La Locandiera ha scritto un libro. Elisabetta Dotto ha gestito diverse strutture alberghiere sulla costa veneta tra cui l’albergo di famiglia a Bibione e ricoperto ruoli istituzionali nel settore del turismo prima di trasferirsi a Cortina d’Ampezzo, dove ha dato nuova vita all’hotel Ambra trasformandolo in un Fashion Boutique Hotel. Nel 2019 poco prima dell’acqua granda che nel mese di novembre ha colpito Venezia e commosso il mondo intero ha dato vita al suo secondo sogno, mettere un piede in laguna per rilevare la gestione un piccolo albergo proprio nel cuore di Venezia, ripensato e riallestito integralmente, portato a cinque stelle con il lungo nome di Excess Venice Boutique Hotel&Private Spa.

La copertina
Il lockdown come ispirazione
Con il successivo arrivo del lockdown nella primavera del 2020, mentre i lavori di ristrutturazione non erano ancora terminati, ferveva l’opera e c’era ancora tanto da fare, si è trovata forzatamente ferma, con tanto tempo a disposizione e con le mani che prudevano dalla voglia di fare qualcosa di utile nel settore cui ha dedicato tutta la sua carriera. Mentre tutti gli alberghi d’Italia erano obbligatoriamente chiusi, incapace di stare ferma, si è sfogata con la tastiera, scrivendo e pubblicando a fine 2020 un manuale pratico di marketing alberghiero intitolato “La bellezza ci salverà” (Franco Angeli, 2020, pagg. 151, € 23,00), con testi bilingui in italiano e inglese, separati da alcune pagine di belle foto evocative a colori.
Consigli per futuri albergatori
Dopo la prefazione di Andrea Bettini, il libro snocciola principi importanti, in parte molto noti, in parte meno, in capitoli numerati intitolati “Regola #1”, “Regola #2” e così via. Ogni capitolo introduce un tema, lo sviluppa, descrive il punto di vista dell’autrice, suffragato anche da citazioni di tante gustose esperienze dirette, anche in contraddittorio o in maniera provocatoria rispetto al comune sentire degli albergatori italiani. Ogni capitolo si e conclude con cinque consigli per seguire meglio la regola esposte nel capitolo. Dopo sorriso ed empatia, che è la prima regola per chiunque lavori in un albergo, vengono toccati temi delicati come il pricing, il servizio, il concept, il prodotto alberghiero, la giusta la comunicazione e altri utili per chi è interessato a gettare lo sguardo dietro alle quinte di un albergo, ma anche per gli addetti ai lavori che hanno voglia di un dibattito che scuota le loro convinzioni e li induca a penare a soluzioni alternative.
E in questo momento di rifondazione dopo la pandemia dell’industria turistica non solo italiana, ma mondiale, bisogno di riposizionarsi ce n’è davvero. In tante pagine spuntano i temi del Covid, delle mascherine, dell’angoscia di tenere gli alberghi chiusi e di privare i clienti anche dei sogni delle loro vacanze: si capisce che il libro è stato scritto in un momento molto particolare, ma si coglie anche l’ottimismo e la volontà di immaginare come la pandemia ha cambiato e cambierà per sempre il modo di lavorare e di essere degli alberghi.