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Fisco, quali liti pendenti possono essere chiuse in via agevolata

Con un provvedimento è stato aggiornato lo schema già pubblicato a febbraio, insieme alle istruzioni, per recepire le ultime modifiche normative per la chiusura agevolata delle liti pendenti

 
15 luglio 2023 | 10:50

Fisco, quali liti pendenti possono essere chiuse in via agevolata

Con un provvedimento è stato aggiornato lo schema già pubblicato a febbraio, insieme alle istruzioni, per recepire le ultime modifiche normative per la chiusura agevolata delle liti pendenti

15 luglio 2023 | 10:50
 

C’è, ed è online, un nuovo modello per chiudere in via agevolata le controversie con il Fisco. Con un provvedimento è stato, infatti, aggiornato lo schema già pubblicato a febbraio, insieme alle istruzioni, per recepire le ultime modifiche normative.

Fisco, quali liti pendenti possono essere chiuse in via agevolata

Chiusura agevolata delle liti pendenti

Il “decreto Bollette” (Dl n. 34/2023) ha infatti posticipato dal 30 giugno al 30 settembre 2023 il termine per aderire, introdotto l’opzione per la rateazione mensile e modificato il calendario dei versamenti delle prime tre rate: le nuove deadline sono 30 settembre 2023, 31 ottobre 2023 e 20 dicembre 2023. Inoltre, è stata aggiornata la piattaforma per la trasmissione telematica delle domande.

Quali liti possono essere chiuse in via agevolata

Possono essere definite le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti al 1° gennaio 2023 in ogni stato e grado del giudizio. Si considerano pendenti le liti il cui atto introduttivo del giudizio in primo grado sia stato notificato alla controparte entro il 1° gennaio di quest’anno e per le quali, alla data di presentazione della domanda, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Deadline al 30 settembre e rateizzazione “lunga”

Entro il prossimo 30 settembre, per ciascuna controversia tributaria autonoma va presentata in via telematica all’Agenzia una distinta domanda di definizione. Entro lo stesso termine va inoltre versato l’intero importo dovuto o la prima rata. Il pagamento rateale (ammesso per cifre superiori a 1.000 euro) può avvenire in un massimo di 20 rate di pari importo con una rateizzazione trimestrale per le rate successive alle prime 3. In alternativa, sempre dopo aver versato le prime 3 rate, è possibile saldare il dovuto in 51 mensilità, a partire da gennaio 2024 (per un totale di 54 rate).

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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