È morto nella serata di ieri, 28 gennaio, Antonio Mastroberardino (nella foto). Il “re” del vino irpino aveva 86 anni. Ha svolto da sempre la sua attività nella cantina di Atripalda (Av) in cui ancora oggi si produce una delle massime espressioni della tradizione locale. Grande innovatore ed imprenditore, ha trasmesso al figlio Pietro la passione di famiglia assicurando alla sua azienda un florido futuro. Un anno fa esatto, un altro lutto aveva colpito la grande famiglia di viticoltori: la perdita di Lucio Mastroberardino, nipote di Antonio, a soli 45 anni.
Antonio Mastroberardino apparteneva ad una famiglia dedita alla produzione di vini da generazioni, ha studiato la viticoltura e l’enologia della Campania, entrando a far parte, alla morte del padre, dell’azienda di famiglia all’età di 17 anni. Laureatosi in chimica a Napoli nel 1954, ha dedicato la propria vita al recupero e alla rivalutazione dei vitigni autoctoni d’origine greco-romana, contribuendo in modo determinante alla riscoperta e al rilancio di vini dal passato prestigioso, come il Greco di Tufo Docg, il Fiano di Avellino Docg, il Taurasi Docg e il Lacryma Christi del Vesuvio Doc, curandone la delimitazione dei relativi disciplinari di produzione e delle aree vocate possibili.
Per questo impegno è stato premiato dal rinascimento dei vini campani e dell’economia vitivinicola della regione, nonché dai numerosi riconoscimenti, anche “ad personam”, sia in Italia che all’estero. I funerali si terranno domani, giovedì 30 gennaio, alle 10 nella Chiesa Madre di Atripalda.