consumi
Dai Vinaioli del Castellinaldo appello per superare la paura del Codice della strada
I Vinaioli del Castellinaldo denunciano il calo dei consumi di vino causato dalle nuove leggi del Codice della Strada. Pur supportando la sicurezza, chiedono politiche che tutelino anche la tradizione vitivinicola italiana
Sono trascorsi quasi tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada e quelli che si erano paventati come timor oggi «sono una triste realtà», secondo i Vinaioli del Castellinaldo che sottolineano come il consumo del vino sia «calato drasticamente».
Codice della strada, la differenza tra uso e abuso
L’uso non è un abuso. Parte da questo assunto la riflessione dei Vinaioli che spiegano: «C’è forse in atto una tendenza a diventare astemi? Ci siamo in poco tempo trasformati tutti in salutisti? Assolutamente no. È arrivata la paura. Paura di quanto possa costare in termini di sanzioni quel bicchiere di vino che era squisito piacere. No, amici cari, non stiamo parlando di bere in modo irresponsabile, di ingurgitare bottiglie su bottiglie prima di mettersi al volante, ma sicuramente parliamo di esagerazione di legge».
Leggi anche
«Se l’intento - hanno aggiunto - era quello di punire uno dei pochi settori attivi del nostro Paese, si è riusciti nell'intento. “Ci adeguiamo all’Europa”, abbiamo sentito dire da più fonti, ma questa nostra terra non è il Nord Europa, è l’Italia. E l’Italia è vino, non retorica. Il vino: una storia millenaria, cultura e tradizioni, migliaia di ettari vitati che tutelano e abbelliscono i territori, migliaia di famiglie che lavorano, investimenti, sacrifici, stipendi da pagare».
Codice della strada, tra turismo e sicurezza
Si apre quindi una riflessione sulla ricerca di sicurezza che non deve scivolare nella paura «per non parlare del turismo tanto decantato e promozionato e dell’intera filiera produttiva che si traduce in prodotto interno lordo, in export, in benessere, in futuro per le nuove generazioni».
Quindi si chiedono: «Parliamo di sicurezza? Quella dei furti, delle rapine, del malaffare, dello spaccio, di alcuni quartieri cittadini totalmente fuori controllo, delle metropolitane? Parliamo delle persone che vivono in apprensione nel camminare per strada, o che si trovano la casa occupata? No scusate, la sicurezza è il bicchiere di vino. Per tutto questo ci sono Nuovi Codici? Certo, siamo anche noi per la sicurezza stradale, ci mancherebbe, ma equiparare il bicchiere di vino con ben altre sostanze, o la velocità delle auto legalmente prodotte e vendute ci sembra alquanto discutibile».
Codice della strada, la paura a tavola
I Vinaioli del Castellinaldo lanciano poi una provocazione: «“Potreste produrre vino senza alcol” ci è stato detto. Certo e le normative al riguardo in Italia dove sono? Eppure in alcuni paesi della vostra cara Europa ci sono. E se invece del vino dealcolizzato iniziassimo con i politici destipendializzati? Non sarebbe meglio? O sì che lo sarebbe, anche per i veri astemi». Quindi spiegano: «Paura, ecco il punto. Paura di stare a tavola con gli amici e gustarsi in armonia un buon bicchiere, paura di un aperitivo, paura di trovarsi dall’oggi al domani “etichettati”. È stato colpito il mondo enologico italiano e i risultati si vedono e siamo solo all’inizio. Serve immediatamente una concertazione in merito, serve parlarne in modo costruttivo e intelligente analizzando tutte le componenti del caso». «Sì alla sicurezza stradale - concludono -, ma sì anche al rispetto di chi lavora o presto anche le cantine saranno come, purtroppo, tante altre realtà produttive: in seria difficoltà. Vi diciamo già come saranno le prossime vendemmie: ottime in qualità e abbondanza, ma le uve resteranno sui filari. Parliamone, discutiamone, uniamoci, facciamo squadra, senza paura ma con piacere: quel piacere di un buon bicchiere di vino italiano».

