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Moscato di Scanzo, la Docg è più vicina. Ora la parola al Comitato nazionale vini

Moscato di Scanzo, la Docg è più vicina. Ora la parola al Comitato nazionale vini
Moscato di Scanzo, la Docg è più vicina. Ora la parola al Comitato nazionale vini
Primo Piano del 29 gennaio 2009 | 17:55

Il Moscato di Scanzo può ottenere il riconoscimento della Docg. La commissione ministeriale ha infatti accettato la richiesta dei produttori per passare dall'etichetta di Denominazione di origine controllata (ottenuta dal Moscato fin dal 2000) alla Denominazione di origine controllata e garantita. Tale decisione si può considerare un traguardo storico dato che finora nessun vino bergamasco ha potuto fregiarsi del marchio Docg e un ulteriore passo avanti per il mondo enologico lombardo che potrà contare su un'altra Docg. La parola adesso passa al Comitato nazionale vini che si riunirà il 10 e 11 febbraio per pronunciarsi sulla concessione della Docg al Moscato di Scanzo. Data la rilevanza della notizia, riportiamo l'articolo tratto da ecodibergamo.it

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 A portata di mano. Ormai per il Moscato di Scanzo la Docg sembra cosa fatta: al termine di una 'due giorni” bergamasca molto serrata e impegnativa, la commissione ministeriale per il riconoscimento dell'etichetta Doc ha infatti accettato la richiesta dei produttori del celebre vino da meditazione per passare dall'etichetta di Denominazione di origine controllata (ottenuta dal Moscato fin dal 2000) a quella Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), la prima in Bergamasca (il Valcalepio è una Doc).
Ora la palla passa al Comitato nazionale vini per il verdetto definitivo previsto per l'11 febbraio, ma a questo punto il via libera per il decreto ministeriale sembra poco più che una formalità, anche se a Roma si dovrà sciogliere un ulteriore quesito: rendere la Docg retroattiva, permettendo il cambio di etichetta già per la vendemmia 2007 commercializzata quest'anno (il disciplinare del Moscato prevede infatti due anni di invecchiamento), o dare il via libera con i tempi normali, che significa dover attendere per l'etichetta Docg fino al 2011.

Paolo BendinelliComprensibile comunque la soddisfazione del presidente del Consorzio del Moscato di Scanzo Paolo Bendinelli (nella foto): «Anche se occorre giustamente attendere fino a metà febbraio, siamo comunque molto soddisfatti di come il nostro prodotto abbia trovato il gradimento della commissione (composta anche da membri Onav e dell'Assoenologi) con valutazioni tutte oltre gli 80 punti, martedì in Camera di commercio e di come si sia sviluppata poi la pubblica audizione ieri, alla presenza di esponenti della Commissione ministeriale dell'Agricoltura, con la lettura e i vari interventi sul nuovo disciplinare».
In prospettiva la Denominazione garantita è un grande risultato sia sul fronte dei produttori che dei consumatori: «Per questi ultimi significherà ancora maggior garanzia, dato che la Docg presuppone controlli ferrei su tutta la filiera - spiega Bendinelli. Inoltre verrà ulteriormente esaltata la tipicità del Moscato, unico vitigno autoctono della Bergamasca».

 Sul fronte dei produttori per Bendinelli la Docg «significherà un grande sviluppo nei prossimi anni, sia come numero di addetti, di bottiglie, che di fatturato. Credo che, essendoci ancora molta terra a disposizione, si potrà ulteriormente allargare la lavorazione di questo vitigno che deve comunque essere prodotto, vinificato, invecchiato e imbottigliato solo nella parte collinare del comune di Scanzo». Attualmente le aziende che fanno parte del Consorzio sono 32, con circa un centinaio di addetti, una produzione sulle 80mila bottiglie (con i non associati si va oltre le centomila) tutte da mezzo litro o 75 cl e una gamma di prezzi alta che va dai 15 ai 40 euro anche a seconda delle annate (ottima, secondo gli esperti quella del 2005, seguita proprio dal 2008).
«Se faremo ulteriori operazioni di promozione - spiega il presidente - ci sono le potenzialità per triplicare questi numeri, soprattutto la produzione potrebbe decollare, perché il nostro prodotto di nicchia può davvero diventare un'alternativa a certe grandi vendemmie tardive italiane, grazie ai suoi aromi ai frutti di bosco, che trovano la loro massima esaltazione nell'accostamento a fine pasto con formaggi erborinati o con dolci a base di cioccolato, anche se a Scanzo si propone con un certo successo anche il risotto al Moscato».

Grande soddisfazione anche del sindaco di Scanzo Massimiliano Alborghetti: «Per noi la Docg è un grande risultato: sono lieto per i produttori perché si esalta un prodotto di eccellenza. Arrivo a dire che per noi questo non è un punto d'arrivo ma di partenza, perché da oggi avvieremo un nuovo stile nel promuovere il Moscato che per Scanzo è come la Ferrari per Maranello, uno straordinario veicolo per far conoscere il territorio».

Maurizio Ferrari

Ecodibergamo.it

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