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di Pier Maria Minuzzo
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Sci di fondo in Valle d’Aosta,
per vivere l’inverno con stile

Sci di fondo in Valle d’Aosta,
per vivere l’inverno con stile
Sci di fondo in Valle d’Aosta, per vivere l’inverno con stile
Pubblicato il 21 dicembre 2013 | 09:32

Lo sci di fondo più di ogni altro consente di progettare vacanze su misura. La Valle d’Aosta ha deciso quest’anno di arricchire l’offerta presentando le principali stazioni nella loro veste integrata e trasversale

Tra gli infiniti viaggi che la meta Valle d’Aosta offre ai turisti, senza dubbio lo sci nordico, meglio conosciuto come sci di fondo, è quello che più di ogni altro consente di progettare la vacanza su misura, spaziando tra sport, relax, divertimento e cultura. Grazie alle sue peculiarità che lo rendono economico (a partire da 3 euro il giornaliero e 70 euro lo stagionale), praticabile con qualsiasi condizione meteorologica, a tutte le ore, a tutte le quote, tra scenari mozzafiato, ambienti incontaminati, esso permette infatti di abbinare durante la giornata alle abituali due o tre ore di attività fisica all’aria aperta sia amatoriale che agonistica, l’enogastronomia, la cultura e lo svago.

Per tale ragione, la Valle d’Aosta ha deciso quest’anno di arricchire il proprio “bouquet neve”, presentando le cinque principali stazioni valdostane nella loro veste integrata e trasversale, pensata per offrire agli sciatori di ogni livello, non solo tracciati con difficoltà che vanno dal campo scuola alla Coppa del Mondo, ma anche foyer dotati di ogni comfort (oltre che di sale per la sciolinatura per preparare gli sci), piste battute tutta la stagione sia per la pratica della tecnica classica che di quella libera, illuminazione notturna per gustare il sapore di una sciata sotto le stelle, punti ristoro lungo i tracciati dove gustare le migliori delizie della cucina valdostana. E ancora, naturalmente, scuole di sci con maestri qualificati, snowpark per alternare alla fatica dell’apprendimento il piacere del divertimento, centri benessere, sale fitness, appuntamenti enogastronomici, teatro, concerti, feste, sagre e tutto ciò che può aiutare a rendere la vacanza come la si era immaginata.

Se a ciò aggiungiamo l’ingrediente che fa della piccola regione alpina il paradiso dello sci di fondo, ossia la bellezza di un tracciato ideale che si sviluppa intorno ai quattro quattromila e che è inserito in un paesaggio naturale incontaminato, è facile comprendere perché questa disciplina rappresenti l’altro stile di vivere l’inverno. E di stile si tratta davvero, perché coloro che scelgono di affrontare la montagna con gli sci stretti ai piedi lo fanno non per il gusto della velocità, ma per il piacere di praticare uno sport all’aria aperta che lascia del tempo per soddisfare il desiderio della scoperta, il bisogno di rilassarsi, visitare e scoprire. Certo, come ogni stile, anche lo sci nordico può essere interpretato nei modi più diversi, a seconda dell’epoca, della moda o del gusto personale.



Per avere un’idea di queste infinite possibilità da combinare su misura e a proprio piacere, ecco un viaggio immaginario che ha come orizzonte i quattro “quattromila” della piccola regione alpina.

Gran Paradiso: Cogne
A ragione considerata la culla dello sci nordico, Cogne rappresenta l’essenza del fondo per tutti i livelli, per tutte le età, per tutti i gusti, sia di giorno che di notte, grazie ai suoi 80 km di piste con partenza dal mitico prato di Sant'Orso verso i villaggi di Epinel, Lillaz e Valnontey, attraverso boschi, torrenti e ponticelli, con stambecchi, camosci e lepri variabili spettatori d’eccezione lungo le piste sedi di gare di Coppa del Mondo. La capitale del Parco del Gran Paradiso non è però solo sci. Terra ricca di storia, ha saputo ritagliarsi una dimensione a misura d’uomo coi tempi della natura, integrando rispetto del territorio, turismo e sport a basso impatto ambientale tra piste di sci, cascate di ghiaccio, percorsi per racchette da neve. Qui nulla è lasciato al caso, soprattutto il dopo sci che propone laboratori artigiani, scoperta delle miniere e dei villaggi dei minatori, percorsi del gusto tra i ristoranti presenti, centri benessere di assoluto livello e tanto relax.

Monte Bianco: Val Ferret - Courmayeur
Al cospetto del Monte Bianco, circondati dai ghiacciai, tra sci e gastronomia, sulle tracce dei campioni, qui la vacanza è anche shopping e divertimento per le vie del centro, relax e benessere alle Terme di Pré-Saint-Didier e nei vari alberghi che aderscono al club di prodotto Wellness. Da novembre a maggio si può vivere la stagione più lunga, sciando dal ghiacciaio della Brenva fino a quello di Pré de Bar. E per non dimenticare la tradizione, lungo le piste il piacere dello sci si sposta anche a tavola, grazie agli oltre 70 ristoranti presenti sul territorio.

Monte Bianco: Arpy - Morgex
Per gli amanti della natura ancora più selvaggia e del silenzio dell’inverno, la pista di Arpy, a Morgex, rappresenta una valida alternativa alle stazioni più frequentate. Nei pressi dell’omonimo lago da cui è possibile scorgere un’indimenticabile panorama con vista sulla catena del Monte Bianco, questo tracciato è particolarmente interessante per i cambi di pendenza e di difficoltà che offre allo sciatore lungo i suoi 7,5 km di sviluppo.

Cervino: Torgnon - Verrayes
Un vero e proprio concentrato di emozioni al cospetto del Cervino, per una meta che offre comodità e familiarità tra neve, boschi, tanto sole e 40 km di piste. Qui, di fronte alla Grande becca, in pochi chilometri diventa davvero facile combinare una giornata sugli sci (fondo, discesa, snowboard o scialpinismo), con la ricerca del benessere alle terme di Saint-Vincent, il piacere della cultura al Forte di Bard, il gusto della tavola con i prodotti del territorio e il divertimento al Casinò di Saint-Vincent.

Cervino e Monte Rosa: Brusson
Uno sguardo senza quota tra Cervino e Monte Rosa, lungo di piste disseminate tra laghi e villaggi, ponti e torrenti, in un’atmosfera vivace e brulicante. Partendo dal Forte di Bard, passando per il castello di Graines per giungere fino al punto tappa più alto della Krammer Tal, l’antica via dei del vino verso il Nord Europa, Brusson è molto più di una semplice stazione di sci. Qui storia, cultura e leggenda si fondono nella tradizione agropastorale di una vallata ricca di pascoli impreziositi da un’architettura senza tempo. Ecco una meta ideale non solo per gli atleti o gli appassionati, ma anche per chi vuole trascorrere qualche giorno lontano dalla routine quotidiana e dedicarsi del tempo per imparare a sciare, divertirsi, mangiare bene e scoprire un modo di vivere ancora legato ai ritmi della natura. Lungo i 35 km di piste sempre sciabili grazie all’impianto di innevamento artificiale sarà possibile divertirsi e diventare comunque protagonisti nello stadio della Coppa del Mondo.

Monte Rosa: Gressoney-Saint-Jean
Gressoney-Saint-Jean rappresenta un unicum nel panorama sciistico italiano. Dominata dai 4000 del Rosa, questo angolo di terra germanico è riuscito a fondere in un connubio unico e irripetibile l’ospitalità tipica della tradizione alpina con il fascino della cultura e dell’antica architettura walser. Nel cuore del Monterosa Ski, nella terra della Toma (formaggio crudo d'alpeggio Dop), non è difficile, dopo qualche ora trascorsa sulla neve, trovare il modo di rilassarsi in un centro benessere, scoprire i gusti di una cucina tipica dell’Europa continentale o divertirsi con i più piccoli nel parco giochi. Senza dimenticare la possibilità di effettuare sciate o camminate al chiaro di luna, cene in rifugio o diventare protagonisti di indimenticabili fiaccolate. Ad accogliere i turisti 22 km di piste che si snodano lungo il percorso della mitica gara a tecnica libera Monterosalauf.

Universo: Saint-Barthélemy - Nus
Una finestra verso l’infinito: così si potrebbe definire Saint-Bathélemy, la località sopra il comune di Nus che dai suoi 1633 di altitudine domina la valle centrale. Qui infatti, proprio per la sua lontananza dalle luci della città e per il suo orizzonte particolarmente ampio, è stato costruito l’Osservatorio astronomico regionale, aperto tutto l’anno per visite didattiche rivolte a grandi e piccini. E’ forse per questa sua peculiarità che, percorrendo i 34 chilometri di piste di fondo, che spesso sciando a Saint-Barthélemy si ha la sensazione di passeggiare in un altro pianeta, in cui la presenza dell’uomo è limitata agli amanti del cross country e delle racchette da neve.

Per maggiori informazioni: www.lovevda.it.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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