Con l’apertura del Corinthia Rome, cinque stelle riaperto dopo un restauro pluriennale dell’ex sede della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento, Carlo Cracco sbarca a Roma e lo fa con un progetto che lo mette al centro della scena gastronomica dell’hotel. Nel palazzo affacciato su Campo Marzio prende infatti vita Viride, il suo ristorante signature romano. Ma l’apertura del fine dining è solo una parte del disegno: Cracco, infatti, come vi avevamo anticipato il 17 luglio 2023, si occuperà dell’intera proposta food & beverage dell’albergo, coordinando cucina e identità dei diversi spazi insieme alla brigata guidata dall’executive chef Alessandro Buffolino.
La hall del Corinthia Rome
Tre spazi, un’unica regia
Oltre al già citato signature, dove la cucina italiana contemporanea rappresenta la sintesi più diretta della sua visione, il progetto comprende altri due format che completano l’offerta dell’hotel. C’è Piazzetta, affacciata sul cortile interno, che propone una cucina romana tradizionale disponibile durante tutta la giornata, pensata per un pubblico più ampio e trasversale. E poi c’è Ocra, il bar dell’albergo, con una carta di drink e piatti leggeri, ospitato in uno degli ambienti storici progettati nel 1914 da Marcello Piacentini.
La sala del ristorante Viride
«Approdare a Roma - ha spiegato lo chef all’Ansa - è molto bello. Non vedevo l’ora, e veramente è un’esperienza bellissima perché comunque dà la possibilità di toccare un po’ quello che è il cuore pulsante del Paese. E poi siamo davanti al Parlamento, e a Campo Marzio. Ma nonostante una cornice così istituzionale, il ristorante proporrà tre formule per renderlo accessibile a un pubblico più vasto». Insomma, tre spazi diversi, un’unica regia, per coprire momenti e linguaggi differenti all’interno dello stesso indirizzo.
La linea gastronomica di Viride
Quanto al menu del suo ristorante, l’impostazione non punta su un omaggio didascalico alla tradizione romana, ma su un terreno di incontro tra la propria storia e il contesto in cui si inserisce oggi questo progetto. Una proposta che si traduce nel menu degustazione (a 220 euro). Tra le portate compaiono infatti l’insalata russa alla romana, l’ostrica in retina di maiale e salsa agra, l’asparago bianco e verde con brodo, il bruscitt alla romana con agnello e carciofi, lo spaghettino alla carbonara di tuorlo marinato, il risotto calamaretti a spillo e polvere di nero, la triglia con bruscandoli, fino all’hosomaki di coda alla vaccinara. A chiudere, un predessert e il soufflé caramellato al cioccolato guanaja.
La cucina del ristorante Viride fonde cultura milanese mia e veneta in un ambito romano
«Abbiamo cercato di fondere un po’ di cultura milanese mia e veneta in un ambito romano - ha spiegato lo stesso chef, sempre all’Ansa. Sul territorio ho trovato tanto di buono, ma c’è un prodotto che è la cosa più buona del mondo: il carciofo romanesco. Ne sono innamorato e ci aiuterà a trasmettere un senso di appartenenza, e di aggregare tutti con la passione che ci trasmette questo mestiere del fuoco».
Il restauro dell’ex sede della Banca d’Italia
Tornando all’hotel, il restauro ha riportato in vita l’ex sede della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento. Acquisito nel 2019 dai Reuben Brothers, l’edificio è stato oggetto di un intervento pluriennale che ha interessato 9.700 metri quadrati distribuiti su sette livelli, con un lavoro accurato di recupero delle strutture e dei dettagli originari. Marmi, affreschi e legni intagliati sono stati preservati e restaurati, mentre il progetto di interior firmato da G.A Design ha riorganizzato gli spazi adattandoli alla nuova funzione alberghiera.
Una delle suite del Corinthia Rome
Tra le trasformazioni più significative c’è quella del caveau, oggi riconvertito in spa con tre sale trattamenti e due plunge pool. Il risultato è un cinque stelle da 60 camere, di cui 21 suite, che conserva l’impianto architettonico storico ma ne ridefinisce completamente l’uso. Le prenotazioni sono disponibili da sabato 28 febbraio. «Siamo nel centro di una città - ha sottolineato Danilo Zucchetti, managing director di Corinthia Rome - che sta vivendo un notevole rinnovamento nel panorama dell’hotellerie. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento non solo per gli ospiti internazionali, ma anche per i cittadini, che qui troveranno l’arte dell’accoglienza declinata in tutte le sue forme».
Il gruppo Corinthia
Dietro il progetto, ricordiamo, c’è Corinthia Hotels, marchio controllato da International hotel investments (Ihi), società quotata specializzata nello sviluppo, proprietà e gestione di hotel e real estate. Il gruppo ha un capitale emesso di 615 milioni di euro e un patrimonio immobiliare valutato 1,9 miliardi di euro, numeri che restituiscono la dimensione dell’operazione romana. Nel dettaglio, Ihi possiede e gestisce direttamente 23 hotel, ha 6 strutture tra design e completamento e affianca all’attività alberghiera anche lo sviluppo, la proprietà e la valorizzazione di immobili a uso ufficio, retail e residenziale. La presenza è distribuita in 16 Paesi.
Piazza del Parlamento 18 00186 Roma