolge la maggior parte dei nostri sensi. Una buona cucina necessita, quindi, di una conoscenza accurata delle materie prime, della predisposizione amorevole e appassionata dell’animo, della perfetta cognizione delle regoel fondamentali per poterle modificare a seconda della propria esperienza».

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