La siccità nel bacino del Po minaccia oltre 1/3 della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'Sos lanciato dall'Osservatorio sulle crisi idriche riunitosi in seno all'Autorità distrettuale del Fiume Po-Ministero transizione ecologica, secondo il quale la situazione peggiora ed è grave con fino al 40% di portata in meno nelle sezioni esaminate del fiume e fino al 60% in meno negli affluenti.

La siccità del Po minaccia un terzo della produzione agricola nazionale

Al nord il fiume Po in secca al Ponte della Becca è sceso a -3,11 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al nord come d’estate ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dall’8% di quello di Como al 30% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

Una situazione che conferma come la siccità sia diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti, secondo l’analisi Coldiretti. A peggiorare le cose è un inverno pazzo con una temperatura superiore di 0.55 gradi rispetto alla media lungo la Penisola ma con picchi più alti di tre gradi nel nord ovest ma precipitazioni scarse che hanno prosciugato fiumi e laghi.