Menu Apri login
 

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 30 aprile 2026  | aggiornato alle 22:14 | 118956 articoli pubblicati

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

EGO Food Fest supera il format del festival gastronomico: tra numeri record, grandi chef e territorio, il cibo diventa strumento etico e sostenibile. Al centro il “Patto di EGO”, segnale di una ristorazione più responsabile

di Sandro Romano
 
30 aprile 2026 | 19:26

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

EGO Food Fest supera il format del festival gastronomico: tra numeri record, grandi chef e territorio, il cibo diventa strumento etico e sostenibile. Al centro il “Patto di EGO”, segnale di una ristorazione più responsabile

di Sandro Romano
30 aprile 2026 | 19:26
 

Ego Food Fest 2026 non si è trattato soltanto di una festa gastronomica. Andato in scena a Taranto tra Villa Peripato e il Relais Histò, ha provato a fare qualcosa di più ambizioso: trasformare il cibo da intrattenimento a strumento culturale, economico e persino etico. E, in una stagione in cui la gastronomia rischia troppo spesso di ridursi a spettacolo, numeri e fotografie da social, il tentativo merita attenzione.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

Oltre 100 professionisti tra chef e pizzaioli hanno animato il cuore gastronomico dell’evento

Numeri e partecipazione: il successo dell’Ego Food Fest

I numeri, certo, ci sono stati, e pure importanti. Numeri che raccontano il coinvolgimento reale di una città: in due serate sono stati serviti 15mila tranci di pizza, 500 frittatine gourmet, 600 schiacciate con mortadella Igp di Bologna, 600 panzerotti, 700 porzioni di pasta all’assassina e circa 10mila consumazioni tra vino, birra e cocktail nell’area beverage curata da Cippone & Di Bitetto. Ma fermarsi ai numeri sarebbe il modo più sbagliato per leggere questa manifestazione.

Un festival tra popolo e alta cucina

Il punto vero è un altro: Ego Food Fest è riuscito dove molti eventi gastronomici falliscono, ovvero nel tenere insieme popolo e alta cucina, piazza e pensiero, festa e contenuto. Villa Peripato, per un intero weekend, è diventata il luogo di una partecipazione autentica, con migliaia di persone che hanno attraversato gli stand, assistito gratuitamente agli spettacoli, incontrato pizzaioli, assaggiato prodotti, vissuto il cibo come esperienza condivisa e non come privilegio per pochi.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

L’area beverage tra vino, birra e cocktail: oltre 10mila consumazioni durante il festival

Professionisti, territorio e turismo gastronomico

Parallelamente, Taranto ha ospitato oltre 170 professionisti del settore: giornalisti di 30 testate nazionali, 30 cuochi, 70 pizzaioli italiani e più di 55 produttori di eccellenza del Made in Italy, trasfomando la città in un osservatorio privilegiato sulla gastronomia contemporanea. Il merito va riconosciuto alle ideatrici Monica Caradonna e Ilaria Donateo, che hanno saputo costruire negli anni un format raro: non una vetrina autoreferenziale, ma un sistema capace di generare relazioni, attrattività e soprattutto narrazione.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

Al Relais Histò il confronto sulla cucina del futuro tra sostenibilità e responsabilità

Cozza nera di Taranto e identità territoriale

La prima serata dedicata alla Cozza nera di Taranto Presidio Slow Food, con sedici ristoratori coinvolti e i giornalisti nazionali ospitati nei locali cittadini, ha rappresentato perfettamente questa idea: non raccontare il territorio da fuori, ma farlo vivere dall’interno. Lo stesso vale per i press tour tra Martina Franca, la Città Vecchia e il Mar Piccolo con la Jonian Dolphin Conservation: il turismo gastronomico, quando è fatto bene, non vende piatti ma identità.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

Dinner Incredible: il gran finale con gli chef del Mediterraneo

Cucina del futuro e sostenibilità

Ed è proprio su questo che si è innestata la riflessione più interessante dell'edizione 2026: “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”. Un tema che rischiava di essere uno slogan e che invece, nella giornata finale al Relais Histò, si è trasformato in discussione concreta.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

Ciccio Sultano, Renato Bosco, Enrico Bartolini e Gino Sorbillo

Con gli interventi di figure come Enrico Bartolini, Barbara Nappini, Marzia Varvaglione e l’operatore di pace tarantino Gennaro Giudetti, il messaggio è diventato chiaro: oggi cucinare non significa soltanto produrre piacere, ma assumersi una responsabilità verso territori, filiere e comunità.

Il Patto di Ego: un manifesto per la ristorazione

In questo quadro, il vero gesto politico dell’evento è stato il “Patto di Ego”: un decalogo etico sottoscritto da chef e pizzaioli presenti, non come manifesto retorico ma come presa di posizione concreta. Un passaggio che segna una differenza sostanziale, perché la ristorazione italiana ha bisogno di meno celebrazione e più assunzione di responsabilità. Le oltre 25 masterclass sold out, gli incontri con produttori, mitilicoltori, le esplorazioni botaniche sulle rive del Mar Piccolo e persino la Pizza Competition raccontano la stessa idea: la cucina non può essere scollegata dalla materia prima e dal territorio.

Dinner Incredible e il racconto collettivo del Mediterraneo

La Dinner Incredible ha chiuso il festival con una cena-evento affidata ad alcuni dei più autorevoli chef del Mediterraneo, chiamati a reinterpretare la provincia jonica attraverso la propria sensibilità gastronomica. Un finale coerente: non la celebrazione dell’ego dello chef, ma la costruzione di un racconto collettivo, ed è forse proprio qui il senso più profondo di Ego Food Fest.

Taranto laboratorio del cibo del futuro: il segnale lanciato da EGO Food Fest

Taranto: da scenario a protagonista del nuovo racconto gastronomico italiano

In un Sud spesso raccontato come periferia gastronomica, Taranto ha dimostrato che può essere centro di pensiero, non soltanto scenario. E quando il cibo riesce a smettere di essere consumo e diventare linguaggio, allora un festival smette di essere un evento e comincia a diventare una visione.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Comavicola
MWMKT
Brita
Molino Dallagiovanna
ROS
Webinar

Comavicola
MWMKT
Brita

Molino Dallagiovanna
Caviar Import
Salomon