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Caffè e ftalati Attenzione a ciò che beviamo

di Cristiano Canali
 
30 agosto 2018 | 09:22

Caffè e ftalati Attenzione a ciò che beviamo

di Cristiano Canali
30 agosto 2018 | 09:22
 

Milioni di persone bevono quotidianamente caffè espresso estratto da capsule monodose. A casa, in ufficio, a scuola o al bar ci si imbatte da anni in macchinette compatte in grado di preparare singole dosi di caffè.

Milioni di persone bevono quotidianamente caffè espresso estratto da capsule monodose. A casa, in ufficio, a scuola o al bar ci si imbatte da anni in macchinette compatte in grado di preparare singole dosi di caffè.

Recenti studi scientifici hanno lanciato un campanello d’allarme all’intero settore del caffè e ai consumatori: in svariati test, le capsule in plastica si sono dimostrate in grado di rilasciare ftalati nel caffè durante l’estrazione ad alta temperatura.

(Caffè e ftalati Attenzione a ciò che beviamo)

Gli ftalati sono composti chimici che vengono usati in maniera diffusa nel settore delle materie plastiche per migliorarne modellabilità e flessibilità e, secondo alcune ricerche, sarebbero in grado di aumentare il rischio di contrarre patologie dannose per il sistema riproduttivo (in particolare quello maschile), cancro e diabete. Per capsula si parla chiaramente di quantità estremamente ridotte e impercettibili della sostanza, ma comunque in grado di aumentare giorno dopo giorno la presenza nell’organismo di un composto derivato dal petrolio potenzialmente rischioso per la salute umana.

Addio alla praticità del caffè monodose, quindi? No, per niente! L’industria impiega da tempo una soluzione alternativa amica dell’ambiente e priva di controindicazioni: la cialda ecologica. A differenza delle capsule, le cialde ecologiche in filtro carta sono sempre biodegradabili, non contengono ftalati o sostanze nocive e assicurano un’estrazione perfetta e “pulita” (cioè non contaminata) del caffè macinato. La possibilità delle cialde di essere riciclate e compostate le rende a priori una soluzione preferibile alle capsule, notoriamente difficili da smaltire a causa della miscela di plastica e alluminio con la quale vengono frequentemente realizzate, ma il “fattore salute” sembra voler suggerire una volta per tutte una necessaria e tempestiva virata verso questo pratico metodo di confezionamento.

(Caffè e ftalati Attenzione a ciò che beviamo)

Ancora una volta la palla è in mano ai consumatori prima che ai produttori, notoriamente lenti nel cambiare i propri processi industriali: chi preferisce attendere studi più esaustivi o è affezionato al proprio marchio di fiducia può continuare liberamente a consumare caffè in capsule, mentre i consumatori più attenti e consapevoli verso ambiente e salute possono già oggi trovare in commercio svariati marchi di qualità che fanno uso di cialde ecologiche. Personalmente, visto il tema, non ho alcun dubbio: salute e tranquillità prima di tutto!

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