Dopo 115 anni di attività, il ristorante Posta di Sant’Omobono Terme, in località Selino Basso, ha chiuso ufficialmente a partire da mercoledì 7 gennaio. La data è fissata per gennaio, quando si concluderà una storia iniziata nel 1910 e profondamente intrecciata con la vita del paese. Alla guida del locale ci sono oggi le sorelle Petronilla e Luisa Frosio, pronipoti del fondatore Carlo Frosio, che hanno annunciato la decisione motivandola con il naturale trascorrere del tempo.

Il Posta: un ristorante storico che chiude dopo oltre un secolo
«Abbiamo deciso di chiudere io e mia sorella principalmente perché siamo in età da pensione; anzi, ormai abbiamo raggiunto la pensione», racconta Petronilla Frosio. «Non abbiamo continuità, perché non abbiamo figli, quindi abbiamo ritenuto che fosse giusto prenderci un po’ di vita diversa da quella che abbiamo sempre condotto. È stata una vita meravigliosa, un’esperienza davvero preziosa». «Ci dispiace dover chiudere un ristorante con oltre 115 anni di storia - continua - perché prima di essere qui in questo stabile, i nostri nonni gestivano una locanda nelle vicinanze. Non sappiamo esattamente quando sia iniziata la nostra attività di ristoratori, ma è giunto il momento di fermarci».
Una storia di famiglia lunga quattro generazioni
Nei primi anni del Novecento, l’edificio che ospita il ristorante Posta era un vero polo di servizi per la comunità: oltre all’osteria, vi trovavano spazio l’ufficio postale, lo studio del notaio e del geometra, lo studio dentistico e persino il primo sportello della Banca Popolare di Bergamo in Valle Imagna. Un ruolo che ha reso il locale un punto di riferimento non solo gastronomico ma anche sociale.

Posta: la sala
Dopo il fondatore Carlo, la gestione passò al figlio Luigi, nonno di Petronilla e Luisa, e successivamente alla moglie Gemma Manzoni. Nel secondo dopoguerra fu il turno di Sperandio Frosio, padre delle due sorelle, che accompagnò il ristorante nella modernità. Petronilla e Luisa subentrarono in un secondo momento, quando i loro progetti iniziali erano diversi.
Un ristorante come una casa
Negli ultimi mesi il locale ha vissuto una sorta di festa di addio: «Sono venuti tutti i nostri clienti, ci sono stati pianti, abbracci, baci… è stato meraviglioso, perché abbiamo raccolto i frutti del nostro lavoro e della dedizione che abbiamo dato a questo ristorante», racconta Petronilla. «Il ristorante era diventato come una casa per tutti - aggiunge -. Qui la gente ha festeggiato i momenti più importanti della propria vita: la prima sera che si sono incontrati, battesimi, cresime, comunioni, matrimoni. Ora ci dicono: “E adesso come faremo?”, perché probabilmente ci consideravano eterni». Nonostante la chiusura, le sorelle non smetteranno di lavorare: «Abbiamo ancora un albergo a Bergamo, a cui ora ci dedicheremo, ma senza l’operatività intensa che avevamo qui, dalla mattina alla sera».

Le sorelle Petronilla e Luisa Frosio
Per quanto riguarda gli episodi più significativi: «La cosa più bella è stata vedere la felicità della gente quando veniva. Le nostre serate non finivano mai solo con la cena, ma continuavano davanti al camino, chiacchierando. È stato un modo per conoscere e apprezzare la Valle. Non c’è un episodio singolo, ma tante storie individuali dei nostri clienti. È stato bello vedere che anche i nipoti di quei clienti, oggi ventenni, sono venuti a salutarci e festeggiarci. Probabilmente abbiamo dato loro qualcosa di più di un semplice piatto: era soprattutto un’esperienza, un legame umano».
Posta, quale futuro?
Le sorelle Frosio sperano che qualcuno possa subentrare: «Stiamo valutando diverse possibilità e speriamo che l’attività continui, perché funziona molto bene e sarebbe un peccato per il paese veder chiudere ancora un’altra porta».