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Piatti della tradizione e ricette creative ai Campionati di cucina Fic

Michele D’Agostino, consulente di cucina e membro Fic, racconta lo svolgimento e i metodi di valutazione dei primi Campionati di cucina della Federazione, dove sono stati presentati piatti della tradizione e non solo

 
21 marzo 2016 | 10:03

Piatti della tradizione e ricette creative ai Campionati di cucina Fic

Michele D’Agostino, consulente di cucina e membro Fic, racconta lo svolgimento e i metodi di valutazione dei primi Campionati di cucina della Federazione, dove sono stati presentati piatti della tradizione e non solo

21 marzo 2016 | 10:03
 

Cuochi singoli e squadre di professionisti, piatti della tradizione o ricette creative; questi i protagonisti della prima edizione dei Campionati di cucina della Federazione italiana cuochi, che si sono svolti e si concluderanno oggi nell'ambito della sesta edizione della fiera “Vita in Campagna” a Montichiari (Bs). Michele D'Agostino (nella foto), consulente di cucina e membro Fic, che ha fatto parte della giuria tecnica della gara singola di cucina calda, racconta come si sono svolte le degustazioni e le valutazioni dei piatti presentati dai cuochi in gara.

Michele D'Agostino

«In questa giuria - racconta D’Agostino - abbiamo avito due assistenti di giuria, che vengono da corsi per giudici, quindi fanno degli stage con noi che stiamo operando essendo già giudici internazionali. Abbiamo avuto due commissari di gara che sono stati direttamente sulle postazioni, quindi hanno controllato la mise en place, se è stato attivato o meno l'Haccp, se è stato portato materiale già cotto o crudo e come lo hanno portato. La fase finale ha contato 4 giudici, fra cui io, che hanno controllato tutto ciò che è avvenuto e hanno votato il piatto, dopo averlo degustato».



«Abbiamo creato tre categorie: K1, per i piatti creativi, anche provenienti dalla tradizione, ma rivisitati in chiave creativa; K2 è il piatto della tradizione che deve essere presentato così come è stato tramandato dai nostri avi, magari con delle accortezze moderne di cottura; il K3 è un dolce, un dessert al piatto. Sta a noi valutare se sono state rispettate le indicazioni o meno».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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