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La Coca Cola sbarca a Venezia
tra "200" polemiche

Primo Piano del 25 febbraio 2009 | 19:05

Altro che kebab. Dire che l'italian style e la nostra cultura alimentare da tempo sono messi in seria discussione da abitudini d'oltre oceano (a partire dalle varie coke fino agli hamburger) è fin troppo banale. Ma che la prepotenza delle multinazionali potesse arrivare a una sfida all'ultimo barattolo delle dimensioni denunciate da Italgrob è una cosa che ha quasi dell'incredibile. Che poi lo si faccia con il sostanziale beneplacito di una Giunta di centro sinistra e per giunta nella città che più di ogni altra in Italia ha un centro storico da salvaguardare è una cosa che ha dell'incredibile.
Francamente non siamo estimatori del kebab (per la cui attività chiediamo da tempo più controlli, soprattutto per il rispetto delle norme igienico sanitarie) ma a questo punto non sappiamo proprio come ci si potrebbe opporre a un'attività di quel tipo quando l'alternativa è di trovare in tutti gli angoli di piazza san Marco nuovi distributori di lattine 'straniere” sul cui contenuto continua a restare il più assoluto segreto commerciale...

a.l


La Coca Cola sbarca a Venezia. Con un accordo da 2,5 milioni di euro con il Comune, presto i prodotti della bibita più famosa al mondo saranno in vendita in distributori automatici disseminati per la città. Una scelta che ha immediatamente suscitato le reazioni della filiera distributiva e in particolare di Italgrob, Federazione italiana grossisti e distributori di bevande, da anni impegnata in una vera e propria battaglia legale contro Coca Cola Hbc Italia per concorrenza sleale e abuso di posizione economica intentata.

 Italgrob scende così in campo a tutela di un settore storico dell'economia italiana come quello del fuori casa e per la salvaguardia della regolarità del mercato. Secondo la Federazione l'intesa tra Coca Cola Hbc e l'Amministrazione comunale di Venezia - 2,5 milioni di euro in 5 anni nelle casse del Comune in cambio della possibilità di installare in punti strategici della città oltre 200 distributori automatici di lattine e snack, gestiti direttamente da Coca Cola - appare ormai come un vero e proprio progetto di progressiva monopolizzazione del mercato italiano da parte di Coca Cola Hbc, il braccio nazionale del colosso americano delle bibite.

Concorrenza sleale e battaglie legali
La netta presa di posizione di Italgrob arriva a pochi mesi dal tanto contestato accordo con Fit - Federazione italiana tabaccai - finalizzato alla commercializzazione e alla rivendita dei prodotti Coca Cola presso le tabaccherie di tutta Italia, dal completamento della gamma - con la controversa acquisizione di Acqua Lilia – e dall'attivazione di una rete di distribuzione diretta dei propri prodotti in tutti i pubblici esercizi del centro nord Italia - Venezia compresa - nel tentativo di scalzare dal mercato la categoria dei grossisti. A questo si aggiunge l'acquisizione della Eurmatik, società italiana di distribuzione automatica, da parte di Coca Cola Hbc Italia. Acquisizione che secondo Italgrob rientra nella strategia di 'invasione” commerciali di nuovi canali per sottrarre alla concorrenza ogni possibilità di sviluppo in virtù delle ingenti risorse economiche di cui dispone.

 Per Italgrob ancora una volta le scelte del colosso americano appaiono quindi chiaramente finalizzate a un unico obiettivo, vale a dire l'indebolimento della concorrenza, a scapito delle realtà più piccole, e soprattutto la creazione di barriere commerciali significative, non solo per i grossisti, ma per tutti gli attori del mercato delle bevande in Italia. Nel caso di Venezia in particolare appare inoltre evidente il danno ambientale ancora prima di quello commerciale. Duecento cassoni di metallo refrigerati deturperanno il paesaggio e, subito dopo, centinaia di contenitori vuoti finiranno una parte in strada e l'altra direttamente in acqua. Per la Federazione dei Grossisti in questo modo anche nella esclusiva Venezia il consumo di bevande verrà banalizzato a tutto scapito della qualità del servizio e del buon andamento dei pubblici esercizi già provati da mille difficoltà.

Lorenzo Verardo: esercenti locali danneggiati:
Dello stesso parere anche Lorenzo Verardo della San Marco Dival di Venezia, in rappresentanza dei distributori di bevande della città, che sottolinea come già in passato l'Amministrazione veneziana avesse siglato accordi con 'sponsor” per la raccolta di fondi «ma non si è mai trattato di intese che prevedessero anche la vendita di prodotti sul territorio, per di più a scapito degli esercenti che da sempre pagano regolarmente le tasse al Comune».
«Mi auguro - conclude Verardo - che questa iniziativa, che rischia di penalizzare i pubblici esercizi veneziani, favorisca un ulteriore avvicinamento e una più stretta collaborazione tra le associazioni degli esercenti e quelle dei grossisti, due categorie da tempo penalizzate dalle politiche monopolistiche di Coca Cola Hbc, non solo a Venezia, ma che insieme potrebbero riuscire a fare qualcosa».

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