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La pizza diventerà Patrimonio Unesco?
Raccolte già 200mila firme

La pizza diventerà Patrimonio Unesco? 
Raccolte già 200mila firme
La pizza diventerà Patrimonio Unesco? Raccolte già 200mila firme
Pubblicato il 30 gennaio 2015 | 18:47

Partita a settembre, la raccolta firme per iscrivere l’Arte della Pizza nel Patrimonio dell’umanità ha fatto il giro d’Italia, raccogliendo le adesioni di esponenti politici, registi, calciatori, attori e tanti altri

Sono state consegnate al presidente della Commissione italiana Unesco, Giovanni Puglisi, presso la sede Unesco di Roma, le oltre 200mila adesioni raggiunte in pochi mesi dalla petizione per chiedere l’inserimento dell’Arte della Pizza nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” con l’adesione della Coldiretti alla campagna lanciata sulla piattaforma Change.org insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha consegnato le firme insieme a Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, Franco Manna, presidente di Rossopomodoro, Jimmy Ghione, inviato di “Striscia la notizia”, Giuseppe Castiglione, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ed Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef.

«Il riconoscimento dell’Unesco ha un valore straordinario per l’Italia, che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale», ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che «è chiaro che garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale».



Partita a settembre dal “Napoli pizza Village”, la raccolta firme ha fatto il giro d’Italia, raccogliendo, tra le altre, le adesioni di esponenti politici tra i quali: Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole; Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione; Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare; Giuseppe Castiglione, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio; Mario Oliviero, presidente della Regione Calabria; Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte; Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia; Piero Fassino, sindaco di Torino; Federico Pizzarotti, sindaco di Parma.

E, ancora, hanno sostenuto la petizione anche: il regista Gabriele Muccino; Oscar Farinetti, fondatore di Eataly; il cantautore Renzo Arbore; l’attrice Luciana Littizzetto; la showgirl Ilary Blasy; lo stesso Ghione; il cantante Eugenio Bennato; l’attore Frank Carpentieri di Made in Sud; lo showman Giorgio Panariello. Tra gli sportivi, i calciatori Totò Di Natale, Fabio Quagliarella, ma anche l’intera squadra del Pisa. La petizione è stata lanciata anche a Londra e a New York.

«Quando un prodotto diventa globalizzato - ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde - il rischio è che se ne perda l’origine ed è proprio il caso dell’arte della pizza. Con la consegna delle firme abbiamo chiesto al professor Giovanni Puglisi di indicare l’arte della pizza napoletana come proposta italiana per l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. In questo modo potremmo difendere le origini della pizza e anche il Made in Italy. Per questo primo traguardo raggiunto, ringrazio oltre la piattaforma Change.org, che ci sta sostenendo anche in Usa, la grande mobilitazione di Coldiretti che ha consentito una imponente raccolta firme, la catena Rossomopodoro che ha avviato una campagna di adesioni in tutti i suoi punti vendita nel mondo e la mobilitazione dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani che ha coinvolto tantissimi pizzaioli».

«Dal 1° maggio - ha concluso - l’Italia ospiterà l’Expo Universale: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, dedicata all’agricoltura e alla sostenibilità. È importante che nel marzo 2015 l’Italia, sbloccando la pratica ferma dal marzo 2011, formalizzi al “Comitato intergovernativo dell’Unesco” la candidatura dell’Arte della pizza, che sicuramente è il prodotto della tradizione italiana più conosciuto al mondo, nella certezza che tal misura contribuirebbe a garantire l’origine italiana degli ingredienti e la qualità igienico sanitaria nella preparazione».

© Riproduzione riservata

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