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Mangiare nel cielo di Milano? Al Voya Rooftop, il locale più alto della città

Tra sushi d’autore e piatti che rileggono la cucina milanese, il Voya Rooftop unisce due anime gastronomiche in un percorso pensato per convivere con la mixology e trasformare la cena in un’esperienza a 360°

di Manuel Del Vecchio
Giornalista
 
12 dicembre 2025 | 08:30

Mangiare nel cielo di Milano? Al Voya Rooftop, il locale più alto della città

Tra sushi d’autore e piatti che rileggono la cucina milanese, il Voya Rooftop unisce due anime gastronomiche in un percorso pensato per convivere con la mixology e trasformare la cena in un’esperienza a 360°

di Manuel Del Vecchio
Giornalista
12 dicembre 2025 | 08:30
 

Milano torna a guardare verso il cielo: letteralmente. Lo skyline della città meneghina si arricchisce di un indirizzo che punta in alto, di nome e di fatto: Voya Rooftop, il locale più elevato della città, pronto a imporsi come nuovo punto di riferimento per chi cerca food experience, mixology, networking e intrattenimento con vista mozzafiato. Siamo al ventesimo piano della Torre WJC in zona Portello, dove prende forma un format contemporaneo che unisce ristorante, cocktail bar di livello e location eventi aperta sulla città.

Mangiare nel cielo di Milano? Al Voya Rooftop, il locale più alto della città

L‘ingresso di Voya Rooftop

Un’esperienza gastronomica dal respiro internazionale

La cucina di Voya Rooftop nasce con l’idea della condivisione e di un gusto moderno che guarda al mondo. La proposta culinaria mette insieme l’arte delicata del sushi di Satoshi Hayashi, che porta l’essenza della tradizione giapponese con nigiri, maki e sashimi dal taglio impeccabile, e la visione contemporanea dello chef Paolo Grassi, che firma piatti pensati per convivere armoniosamente con l’esperienza cocktail e perfetti da condividere al tavolo. Il menu è flessibile, elegante, studiato per accompagnare la serata dall’aperitivo alla notte avanzata. Durante la nostra visita abbiamo provato sia l’anima orientale che quella milanese, fra tradizione e voglia di innovare, della cucina.

Mangiare nel cielo di Milano? Al Voya Rooftop, il locale più alto della città

La sala di Voya Rooftop

La degustazione è cominciata con un dei Teriyaki Chicken Roll: riso bianco, pollo, salsa teriyaki, maionese ed erba cipollina. L’anima orientale, appunto. Subito “bilanciata” dai Mondeghili Voya: le iconiche polpettine di bollito fritte lombarde qui sono servite come se fossero un finger food. Dimensioni leggermente ridotte, gusto ugualmente caratteristico. Frittura eseguita bene che rende croccante la panatura e ancora umido l’interno.

Dopo gli antipasti, uno dei piatti forti del menu: i Ravioli ai sapori di Milano. Dei ravioli di pasta fresca, con pasta stesa in cucina e fatti a mano uno ad uno, ripieni di ossobuco e crema allo zafferano. Chiudendo gli occhi la sensazione è quella di stare mangiando un classico e saporito risotto alla milanese. Notevole di menzione la pasta fresca, che con il suo spessore riesce a dare una buona masticazione a una preparazione, nelle consistenze e nei gusti, che va decisamente verso la morbidezza e la rotondità. Anche qui l’anima fusion è evidente e ben riuscita. Per concludere una cheesecake particolare: non cotta, con un biscotto sia alla base sia sbriciolato (un crumble) sopra, con aggiunta di menta. Questa freschezza si sposa molto bene con la netta acidità data da un gel di frutti rossi. Dolce molto goloso che per consistenza ricorda quasi un tiramisù.

Cocktail sartoriali e una drink list che racconta tecnica e identità

Dietro al bancone c’è la mano esperta di Agostino Crucitti, general manager e creatore della drink list. I suoi cocktail interpretano un equilibrio tra tecnica e personalità, tra signature e reinterpretazioni dei classici, pensati per accompagnare ogni momento, dal tramonto sulla città alla nightlife più intensa. Noi abbiamo avuto la possibilità di provarne diversi, tutti con grande personalità e molto beverini. L’High Five (rum, lychee, lime cordial, succo di lampone, vaniglia) e il VOYA Daiquiri (Trois Rivières rum, sciroppo di ananas grigliato, succo di lime e Chartreuse) i più interessanti, con un bouquet di sapori e profumi ben definiti. La carta vini, con etichette italiane e internazionali, completa l’esperienza e dialoga con i piatti con un approccio curato e senza eccessi.

Un progetto che guarda lontano

L’idea di Voya Rooftop nasce dalla visione di Emilio Minniti, che con Alessandro Chiericoni ha deciso di portare a Milano un nuovo modello di ospitalità ad alta quota. Minniti, classe ’92, arriva dal mondo PR dei locali di alta fascia e oggi lavora con un approccio che mette al centro le persone, il team e la qualità dell’ambiente di lavoro. Il locale è, per sua stessa definizione, un sogno che diventa realtà: un progetto identitario che non vuole fermarsi ai confini della città, ma guarda già all’internazionalizzazione e alla costruzione di un brand solido e riconoscibile.

Mangiare nel cielo di Milano? Al Voya Rooftop, il locale più alto della città

Emilio Minniti e Agostino Crucitti

«Abbiamo immaginato un luogo dove si mangia bene, si beve bene e soprattutto ci si sente parte di qualcosa» racconta. Impossibile non sentirsi parte di Milano con una vista del genere: dal VOYA si ha una vista quasi a 360 gradi sulla città. Sul lato destro si vede perfettamente San Siro, imponente e storico, mentre nelle giornate di sole, aguzzando lo sguardo, si arriva a vedere anche la Madonnina del Duomo. Emilio ha poi un occhio già rivolto al futuro: ad oggi il focus totale è su Milano, ma l’obiettivo a medio-lungo termine è quello di portare il VOYA anche all’esterno. Destinazioni possibili? Sicuramente Londra e Barcellona, per ora. D’altronde è proprio il nome, Voya, da Voyage, a suggerirlo.

La nuova Milano che corre: in arrivo un membership club per aziende

Voya Rooftop non vive solo di sera. Presto nascerà infatti un Day Time Membership Club pensato per accogliere fino a 300 aziende e diventare una piattaforma di incontro per professionisti, creativi e imprenditori. Sarà un luogo dove organizzare meeting, coltivare networking, ospitare eventi corporate e alimentare contaminazioni creative: un’idea che risponde al ritmo della Milano che pensa agli affari, che ha bisogno di spazi nuovi in cui idee e opportunità possano toccarsi a vista cielo. Emilio punta molto su questa vita diurna del locale: con la Membership sarà possibile organizzare incontri o pranzi di lavoro in una location esclusiva e che riprende appieno il concept della Torre WJC. Il VOYA non è il classico rooftop da hotel o contesti simili, ma svetta su un edificio fatto da uffici e mondo corporate: è proprio a questo target che si rivolge il Membership Club.

Eventi, press day e serate con vista

La vocazione del locale è dinamica e in continua evoluzione. VOYA offre una cornice ideale per eventi privati e corporate, press day, cene e after dinner dal taglio panoramico. La vista sulla città, insieme alla proposta food & beverage modulabile e alla comodità del parcheggio custodito ai piedi della torre, rende lo spazio particolarmente adatto a serate aziendali e long night experiences. A completare il quadro ci sono dj set e musica dal vivo, che animano le serate dal mercoledì alla domenica. Il venerdì e il sabato la serata è prioritaria per gli ospiti già presenti per la cena. Emilio ci tiene a sottolineare che non è una discoteca, ma una lounge dinamica: niente caos ma un posto fuori dal comune dove passare una serata leggera, nel cibo e nell’entertainment.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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