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A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

Tra il 2019 e il 2022 il tasso di crescita di questi esercizi commerciali è stato del 10% annuo, prevalentemente inerente ad attività ristorative per l'asporto. Soddisfazione del sindaco della città, Gaetano Manfredi: «Vogliamo, poi, fare in modo che si eviti una concorrenza selvaggia tra le attività della zona». Tutti i dettagli dell'ordinanza

27 luglio 2023 | 15:39
A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro
A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

Tra il 2019 e il 2022 il tasso di crescita di questi esercizi commerciali è stato del 10% annuo, prevalentemente inerente ad attività ristorative per l'asporto. Soddisfazione del sindaco della città, Gaetano Manfredi: «Vogliamo, poi, fare in modo che si eviti una concorrenza selvaggia tra le attività della zona». Tutti i dettagli dell'ordinanza

27 luglio 2023 | 15:39
 

Firmata da parte del sindaco Gaetano Manfredi l'ordinanza che a Napoli vieta la concessione di nuove licenze commerciali per esercizi che somministrano cibo e bevande. All'interno del centro storico cittadino è arrivato lo stop comunale all'apertura di nuove attività commerciali del settore food and beverage. La disposizione è estesa anche alle attività di produzione, preparazione o vendita di prodotti alimentari, e al contempo non sarà permesso l'ampliamento di attività simili già esistenti. 

A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

Napoli: stop a nuove aperture food and beverage

Nello specifico la nuova ordinanza comunale prevede il blocco per tre anni per somministrazione di alimenti e bevande nell’area riconosciuta come patrimonio Unesco. 

A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

A Napoli si cerca di tutelare il centro storico

«Nella stessa area - si legge nell'ordinanza pubblicata anche sul sito ufficiale del Comune di Napoli - sempre per i prossimi tre anni, non sarà consentito l’ampliamento di queste attività già esistenti. Obiettivo dell’Amministrazione comunale di Napoli è salvaguardare il Centro Storico in qualità di Sito Unesco e quindi, in particolare, le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico. Nel contempo, si punta a tutelare le attività tradizionali e la qualità di vita dei residenti. La misura è stata decisa d’intesa con la Regione Campania e in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli».

Napoli, si tutela il Centro sito Unesco. Più di 1 locale su 8 è lì

Già fortemente congestionato dalla massiccia presenza di locali del settore food and beverage, per il Sito Unesco ora tre anni per "respirare", passateci il termine, e stoppare l'apertura apparentemente incontrollata di sempre più esercizi commerciali. Tra il 2019 e il 2022, infatti, il tasso di crescita di queste attività è stato del 10% annuo, prevalentemente inerente ad attività ristorative legate all'asporto.

A Napoli stop di 3 anni ad apertura di nuove attività food and beverage in centro

Napoli: stretta anche sulle pizze da asporto

L'area interessata dall'ordinanza si estende per circa 1,2 chilometri quadrati e al suo interno operano 1.555 delle 8.020 attività di food and beverage presenti su tutto il territorio comunale. Più di un locale su 8, nell'intero comune napoletano, è situato nel centro storico.

Soddisfazione per il sindaco Manfredi, che vede così maggiormente tutelato il prezioso (quanto sempre più interessato da flussi turistici) centro storico cittadino: «Si tratta di un piano di valorizzazione dell’offerta commerciale nel centro storico perché abbiamo bisogno di un’offerta di qualità che intercetti sia i bisogni della cittadinanza che quelli legati al grande afflusso turistico. Abbiamo deciso in primo luogo di valorizzare alcune strade - ha spiegato il primo cittadino - per mantenere una vocazione artistica e artigianale che è per noi una priorità. Questo vale per San Gregorio Armeno. Vogliamo, poi, fare in modo che si eviti una concorrenza selvaggia tra attività legate al cibo e attività di tipo artigianale e commerciale perché un mix dell’offerta è fondamentale».

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