Menu Apri login
 

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
sabato 25 aprile 2026  | aggiornato alle 02:20 | 118840 articoli pubblicati

Test fai da te? Non scherziamo Però lo Stato acceleri le procedure

L’ormai celebre patente d’immunità sembra essere l’elemento essenziale per ripartire. Solo i test sierologici possono attribuirla. Si attende il bando pubblico, ma qualcuno cerca scorciatoie pericolose.

di Federico Biffignandi
 
19 aprile 2020 | 14:40

Test fai da te? Non scherziamo Però lo Stato acceleri le procedure

L’ormai celebre patente d’immunità sembra essere l’elemento essenziale per ripartire. Solo i test sierologici possono attribuirla. Si attende il bando pubblico, ma qualcuno cerca scorciatoie pericolose.

di Federico Biffignandi
19 aprile 2020 | 14:40
 

Prima l’amuchina e va bene, la conoscevamo pure prima. Poi le mascherine e ci può stare, nulla di straordinario. Quindi i saturimetri e già si iniziava ad entrare in un campo medico. Ora, la nuova frontiera della cura fai-da-te per il coronavirus è il test siereologico acquistato in autonomia. Online sembra che si possa recapitare senza grandi problemi, ma arriva a casa anche tramite una mail o una telefonata a quei laboratori che l’hanno messo a punto, ma senza una certificazione del ministero della Salute.

Tutti a caccia del test - Test fai da te? Non scherziamo Però lo Stato acceleri le procedure

Tutti a caccia del test

Una circolare dello stesso ha specificato nei giorni scorsi che solo alcuni laboratori certificati potranno permettersi di produrre i test previa certificazione delle istituzioni anche perché la veridicitità dei risultati e il perfezionamento dei rilevamenti è ancora in divenire. Eppure, la paura si sa fa brutti scherzi e sta portando gli italiani alla caccia del test rapido.

Comprensibile l’insofferenza per la situazione, condivisibile l’idea favolosa per la quale basta un test veloce per capire se si è “immuni”, e ci può stare che gli imprenditori si muniscano di test fai-da-te anche se non autorizzati pur di avere una sicurezza in più per continuare a lavorare e produrre. Aggiungiamo pure che si possono criticare le solite lungaggini statali e i consueti dubbi su interessi economici che aleggiano attorno alla questione.

Ma a fronte di questo non si può fare a meno di fermarsi un attimo e pensare alla confusione che si genererebbe se ognuno facesse per conto proprio e iniziasse a farsi i test da sé. Chi controllerebbe l’ufficialità dei risultati? Chi monitorerebbe la legalità degli acquisti e delle vendite? Chi sarebbe in grado di tenere un registro dei risultati? E se tutti non potessero permettersi l’acquisto di un test? E poi tutto questo genererebbe costi per le imprese. I ristoranti, ad esempio, già vessati da una crisi profonda dovrebbero acquistare da sé i kit aggiungendo costi al bilancio in rosso.

Caos che si innesterebbe su un caos già bello che avviato. E allora, almeno in questo senso, è bene perseguire una linea comune che faccia capo al ministero della Salute.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Molino Grassi
Suicrà
Vini Alto Adige
Cirio Conserve Italia
ROS

Molino Grassi
Suicrà
Vini Alto Adige

Cirio Conserve Italia
Julius Meiln
Molino Dallagiovanna