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Certificazione obbligatoria e quote pesca fanno tornare in tavola il tonno rosso

Grazie alla quote pesca e alla certificazione obbligatoria si può ricominciare a consumare il tonno rosso. Ogni tonno deve essere accompagnato lungo la filiera da una sorta di carta di identità che lo rende tracciabile

 
07 ottobre 2013 | 20:26

Certificazione obbligatoria e quote pesca fanno tornare in tavola il tonno rosso

Grazie alla quote pesca e alla certificazione obbligatoria si può ricominciare a consumare il tonno rosso. Ogni tonno deve essere accompagnato lungo la filiera da una sorta di carta di identità che lo rende tracciabile

07 ottobre 2013 | 20:26
 

Da qualche anno l’Iccat, commissione internazionale per la conservazione del tonno, per permettere il riequilibrio tra le quantità di tonno rosso pescato e la capacità riproduttiva, ha fissato delle quote di pesca annuale ben precise per ciascun Paese della Comunità europea. Inoltre, ogni tonno deve essere accompagnato lungo la filiera da una sorta di carta di identità, definita Bcd, che permette di ricostruire la tracciabilità, dalla cattura alla commercializzazione.

«Il controllo del tonno rosso in Italia è molto serrato - spiega Giovanni Cacciolo Molica, presidente di Orobica Pesca - e la norma è chiara: commercianti e ristoratori non possono acquistare tonno rosso privo della documentazione in grado di certificare la tracciabilità e il rispetto delle quote di pesca. Questo significa che ogni vendita di tonno rosso fatta all’ingrosso deve essere accompagnata da un Bcd che riporti i dati del venditore, dell’acquirente e la quantità e che sia validato dalla Camera di commercio di Como, ad oggi unico ente in Lombardia designato dalla Ue per la vidimazione dei certificati».

Il ristoratore, in caso di controllo da parte dell’autorità competente, deve essere in grado di fornire la documentazione correttamente compilata e approvata dall’ente di Como. La vendita di tonno rosso si blocca nel momento in cui si esauriscono le quote di pesca. Capita però di trovare tonno rosso, spacciato come il meno pregiato tonno a pinna gialla, venduto senza attestato di provenienza e origine.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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