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Il Governo si dimentica della ristorazione Un patrimonio culturale per il Paese

La cultura enogastronomica italiana è un elemento di forte attrazione per la domanda turistica estera, ma il Governo non ne sfrutta il potenziale. Così Lino Stoppani (Fipe) commenta il provvedimento Destinazione Italia

20 settembre 2013 | 15:41

Il Governo si dimentica della ristorazione Un patrimonio culturale per il Paese

La cultura enogastronomica italiana è un elemento di forte attrazione per la domanda turistica estera, ma il Governo non ne sfrutta il potenziale. Così Lino Stoppani (Fipe) commenta il provvedimento Destinazione Italia

20 settembre 2013 | 15:41

Lino Enrico Stoppani«Ancora una volta l’enogastronomia-ristorazione viene considerata cenerentola dell’economia italiana. E invece deve essere inserita a pieno titolo nel patrimonio culturale del Paese. Abbiamo una rete di imprenditori stimati, apprezzati e ricercati in tutto il mondo, che qualificano la cucina italiana e la rendono fondamentale elemento di attrazione della domanda turistica estera».

È quanto afferma Lino Enrico Stoppani (nella foto), presidente di Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia in relazione al documento “Destinazione Italia” approvato dal Governo con l’obiettivo di attrarre capitali stranieri in Italia.

In merito alla questione delle concessioni demaniali per uso turistico, Fipe precisa che il presidente Stoppani in un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Rai si è detto disponibile agli adeguamenti dei valori dei beni demaniali, ma con la necessaria gradualità. Il presidente Stoppani non ha mai citato nella sua risposta il termine “aste”.

Fipe fa rilevare invece come nel documento non vi sia traccia degli interventi di riqualificazione e razionalizzazione delle spese che il turismo necessita per la promozione, di miglioramento delle infrastrutture materiali ed immateriali, di rimodulazione del sistema di tassazione per eliminare costi dannosi per la competitività (imposta di soggiorno in primis), di innalzamento degli standard di sicurezza soprattutto in alcune aree del Paese e di profondo ripensamento del sistema di formazione professionale.

La lettura dell’economia turistica, in cui si inserisce l’enogastronomia-ristorazione a pieno titolo, si basa su chiavi interpretative superate mettendo al centro il sistema ricettivo alberghiero e il sottodimensionamento dell’offerta ricettiva in particolare nel Mezzogiorno. Esiste, invece, una sottoutilizzazione dell’offerta.

La destagionalizzazione non si realizza soltanto arricchendo la segmentazione dell’offerta che nel documento sembra incentrarsi solo su terme e wellness, ma anche individuando strumenti di incentivazione per tutte quelle imprese che allungano la stagione, come il lavoro, le tasse locali, e altro ancora. Non c’è, poi, alcun cenno al patrimonio materiale ed immateriale rappresentato dall’enogastronomia che è, invece, un punto di forza essenziale dell’offerta turistica particolarmente verso i flussi provenienti dall’estero.

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25/09/2013 16:30:18
1) Non c'è una promozione del settore
E 'purtroppo vero che la cucina italiana è molto spesso ridotta a delle pizze e spaghetti alla bolognese. E 'anche vero che poche persone sono consapevoli della diversità regionale, dei deliziosi piatti della cucina italiana regionale. Anche i prodotti di una grande finezza e la varietà, tra i migliori al mondo, sono disconosciuti per la più grande parte. Durante i miei viaggi in Italia, mi rendo conto che sono fatti sforzi regionali per promuovere, ma sono deluso di non vedere promozioni a scala internazionale che metterebbero la cucina ed i suoi prodotti tra i migliori di promozione del mondo.
André Brunner