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Succhi e bibite, consumi in lieve ripresa
Vendite in crescita dell'1% dal 2014

Succhi e bibite, consumi in lieve ripresa 
Vendite in crescita dell'1% dal 2014
Succhi e bibite, consumi in lieve ripresa Vendite in crescita dell'1% dal 2014
Primo Piano del 22 novembre 2015 | 10:06

In Italia il settore dei succhi e delle bevande alle frutta ha sofferto continui cali di volumi nel triennio 2012-14 anni. Nel 2015 si registra invece una lieve ripresa dei volumi pari all’+1%. Solo le bibite gassate registrano una leggera flessione negativa. Il tè freddo è la seconda bibita più consumata dagli italiani dopo la cola

Per l’esercizio 2015 le rilevazioni Iri sul mercato italiano nella Gdo aggiornati a fine agosto, evidenziano una leggera ripresa dei volumi di vendita superiore all’1% complessivo anno su anno, per il comparto delle bibite e dei succhi di frutta, grazie anche a una evoluzione climatica positiva nell’estate 2015, ma con una piccola flessione negativa per le bibite gassate. Il mercato registra nel corso del 2015 una ripresa più consistente sul piano dei valori (oltre il 2% anno su anno).



Da sempre la categoria di prodotti di maggior peso è quella delle bibite gassate (dette anche più semplicemente “sode”), di più antica tradizione. Il comparto ha sofferto continui cali di volumi nell’ultimo triennio 2012-14, anche a causa di una situazione economica negativa e di una non favorevole congiuntura climatica estiva. Nel 2015, nonostante la calda estate, il segmento delle bibite gassate accusa un trend ancora negativo, anche se a livelli molto più leggeri rispetto agli anni passati; soffrono maggiormente i due prodotti più classici, le cole e le aranciate, mentre le altre bibite gassate mostrano dei consumi in ripresa nel corso del 2015 (+4%), grazie anche all’effetto di diverse novità lanciate nel comparto degli aperitivi analcolici.

Anche il segmento delle bibite piatte (tè freddo, caffè freddo, latte di mandorla, acqua di cocco) ha accusato perdite nei passati esercizi. Queste bibite hanno una stagionalità particolarmente accentuata nel periodo estivo e quindi l’evoluzione climatica favorevole dell’estate 2015 ha consentito un buon rilancio del settore (+ 6% circa a volume). Il tè freddo rappresenta ora in Italia la seconda bibita più consumata dagli italiani dopo la cola. La ripartizione dei consumi fra i vari segmenti del tè freddo è indicativamente la seguente: 88% tè normale, 7% tè freddo light e 5% tè freddo deteinato (quest’ultimo veicolato soprattutto sul target ragazzi). Oltre ai tradizionali gusti fruttati, si sta ben affermando anche il tè verde che ha ormai raggiunto ca. il 9% dei volumi totali. Le altre bibite lisce cominciano ad evidenziare cifre significative, anche se questi prodotti (caffè freddo, tisane fredde, latte di mandorla, acqua di cocco…) rappresentano al momento delle nicchie di mercato e, tuttavia, in forte crescita.

Nell’ambito delle bibite funzionali, le bevande isotoniche (sport drink) hanno accusato negli ultimi anni continue perdite di volumi, forse anche a causa delle concorrenza degli Energy drink che stanno occupando sempre più importanti aree del mondo sportivo (automobilismo, motociclismo, sport estremi, ecc.). Nel corso del 2015 si sta invece registrando un forte aumento delle vendite di sport drink nella Gdo di quasi il 20% a volume. Probabilmente alcuni consumatori si sono convinti a bere più bevande isotoniche per reintegrare la perdita di sali causata dalle forti sudate nei periodi di maggior calura di questa ultima estate. Complessivamente la categoria degli Sport ed Energy drink rappresenta una quota intorno al 3% del totale volumi bibite e succhi, ma il suo peso a valore è più che doppio, grazie al fatto che su questo tipo di bevande si riescono a realizzare dei prezzi molto più elevati rispetto a quelli delle altre bevande analcoliche.

Il settore dei succhi e delle altre bevande frutta ha sofferto continui cali di volumi nel triennio 2012-14 anni. I consumi pro-capite di 12-13 litri/anno ci hanno ormai relegato agli ultimi posti fra i paesi Ue. Nel corso del 2015 si registra comunque una lieve ripresa dei volumi (+1%). Le due categorie tradizionali (succhi e nettari) hanno perso volumi nel corso degli anni a favore delle altre bevande frutta a più basso contenuto di frutta, ma con una più ampia e originale gamma di gusti, tra cui le versioni funzionali (Ace, vitamici, arricchiti con antiossidanti, ecc.). Oggi questa categoria di bevande (diversi dai nettari e succhi) rappresenta quasi il 50% dei volumi del totale bevande frutta. Segue la categoria dei i nettari che rappresentano oggi il 38% del volume bevande frutta. Tra i nettari prevalgono quelli polposi con purea di frutta (destinati prioritariamente al consumo fuori pasto dei bambini e ragazzi).

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Alberto Lupini


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