“Tornare nel passato, plasmare nel presente, proiettare nel futuro”. Così chef Zeno Bernasconi presenta la cucina del ristorante Jim e il rinnovato legame con il territorio. Una carta fresca che trasmette qualità e attenzione ai dettagli, strizzando l’occhio ai grandi classici che hanno fatto la storia del ristorante di Grosio e della famiglia Pini.
Gli antipasti sono una vera e propria tentazione. Dal tortino di fagiano su timballo di polenta bianca, micro verdure e crema allo Scimudin, al tentacolo di polpo su purea di finocchio profumata all’arancia, passando per la tartare di Fassona con tuorlo marinato, lamelle di tartufo e pan brioche. Solo un piccolo assaggio del menù, che tra i primi vede un giusto mix di territorio e grandi ingredienti della cucina italiana: le immancabili manfriguli alla grusina, le tagliatelle ai porcini della Valgrosina e “il nostro cacio e pepe” di linguine di Gragnano igp con Bitto di due anni e Pestèda di Grosio, solo per citare alcuni piatti. Le carni sono invece le grandi protagoniste dei secondi, con contorni di verdure raccolte anche nell’orto di proprietà, un’altra novità. Da Jim si finisce in bellezza con i dolci cui non si può rinunciare e una carta dei vini con ampia scelta di etichette valtellinesi e un’attenta selezione di etichette nazionali ed europee.
Gnocchi di patate ripieni di Bitto DOP con burro nocciola e bresaola della Valtellina IGP: un primo piatto che racconta i sapori alpini tra cremosità, profumi di montagna e una cialda croccante al formaggio ed un Piatto del Buon Ricordo
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