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Competente, elegante, gentile Peter Brunel si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Peter Brunel del ristorante Caffè dell’Oro di Firenze, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

di Clara Mennella
vicedirettore
 
17 gennaio 2015 | 15:25

Competente, elegante, gentile Peter Brunel si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Peter Brunel del ristorante Caffè dell’Oro di Firenze, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

di Clara Mennella
vicedirettore
17 gennaio 2015 | 15:25
 

Nel percorso di Peter Brunel (nella foto), nato a Soraga (Tn) in val di Fassa, l’incontro con la cucina è avvenuto grazie alle vacanze spese come lavapiatti per guadagnarsi l’argent de poche, ma la passione è stata esplosiva e lo ha portato ad esprimersi ai livelli più alti. Ha iniziato gli studi da elettrotecnico, dirottandoli poi verso l’Alberghiero. In seguito, al “Parkhotel Laurin” di Bolzano, nasce un’empatia professionale con Giorgio Nardelli, che sarà sua guida e mentore, ne scoprirà il talento e lo indirizzerà verso studi sempre più approfonditi quali la scuola Etoile di Venezia.

Seguirà un periodo in Provenza, ma non più lontano: «Non ho mai rincorso le tradizioni culinarie del mondo, per me l’Italia offre gli spunti migliori in assoluto, e sono queste le conoscenze che ho voluto approfondire». Rientra ed accende la sua prima Stella nel 2003 a soli 28 anni a “Villa Negri” sul Garda, la seconda lo raggiunge a Trento, ma lui è in partenza per un periodo di studio, consulenze aziendali e scelte familiari. Resiste lontano dalle cucine fino a quando la famiglia Ferragamo non individua in lui la persona giusta per portare nuova linfa ai ristoranti luxury del gruppo: il “Caffè dell’Oro”, inaugurato nel giugno 2014, e lo storico “Borgo San Jacopo” nel centro di Firenze.

Peter, persona di gradevolezza assoluta, ha messo in opera un “work in progress” che sta conquistando i palati più raffinati. Conoscenza capillare delle materie prime, estro e un incredibile mix di umiltà e determinazione sono le sue carte vincenti.

Peter Brunel

Da bambino cosa sognavi di diventare?
Sognavo di portare avanti la tradizione sartoriale di famiglia...

Il primo sapore che ti ricordi.
Il sapore del latte fresco delle mie montagne.

Qual è il senso più importante?
L’olfatto.

Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Lo spaghetto di patata... per tutto il difficile percorso di studio e perfezionamento che ho dovuto fare prima di arrivare al piatto finito.

Come hai speso il primo stipendio?
Il mio primo stipendio è stata la prima goccia inserita in un vaso per realizzare l’acquisto dei miei sogni: la Vespa!

Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Un piatto di pasta fatto in casa, un risotto e... il maialino sardo!

Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Grana o Parmigiano, un ingrediente a tutto tondo.

Qual è il tuo cibo consolatorio?
Sarò banale: cioccolato rigorosamente fondente al 70% francese.

Che rapporto hai con le tecnologie?
Ottimo, sia per lavoro che nel privato... facilita la vita!

All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Gelato all’ostrica o ai frutti di mare... odio le esasperazioni!

Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Peppa Pig, un mito per le mie bimbe.

Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Più che un’opera d’arte, un artista: Depero, per i suoi colori e forme.

Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“Rose Rosse” di Massimo Ranieri, un bellissimo ricordo di mia madre.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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