Superbonus anche per hotel e alberghi. Ma servono 10 miliardi in più

Il ministero della Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani sta lavorando sul dossier che punta a estendere le agevolazioni per ristrutturazioni ed efficientamento energetico al 2023

28 aprile 2021 | 11:46
Anche alberghi e pensioni potranno godere delle agevolazioni legate al superbonus del 110% sulle ristrutturazioni e sull’ecobonus per il miglioramento della resa energetica delle strutture. Un passo avanti importante rispetto alla norma introdotta dal Governo Conte a maggio dello scorso anno e che l’esecutivo guidato da Mario Draghi punta ad estendere al 2023. L’allargamento della platea dei beneficiari (compreso chi, nei condomini, ha chiesto un condono sebbene soggetto al nullaosta finale sulla pratica), però, necessita anche di una revisione delle agevolazioni che punti a sburocratizzare le procedure e aumentare il budget a disposizione.


Il dossier in mano al ministero della Transizione ecologica

Sul dossier ci sta lavorando, in prima battuta, il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani che ha già pronta una bozza sul tema che dovrà essere discussa contestualmente al prossimo pacchetto di aiuti alle categorie economiche colpite dalle conseguenze della crisi sanitaria; quindi, a partire dalla prima settimana di maggio. Nella bozza è inserita l’estensione del beneficio legato a ristrutturazioni ed efficientamento energetico anche ad alberghi e hotel, precedentemente esclusi. Una misura attesa e quanto mai necessaria per spingere la ripresa di uno dei settori più colpiti dalle restrizioni anti-contagio. Sebbene mai chiusi ufficialmente, a causa del blocco degli spostamenti le strutture ricettive sono di fatto inattive dalla scorsa estate.  Secondo il presidente di Confartigianato, Marco Granelli questo allargamento «coinvolgerà 1 milione di imprese e 2,3 milioni di addetti».

In arrivo altri 10 miliardi

Per quanto riguarda la parte economica, invece, ad oggi nel fondo complementare del Pnrr sono stati stanziati 8 miliardi di euro per coprire i lavori sulle case singole fino a giugno 2022, quelli sui condomini fino a dicembre di quest’anno e quelli sulle case popolari fino alla fine del prossimo anno. Le ulteriori coperture necessarie per rispondere all’allargamento della platea di beneficiari saranno inserite nella prossima legge di Bilancio per una voce di spesa che dovrebbe aggirarsi, secondo le stime del Tesoro, intorno ai 10 miliardi di euro. D’altronde, i margini di manovra ci sono: finora, secondo l'Ance (l’associazione dei costruttori edili), sono stati impegnati soltanto 1,2 miliardi sugli 8 stanziati. Quindi lo spazio per la proroga c'è ancora.

Necessario sveltire le procedure

L’importante è agire sull’impianto burocratico delle agevolazioni. Il compito sarà assegnato al Dl Semplificazioni e punta a ridurre tempi e pratiche necessarie per richiedere e vedersi assegnato il superbonus. Sempre secondo Ance, infatti, in alcuni Comuni italiani si deve attendere fino a quattro mesi solo per accedere agli atti a causa della mancata digitalizzazione degli archivi. Altr interventi di semplificazione riguarderanno la Valutazione di impatto ambientale (Via), per esempio, che sarà sempre soggetta alla supervisione del ministero della Transizione ecologica e la priorità sarà data ai progetti di oltre 5 milioni di valore e con maggiori ricadute occupazionali. Sarà quindi istituita una super commissione di 40 esperti che dovrà occuparsi delle Via statali e dei progetti attuativi del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

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Alberto Lupini


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