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Coro di no per l'aranciata senza aranceUna vergogna per l'Italia e per l'Europa

Coro di no per l'aranciata senza aranceUna vergogna per l'Italia e per l'Europa
Coro di no per l'aranciata senza aranceUna vergogna per l'Italia e per l'Europa
Pubblicato il 30 marzo 2009 | 18:28

Dopo Coldiretti, Adoc e Federconsumatori scendono in campo Codacons, Confederazione italiana agricoltori e Fipe contrarie alla legge approvata nei giorni scorsi dal Senato che permetterebbe di produrre aranciata senza arance

«Una vergogna per l'Italia e per l'Europa». Così Carlo Rienzi, Presidente Codacons, commenta l'arrivo delle aranciate senza arancia e delle limonate senza limoni, dopo il via libera al Senato. «La prossima tappa sarà la passata di pomodoro senza pomodori e il tiramisù senza caffè?» «Questi prodotti rappresentano un danno per i consumatori - ha commentato Rienzi -, che vengono ingiustamente privati di tutti gli alimenti sani provenienti dalla terra. è chiaro che le potenze industriali del settore alimentare hanno avuto la meglio sull'agricoltura e sui consumatori, ma ci chiediamo se in un futuro prossimo i cittadini saranno costretti, se vorranno mangiare cibi sani e genuini, a fare la spesa in farmacia anziché al supermercato».

 Le bevande senza frutta ingannano i consumatori e danneggiano i produttori agricoli. Sono soltanto acqua zuccherata. Così si è espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla legge comunitaria che prevede la cancellazione della percentuale minima del 12% di succo di agrumi per le bibite analcoliche colorate. Legge approvata nei giorni scorsi dal Senato e che ora passa all'esame della Camera. La Cia è, quindi, nettamente contraria a tale misura che, di fatto, consente la commercializzazione di bevande con il colore o il profumo di agrumi, senza alcun contenuto di frutta.

Misura, oltretutto, fortemente contraddittoria con lo stesso orientamento della Commissione Ue che ha varato, nei mesi scorsi, un progetto per incrementare il consumo di frutta soprattutto tra i giovani, avviando un apposito programma con sostanziosi finanziamenti nelle scuole europee. Un provvedimento del genere - rileva la Cia - confonde e disorienta gli stessi consumatori che si troveranno ad acquistare un prodotto, reclamizzato per i suoi contenuti di frutta che, invece, non ci sono affatto. Non solo. A pagarne le spese saranno anche i nostri produttori di agrumi che già sono costretti ad affrontare una situazione di mercato sempre più difficile e fanno i conti con pesanti costi di gestione.

La norma che abolisce il divieto di colorazione delle bibite contenenti almeno un 12% di vero succo d'agrume è un inganno per i consumatori e crea un danno di immagine ai pubblici esercizi destinati a raccogliere le giuste proteste dei clienti per questo provvedimento assurdo. Con il commento del presidente Lino Enrico Stoppani, Fipe si allinea alle proteste formulate dalla Coldiretti, dall'Adoc e dalla Federconsumatori ai quali rivolge l'invito a dare vita ad una campagna congiunta contro questa norma contenuta nell'articolo di legge votato al Senato per recepire una direttiva europea. «Sforzi e fatiche compiute dagli esercenti per valorizzare il prodotto da somministrare alla clientela - spiega Stoppani - saranno vanificati dalla qualita' scadente dello stesso prodotto da somministrare. Ci meravigliamo di come l'Europa così attenta ad armonizzare le regole di un mercato comune abbia scelto come base le regole di minor garanzia per i cittadini, anziché quelle di maggior tutela. Abbiamo bisogno di maggior chiarezza, senza la quale l'alimentazione rischia lo stesso tipo di inquinamento di quello avvenuto nella finanza con i "derivati"».

Alleanze in corso
Siamo pronti a stringere l'alleanza con la Fipe contro il falso Made in Italy e per la valorizzazione del vero prodotto italiano. è quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l'invito delle associazioni dei consumatori e del presidente della Federazione italiana pubblici esercizi, Enrico Stoppani, a dare il via a una campagna congiunta contro il progetto di legge comunitaria, recepito dal Senato, che taglia l'obbligo del contenuto minimo del 12% di succo di agrumi previsto fino ad ora per l'aranciata.

Dall'aranciata senza arance al vino 'senza uva” realizzato dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes, fino al formaggio prodotto utilizzando caseina e caseinati al posto del latte – rileva Marini – occorre impegnarsi per una corretta informazione ai consumatori sulle reali caratteristiche dei prodotti acquistati.  Una maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini – sottolinea il presidente di Coldiretti - deve rappresentare l'obiettivo comune per tutti gli attori della filiera, onde evitare danni incalcolabili al vero made in Italy.

è necessario dunque intervenire per contrastare l'arrivo di queste preoccupanti novità nei piatti degli italiani dove l'abbassamento della qualità dell'alimentazione di fronte alla crisi è un rischio reale che – conclude Marini - colpisce le classi economicamente più deboli costrette a risparmiare sul cibo e per le quali è più elevata l'incidenza della spesa alimentare sul totale.

Fonte: Agi


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