L’Italia nel piatto, una storia alla volta. A raccontare i sapori, i territori, i gesti tramandati in silenzio da generazione in generazione ci pensano Marisa Laurito e lo chef Andrea Mainardi con “L’assaggiastorie", il nuovo programma di La7 in onda ogni sabato alle 11 a partire dal 9 maggio. Il format è, nella sua essenza, un viaggio. Non il solito tour gastronomico televisivo, fatto di ristoranti patinati e ricette esibite sotto i riflettori ma un itinerario narrativo che scende in profondità: nelle filiere produttive, nei musei del cibo, nei paesaggi agrari, nei volti di chi lavora la terra o affianca un coltello con la pazienza di chi sa che certi prodotti non si possono frettare.

La coppia protagonista di L’assaggiastorie durante il viaggio nella città simbolo della gastronomia italiana
Un viaggio tra territori e prodotti Dop italiani
Ogni puntata sceglie un protagonista - un'eccellenza italiana riconosciuta, spesso a denominazione d'origine protetta - e lo racconta a tutto tondo, intrecciando divulgazione e intrattenimento con la leggerezza di chi ama davvero ciò che descrive. A guidare il racconto è una coppia dal forte contrasto, costruita con intelligenza televisiva. Da un lato troviamo Marisa Laurito, figura istrionica del teatro e della televisione italiana, dotata di quell'ironia partenopea capace di smontare ogni retorica e mettere a proprio agio chiunque le stia di fronte. Dall'altro Andrea Mainardi, chef bresciano di razza, noto al grande pubblico per una cucina creativa e contemporanea che non rinuncia mai alla sostanza. Due sguardi diversi sullo stesso oggetto: quello della curiosità generosa e quello della competenza tecnica.
La prima puntata a Parma e il Prosciutto di Parma Dop
Il momento culminante di ogni puntata è affidato ai fornelli: è Mainardi che, in uno dei luoghi più rappresentativi della città ospitante, prepara una ricetta ispirata al prodotto della settimana - non in studio, ma immerso nel contesto, come se la cucina fosse naturale continuazione del paesaggio circostante. La prima destinazione è Parma. Città creativa Unesco per la gastronomia, capitale morale dell'agroalimentare italiano. Qui il cibo non è soltanto nutrimento ma liturgia civile.

Il Prosciutto di Parma DOP nella fase di stagionatura: tradizione e disciplina produttiva
Patria del Parmigiano Reggiano dove stagiona il Culatello di Zibello, che si affetta - con rispetto quasi reverenziale - il Prosciutto di Parma Dop, protagonista assoluto di questa prima uscita, un’autentica opera d'arte industriale nel senso più nobile del termine: ogni coscia segue un disciplinare rigido, viene salata a mano, lasciata riposare per mesi in celle a temperatura controllata, poi trasferita in essiccatoi dove l'aria della pianura padana compie il lavoro che nessuna chimica potrebbe replicare. Il risultato è una dolcezza levigata che si scioglie in bocca lasciando un retrogusto lungo e persistente. Laurito e Mainardi ne esplorano la filiera, si addentrano negli aneddoti e nelle curiosità che rendono questo prodotto non soltanto buono, ma storicamente significativo.
Il finale tra tradizione e cucina contemporanea
La puntata si chiude nel chiostro del complesso rinascimentale di San Paolo - cornice di rara bellezza, giusto contrappunto architettonico all'artigianalità contadina del prosciutto - dove Mainardi prepara per Laurito i suoi cannelloni fritti ripieni di ricotta e prosciutto di Parma. Un piatto che è, al tempo stesso, omaggio alla tradizione emiliana e reinterpretazione personale: la frittura che dona croccantezza, la ricotta che ammorbidisce, il prosciutto che firma il tutto con la sua presenza gentile e inconfondibile.

Le forme di Parmigiano Reggiano raccontano l’eccellenza casearia dell’Emilia
“L’assaggiastorie" ha tutti gli ingredienti per restituire dignità narrativa al patrimonio enogastronomico del Paese, non come folklore da cartolina, ma come identità viva, in continua evoluzione. Insomma il programma, prodotto da Me Production, il sabato mattina si appresta a diventare un appuntamento atteso con la gastronomia e il territorio.