Nuovo corso anche in cucina al Cafè Romano dell’Hotel d’Inghilterra, lo storico 5 stelle della Collezione Starhotels, dopo il complesso restyling dell’intera struttura che ha consolidato il suo legame con la storia. Gli ambienti, al piano terra, sono stati ampliati e collegati alla lobby, mentre l’arredo vintage con pezzi di design, i colori sfumati e l’illuminazione creano un’atmosfera di sobria eleganza. «Questa dimora storica ha una vocazione speciale all’ospitalità che ha attraversato il tempo - dice il general manager Massimo Colli, da sempre il volto dell’accoglienza - ma la tradizione vuole incontrare la contemporaneità per celebrare lo stile, il gusto e l’ospitalità italiana». Come in tutta la struttura, sono stati salvaguardati gli elementi architettonici storici e restaurati i preziosi mobili d’antiquariato.

La sala del Cafè Romano dell’Hotel d’Inghilterra
Un ritorno alle origini della cucina regionale
Il menu, con una rinnovata offerta gastronomica, vuole tornare alle origini della cucina regionale che punta all’eccellenza di un agroalimentare di qualità, da gustare in un luogo speciale, un salotto che dalla fine dell’800 ha visto passare tanti personaggi che hanno fatto la storia. «Proponiamo un ritorno alle origini - racconta l’executive chef Andrea Sangiuliano - in sintonia con l’offerta del nostro territorio che mi ha insegnato il valore dell’autenticità. Raccontiamo la stagione con delicatezza e creatività, esaltando ogni singolo ingrediente senza appesantire il palato, e in ogni momento della giornata, per un pranzo di lavoro, un tè pomeridiano o una cena romantica».
Dalla lounge al rooftop: l’esperienza del gusto a ogni ora
Per l’aperitivo o il dopocena, invece, c’è il Cafè Romano Lounge Bar, dalla suggestiva atmosfera, con una drink list sofisticata, sempre con la mixology d’autore firmata da Angelo Di Giorgi, accompagnata da una carta di snacks. In alternativa, c’è il nuovo cocktail bar sul panoramico rooftop. La carta è agile a pranzo, mentre per la cena la proposta diventa più strutturata, con tutta la creatività dello chef che combina ricette regionali italiane con un tocco moderno e creativo, soprattutto spaziando tra i sapori laziali. Da provare il Carpaccio di marmora dei nostri mari alla puttanesca; il Calamaro ripieno; la Pizza al padellino in diverse varianti; il Fusillo del Pastificio Mancini al ragù nero di seppie; la Tajine di pollo ruspante alla romana con patate novelle.
Alcuni piatti del Cafè Romano Lounge Bar
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Il menu del Cafè Romano vuole tornare alle origini della cucina regionale che punta all’eccellenza
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Il menu autunnale del Cafè Romano racconta la stagione con delicatezza e creatività
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Tra i piatti della cena, invece, l’Insalata di rape rosse marinate al latte di mandorla, con erbe di campo e limone; la Tartare di manzo “La Nostra” con loti e noccioli del viterbese; il Fiore di zucca croccante con cuore cacio e pepe; i Tubetti Mancini in salsa di coda e fonduta di Caciocchiato di Formia; i Tagliolini Cacio e Pepe con gamberi rossi, lime e menta e, per chi ama i piatti green, la Bistecca di cavolfiore, salsa e croccante di nocciole tonde romane. I pani sono fatti in casa e la carta dei dolci è invitante. In omaggio all’autunno è da provare un audace dessert al fungo porcino, nella forma e nel sapore. Competente e articolata la carta dei vini con molte referenze internazionali. Oltre agli ambienti interni, con 40 sedute, il dehor su via Borgognona ne comprende altrettante, per godere delle giornate di sole che Roma regala anche durante le stagioni fredde.

La terrazza del Cafè Romano Lounge Bar
La filosofia di Andrea Sangiuliano
Andrea Sangiuliano, romano e figlio d’arte, vanta un percorso articolato in tutta Europa, dall’Hotel de Russie a Roma con Fulvio Pierangelini, all’Hotel Beau Rivage a Losanna. «Con la mia cucina cerco di esaltare le grandi materie prime con mano leggera - dice - come nel Carpaccio di marmora, pesce azzurro meno valorizzato, esaltato dai sapori mediterranei come capperi, polvere di pomodoro e olive. Il protagonista è sempre il prodotto, mentre gli costruiamo intorno un’armonia di sapori nel rispetto di ciò che la natura offre con il ciclo delle stagioni. Come le castagne dei Monti Cimini nel ragù di cinghiale nelle nostre Pappardelle, o le nocciole romane Igp che con i loti maturi impreziosiscono la Tartare di manzo. Rispettiamo anche i grandi classici: la Carbonara, l’Amatriciana, la Cacio e Pepe, la Cacciatora, i Maritozzi dolci e salati, sempre con un tocco leggero che non tradisce i sapori di sempre».

Lo chef Andrea Sangiuliano
Una dimora di storia e ospitalità
Ben pochi luoghi a Roma possono vantare una storia prestigiosa quanto quella dell’Hotel d’Inghilterra, nato per offrire ospitalità ai viaggiatori del Gran Tour in visita ai nobili romani. Ideale la sua posizione per scoprire le zone più belle della città, a pochi passi da Piazza di Spagna e dall’elegante via Condotti. Fu dalla finestra della stanza 130 che il filosofo e politico Vincenzo Gioberti, nel 1848, incitò il popolo a battersi per la propria indipendenza, ed è qui che, nel silenzio della sua camera, Alexander Dumas scrisse Il Conte di Montecristo.

La facciata esterna dell’Hotel d’Inghilterra, lo storico 5 stelle della Collezione Starhotels
Ma da allora vi hanno soggiornato tante altre celebrità internazionali delle arti, come Oscar Wilde, Mark Twain, Ernest Hemingway, Hans Christian Andersen, Henry James, Elizabeth Taylor, Gregory Peck e Audrey Hepburn.
V. Bocca di Leone 14 00187 Roma