Un investimento da capogiro, una cordata come nelle migliori rivoluzioni calcistiche e la creatività di uno tra i cuochi più riconosciuti del panorama sudamericano, per regalare a via Panfilo Castaldi, al civico 28, un’altra finestra sul mondo; almeno gastronomico. Questo è MiTù – Spirit of Colombia: una delle ultime aperture della primavera/estate 2021, una vera e propria sfida sia per l’imponente investimento che per la particolarità della cucina alla quale si si è ispirati; senza contare il salto nel vuoto di un periodo difficile come quello post secondo lockdown. Si trova in una zona, che vanta già una multietnicità culinaria tra le più fervide di Milano, da pochi mesi ha aperto le sue porte anche alla Colombia e propone una cucina lontana dalla tipicità del paese originario, ma nel complesso un angolo di esotica avventura nella capitale meneghina.

Mitù, un angolo di Colombia nel cuore di Milano
A Milano sono già tutti pazzi per MiTù
Già oggi, a poco più di metà anno dall’avvio del locale, è necessario prenotare da Mitù in anticipo per trovare posto. E non stiamo parlando di un locale da pochi coperti. I menu sono stati studiati con un’icona della cucina colombiana: Alvaro Clavijo, li realizza per Mitù lo chef residente, Josè Narbona Rodriguez. Lui è spagnolo, cittadinanza italiana, ma con metà cuore colombiano, cultore di questa cucina e dei suoi ingredienti.
Una cordata d’eccezione per Mitù
Della cordata si diceva: ebbene patron del progetto è Ivan Cordoba, il famoso ex calciatore colombiano in forza per tanti anni all’Inter, suo fratello Andrès Cordoba, architetto, che ha ideato gli ambienti e studiato gli arredi per conferire al locale la sua speciale atmosfera sudamericana, e Luca Monica, uno che con i sapori, gli ingredienti e le eccellenze gastronomiche mondiali si dà del tu, avendo lavorato nella migliore distribuzione di prodotti e materie prime per molti anni.

Entrare al Mitù è come fare un viaggio
Pani al formaggio, involtini in foglie di platano, frutti come il lulo o la granadilla. Nomi, e soprattutto sapori, a noi italiani, per lo più sconosciuti. Provare un ristorante colombiano a Milano è sicuramente fare un’esperienza di viaggio restando entro il raggio chilometrico che si può compiere a piedi, o tutt’al più in auto o con mezzi pubblici.
Una sfida ampiamente vinta
«Inizialmente è stata un po’ una sfida, perché molti piatti sono rivisitati, e dobbiamo ammettere che la comunità colombiana era scettica – confida il manager Andrea Beccaceci - Ma a pochi mesi dall’apertura, in un periodo non facile, possiamo dirci soddisfatti di aver vinto l’ambiziosa sfida e le iniziali perplessità. Oggi sono tanti, tra colombiani, italiani e amanti della cucina internazionale a frequentare il MiTù per una cena completa, per degustazioni o per apertivi».
Un locale esotico e accogliente
Personalmente, entrando ho già la sensazione di entrare in una dimensione parallela: sia per l’arredamento esotico del ristorante, tra maschere, quadri e mobilio direttamente giunto dalla Colombia, colori caldi della natura selvaggia e trionfo di odori inebrianti. Tutto molto raffinato, elegante, ma allo stesso tempo informale e accogliente. Sicuramente la forma non è lasciata al caso. Ma qui si viene per mangiare. Vediamo.
Un menu da scoprire
Si consiglia, per chi prova la Colombia per la prima volta il menu degustazione “Scopri la Colombia” con qualche variante, secondo le improvvisazioni dedicate dallo chef a un “viaggio” personalizzato.
Negli antipasti la proposta non può non annoverare la Granadilla arricchita da un morbido impasto di leche de tigre e anacardi. La Granadilla è un frutto subtropicale che Mitù serve con una salsa di leche de tigre (latte di tigre, bevanda altamente ricostituente dall’intenso sapore, ma molto fresca) e anacardi che ne conferiscono un gusto corposo. Altro antipasto (fuori menu), davvero sfizioso è l’ ”Ostrica in tempura con nero di seppia, latte di cocco, mandorle e cipolla caramellata” che unisce il piacevole gusto sapido del frutto di mare alla dolcezza leggera e profumata del cocco e delle mandorle, amplificandone i sentori con la sferzata intensa della cipolla caramellata. Stuzzicante, molto piacevole e saporito, l’assaggio composto da “Pannocchie baby, maionese di burro di nocciole, queso costeno” (formaggio di latte vaccino).
Il Tamal con pomodoro e melanzane del MiTù è, per capirci fra italiani, una sorta di “involtino” (tamal: “avvolto”): qui la proposta differenzia dal tipico piatto che è composto da carne. La scelta delle melanzane e del pomodoro, come ingrediente principe, lo rende particolarmente leggero e fresco.
Molto saporito e “divertente” l’assaggio di due pietanze in una nel piatto “Patacones in salsa guacamole e pastrami di lingua”: il patacon è piatto tipico di diversi paesi dell'America Latina, a base di pezzi di platano verde, appiattiti e fritti, mentre il pastrami è un modo di servire dei tagli di carne a mo’ di sandwich, qui si sceglie la lingua, si va a condire il mezzo-sandiwich di patacones con salsa guacamole.
Empanada di pulled pork e aji di tomate de arbol: una tipica ricetta dell’America latina per uno “snack” gustoso e veloce da mangiare, composta da carne “avvolta” (o "empanada") solitamente da pane di farina di mais, da “pucciare” nella salsa piccante aji che, si direbbe in Colombia, è come il cacio sui maccheroni.
Il piatto forte è il Pusandao
Il piatto forte, chiesto in misura ridotta per poter affrontare il resto della degustazione è il “Pusandao di pesce, igname, platano e yuca”. Si tratta di una zuppa, in questo caso di totani in un mix di sapori esotici, che variano tra le note dolci e quelle più pungenti delle piante di igname, platano e yuca e delle diverse spezie utilizzate. A portata intera può anche valere da piatto unico.

Il Pusandao, piatto forte del MiTù
Altri piatti principali variano dal menu di carne a quello di pesce.
Delicatissimo il “Sashimi di tonno, anguria e portulaca” che equilibra i suoi sapori, freschi, tra il dolce dell’anguria e l’amarognolo dell’erba aromatica della portulaca.
Il controfiletto la portata più intrigante
Spinto e convincente il “Controfiletto alla brace con purea di Pipian e salsa posta negra”: sapori corposi e decisi, da gustare singolarmente, e insieme. Il consiglio è di accompagnarlo a un buon bicchiere di marsala secco (Vergine, Marsala secco, vintage 2004, Heritage – Francesco Intorcia) che ne amplifica i toni. Decisamente la portata più interessante del menu.
In tavola “Pan de yuca e formaggio” e “Almojabana, pane colombiano e formaggio”: gran bontà, uno tira l’altro.
Dessert: Granita di lulo, guanabama e meringa. Ottima la cantina.
Mitù
Via Panfilo Castaldi, 28, 20124 Milano MI
Tel. 02 49404925
mitu-restaurant.com