In Italia, grazie all’immensa ricchezza della nostra cultura enogastronomica, ci sono prodotti tanto importanti, simbolici e popolari, che si è pensato di raccontarne storia e curiosità in decine di piccoli e insoliti musei, dal Nord al Sud della penisola. Approfittiamo di queste giornate d’inizio primavera per andare alla scoperta di alcuni veramente golosi e per far scorta di prelibatezze per la Pasqua ormai imminente.
Un viaggio affascinante tra sapori, saperi e memorie
Questi curiosi musei - spesso tenuti in vita da appassionati e privati - non solo raccontano la storia e le particolarità di prodotti iconici o di perle del territorio, ma custodiscono oggetti, attrezzature e testimonianze che documentano la passione e l’impegno tramandati da generazione in generazione. Visitarli luoghi significa immergersi in un viaggio affascinante tra sapori, saperi e memorie, scoprendo come la tradizione continui a rinnovarsi attraverso gesti antichi e attenzione per la qualità. La tavola - si sa - è il cuore della convivialità, un punto d'incontro dove si intrecciano cultura, tradizioni, valori, piaceri autentici, e proprio per questo la cucina italiana è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Il suo valore profondo si percepisce appieno soprattutto in occasione delle festività, quando il cibo diventa protagonista di una ritualità e di una cultura tramandata da generazione a generazione, capace di evocare ricordi, rafforzare legami familiari e sociali, trasferire valori ai giovani.
Loison Museum, Costabissara (Vi)
Chi è appassionato di pasticceria non può non regalarsi una visita al Loison Museum, annesso all’omonima e pluripremiata azienda artigianale di Costabissara (Vi) in Veneto, fondata nel 1938 dalla famiglia di Dario Loison, grande e famoso Maestro che custodisce e rinnova l’arte della pasticceria italiana con ricette autentiche, lavorazioni lente e materie prime di altissima qualità.
Antichi strumenti di pasticceria, documenti e curiosità provenienti da tutto il mondo ricostruiscono il percorso della pasticceria artigianale italiana
Il museo, unico nel suo genere, è stato creato da Dario, che dagli Anni 90 ha collezionato in tutto il mondo migliaia di oggetti e documenti relativi all’arte bianca e alla pasta lievitata e ha poi deciso di esporli per condividere con appassionati e curiosi il suo amore per la pasticceria. In un piacevole e curioso un percorso plurisensoriale, vi si ammirano macchinari provenienti da un antico laboratorio di pasticceria, utensili per la lavorazione delle materie prime e la decorazione di torte, centinaia di oggetti e documenti relativi all’arte bianca e alla pasta lievitata che rievocano tradizioni e saperi di una volta.
Utensili, macchinari e oggetti storici raccontano l’evoluzione dell’arte dolciaria all’interno del Loison Museum
Fra le curiosità, antichi vetri per aromi, una macchina per incartare caramelle e una collezione di gettoni del pane, sostituti dei soldi che venivano prodotti da enti di assistenza, per garantire ai bisognosi una razione di pane: su di essi era indicato il quantitativo che spettava a ciascuno (1 kg, 1/2 kg di pane o 1 pagnotta intera). Uno spazio è riservato alla storia del panettone, che viene ripercorsa con documenti, cartoline, locandine, riviste e le antiche cappelliere porta panettone.Uno spazio è riservato alla storia del panettone, che viene ripercorsa con documenti, cartoline, locandine, riviste e le antiche cappelliere porta panettone.
Tra macchine d’epoca, stampi e oggetti del passato, il museo racconta come nascono panettoni, colombe e altri grandi lievitati della tradizione dolciaria
Uno spazio è riservato alla storia del panettone, che viene ripercorsa con documenti, cartoline, locandine, riviste e le antiche Fra gli altri, sono esposti, macchinari provenienti da un antico laboratorio di pasticceria, cartoline, stampe, illustrazioni, manifesti e una curiosa collezione di gettoni del pane che venivano prodotti da enti di assistenza che elargivano ai bisognosi una razione di pane: su di essi era indicato il quantitativo che spettava a ciascuno,1 kg, 1/2 kg di pane o 1 pagnotta intera. Novità è, accanto alla Biblioteca, l’Archivio Bibliografico Loison, che raccoglie libri, ricerche, pubblicazioni in cui il marchio Loison e l’azienda vengono menzionati.
SS. Pasubio 6 36030 Costabissara (Vi)
Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro, Capriolo (Bs)
Creato nel 1986 da Gualberto Ricci Curbastro (e in continua evoluzione) all’interno del complesso della sua cantina di Capriolo, è un museo “vivo”, che trasmette saperi e conoscenze, con l’obiettivo di salvare dall’oblio e rendere fruibile la memoria materiale e immateriale del lavoro agricolo e vitivinicolo della Franciacorta, all’interno di una realtà produttiva ancora attiva dopo 18 generazioni.
Attrezzi agricoli, documenti storici e strumenti di cantina raccontano secoli di viticoltura della Franciacorta nel Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro
Con le sue migliaia di oggetti, la ricca biblioteca con oltre 2500 volumi e un importante patrimonio documentario (composto da archivi storici, fotografie, libri antichi, stampe e testi fondamentali per la storia dell’agricoltura e della viticoltura), il museo si pone come punto di riferimento di un sistema di valori che unisce esperienza produttiva, inclusione sociale, competitività e sostenibilità, in un dialogo continuo tra memoria e innovazione.
Nelle sale del museo sono esposti antichi strumenti enologici e testimonianze della cultura del vino, custodite dalla famiglia Gualberto Ricci Curbastro
Perciò i visitatori sono guidati nella visita da personale appositamente formato, che illustra gli oggetti esposti nelle varie sale, narra tradizioni, risponde a domande e curiosità. Grazie ad un ampio progetto di catalogazione e digitalizzazione, sono inoltre accessibili online centinaia di schede di oggetti, volumi della biblioteca e fondi d’archivio. Di particolare interesse la Sala dell’Enologia, ricca di oggetti a volte unici ed attrezzature. La visita si conclude in cantina, dove sono esposti pregiati pezzi, con l’illustrazione del ciclo di produzione del Franciacorta Docg e degustazione di uno o più vini. Volendo, ci si può fermare nello spaccio per acquisti di vini e prodotti aziendali.
Il progetto “Due Totem” del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro unisce la scultura di Andrea Gandini a un totem multimediale che racconta la storia della famiglia e della Franciacorta
In occasione del suo quarantesimo anno di attività, accanto ad un ricco calendario di eventi in programma per tutto il 2026, è stato realizzato il progetto “Due Totem”, un dialogo simbolico e concreto tra scultura e tecnologia, ovvero tra un albero secolare del parco trasformato in opera d’arte da Andrea Gandini (che ha scolpito nel suo tronco ormai secco una scultura monumentale alta oltre 5 metri, capace di raccontare 165 anni di storia familiare) e un totem multimediale interattivo all’interno degli spazi del museo, pensati per raccontare la storia, i valori e il patrimonio culturale della famiglia Ricci Curbastro e della Franciacorta.
Via Adro 37 25031 Capriolo (Bs)
Museo del Cioccolato Antica Norba, Norma (Lt)
La storia del cioccolato, infarcita di curiosità ed aneddoti, viene raccontata nel Museo del Cioccolato Antica Norba di Norma (Lt), in Lazio. Il cioccolato, considerato dall’antica civiltà dei Maya “bevanda degli Dei” e portato nel Vecchio Continente da Cristoforo Colombo, inizialmente è una bevanda esclusiva delle corti.
Nel Museo del Cioccolato Antica Norba il percorso racconta la storia del cacao, dalle civiltà precolombiane fino alla diffusione del cioccolato in Europa
Solo alla fine dell’Ottocento trova una sua più ampia diffusione e anche in Italia se ne diffonde una vera e propria cultura. Nel museo sono illustrate - con belle ambientazioni - le fasi di lavorazione dei semi della pianta (Theobroma cacao), dalla piantagione alla raccolta fino all’essicazione ed alla tostatura.
Il Museo del Cioccolato Antica Norba espone confezioni storiche, utensili e oggetti che raccontano l’evoluzione del cioccolato tra artigianato e industria dolciaria
Inoltre sono esposti centinaia di oggetti ed attrezzi, fra cui antiche stampe, vecchie confezioni, bilance e cioccolatiere provenienti da tutta Europa. Curiosa è la ricostruzione di un’antica fabbrica di cioccolato con i macchinari originali, che permette di conoscere come un tempo veniva prodotto. Completa il percorso un’area destinata allo shopping che in questo periodo è un tripudio di uova di cioccolato, l’immancabile dono pasquale atteso da piccoli e grandi, e di deliziosi ovetti pasquali di cioccolata o confettati.
Macchinari d’epoca, bilance e cioccolatiere storiche ricostruiscono le antiche tecniche di lavorazione del cacao nel Museo del Cioccolato Antica Norba
E poi vi si trova cioccolato declinato in innumerevoli maniere, dalle classiche tavolette a prodotti curiosi, come la pasta con il cacao, a testimoniare la versatilità di questo eccellente prodotto sempre più usto anche in gastronomia, e non solo in pasticceria. Volendo si può partecipare a una veloce e divertente Scuola del Cioccolato (su prenotazione).
Museo del Cioccolato Antica Norba
Via Capo dell’Acqua 20 04010 Norma (Lt)
Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera, Sulmona (Aq)
Un altro classico di Pasqua sono le cosiddette uova di gallina multicolori, con il guscio di confetto e l’interno di cioccolata dolce o amara. Ne sono specialisti alla Confetti Pelino, fra le più rinomate aziende di Sulmona (Aq), nata nel lontano 1783, che produce confetti di ogni genere e per ogni festività. All'interno della raffinata palazzina liberty della storica fabbrica, il Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera raccoglie macchinari, antichi cimeli e rari oggetti sull’arte confettiera, tipica della zona e risalente al XV secolo, quando già venivano realizzati con i confetti dei cestini, dei fiori e dei grappoli. Una curiosità: l’uso dei confetti è molto antico, poiché già i romani li usavano per festeggiare nascite e matrimoni.
Documenti, brevetti e cimeli storici del Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera testimoniano il legame tra famiglia Pelino e la tradizione confettiera locale
Fondato nel 1988 e monumento nazionale dal 1992, è un unicum nel panorama dei musei dedicati alla cultura materiale. Si sviluppa su due piani e attraverso strumenti, macchinari e una ricca collezione, celebra la tradizione confettiera di Sulmona e i suoi maestri artigiani attivi fin dal tardo Medio Evo, che hanno contribuito a rendere la città celebre a livello internazionale. Nella prima si trovano l'albero genealogico della famiglia, antichi brevetti Pelino, diplomi, onorificenze e una collezione di bomboniere dei secoli XIX e XX, oltre a composizioni artistiche con confetti.
Al Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera macchinari storici e strumenti artigianali raccontano secoli di tradizione confettiera di Sulmona
La seconda sala raccoglie cimeli storici della fabbrica, tra cui confetti appartenuti a personaggi famosi, citazioni e un telaio per rosari. Vera rarità, nell'ultima sala è ricostruito un laboratorio settecentesco con gli strumenti utilizzati per la produzione, come una tostatrice, una filettatrice, vasi per ingredienti, mortai e tanto altro ancora. Un’altra curiosità sono alcune composizioni artistiche realizzate con confetti, testimonianza della tradizione artigianale della famiglia.
Via Stazione Introdacqua 55 67039 Sulmona (Aq)
Museo Agorà Orsi Coppini a San Secondo Parmense (Pr)
L’ulivo, con la colomba, è simbolo pasquale e l’olio è uno dei caposaldi della nostra cultura mediterranea. Il Museo Agorà Orsi Coppini di San Secondo Parmense (Pr) rappresenta un autentico centro culturale che ha come obiettivo la diffusione della conoscenza dell’olio e dell’olivo, elementi fondamentali nella storia del Mediterraneo. Dalla mitologia fino all’epoca contemporanea, il museo offre un percorso che celebra la passione e la dedizione per l’olio, incarnate da Anita e Americo Coppini, oliandoli fondatori dal 1946.
Il Museo Agorà Orsi Coppini racconta la storia dell’olio extravergine e della cultura dell’olivo nel Mediterraneo.
La tradizione della famiglia Coppini si è tramandata per tre generazioni e continua a vivere nel cuore dell’azienda. Americo Coppini, inizialmente mastro casaro, si è distinto per il suo impegno nel riportare l’olio extravergine in provincia di Parma. La sua vocazione era così profonda che veniva soprannominato il “missionario dell’olio”, viaggiando in bicicletta tra le campagne per far conoscere il vero extravergine e insegnare la degustazione ai produttori e agli appassionati.
Antichi strumenti di frantoio e macchinari per l’estrazione dell’olio illustrano l’evoluzione delle tecniche olearie nel Museo Agorà Orsi Coppini
Il museo si compone di tre aree principali: Spazio Anita dedicata alla storia dell’olio e ai sistemi di produzione meccanici, come il torchio e la pressa a leva; Spazio Americo dove sono esposti strumenti di produzione idraulici che illustrano l’evoluzione delle tecniche di estrazione dell’olio; Angolo di lettura dove è possibile ammirare un frantoio in pietra a due macelli, caratterizzato dalle pietre molari che rappresentano la tradizione artigianale.
L’Agorà tra gli ulivi, teatro all’aperto del Museo Agorà Orsi Coppini, ospita incontri ed eventi culturali immersi nella natura
Un elemento distintivo del museo è l’Agorà tra gli ulivi, un teatro all’aperto immerso in un parco naturale. Questo spazio unico ospita concerti, spettacoli e incontri, offrendo un’esperienza immersiva e culturale tra gli ulivi, simbolo di pace e longevità. Al museo (visitabile su prenotazione) è annesso un piccolo spaccio.
Strada dal Grugno 3/4 43017 San Secondo Parmense (Pr)
Museo del Culatello e del Masalén a Polesine Parmense (Pr)
Il culatello è il principe dei salumi, degno ad aprire alla grande, fra gli antipasti, il pranzo pasquale. Sono custodi dei segreti della sua preparazione fatta ad arte i fratelli Spigaroli di Polesine Parmense (Pr), che lo producono con la sapienza e le attenzioni di un tempo. Cominciò, 150 anni fa, il loro bisnonno Carlo, norcino di fiducia di Giuseppe Verdi, che li apprezzava a tal punto da scrivere agli amici “i miei migliori compagni di viaggio sono salami, culatelli, spalle cotte e il mio vino”.
La Galleria dei Culatelli, sotterranea e suggestiva, ospita salumi pregiati stagionati in umidità e penombra, alcuni dedicati a personaggi famosi
Trasferitisi sulle rive del Po e divenuti noti ristoratori e produttori, gli Spigaroli hanno aperto all’interno della loro Antica Corte Pallavicina il Museo del Culatello e del Masalén (il norcino) dove con foto, oggetti ed attrezzi, mappe e touch screen, viene raccontata la Terra del Culatello e le tradizioni del maiale, oltre che la storia degli Spigaroli. Il percorso continua con i Masalén, i norcini che tramandavano di padre in figlio l’arte della corretta macellazione del maiale. Si entra quindi nel mondo segreto del Culatello, salume prediletto da moltissimi personaggi famosi, da Giuseppe Verdi a Gabriele D’Annunzio a Giovannino Guareschi e, venendo a tempi recenti, a celebrities come re Carlo III d’Inghilterra e George Clooney.
Luca Rossi
Al Museo del Culatello e del Masalén foto, attrezzi e mappe raccontano la storia del culatello e delle tradizioni norcine della zona
Ultima tappa, la pantagruelica Galleria dei culatelli scavata sotto il palazzo, dove i pregiatissimi salumi stagionano nell’umidità e nella penombra, contrassegnati- alcuni- dai nomi degli importanti personaggi a cui sono destinati: uno spazio da percorrere in silenziosa contemplazione, prima di risalire fino alla sala dell’Hosteria del Maiale e del Culatello, dove si può degustare in un ambiente rustico ed accogliente da vecchia osteria di un tempo, e si possono acquistare pubblicazioni, oggetti, salumi, formaggi e i prodotti dell’azienda agricola.
Il percorso del Museo del Culatello e del Masalén si completa con degustazioni e l’Hosteria del Maiale, dove assaporare culatelli e prodotti locali
Chi cerca invece una cucina ricercata e raffinata può optare per le delizie di Massimo Spigaroli nel ristorante stellato Antica Corte Pallavicina. Il museo ha un’estensione open air chiamata Po Forest: un bellissimo percorso di 1,5 km, diviso in 12 tappe alla scoperta del bosco, della vegetazione di golena del Po.
Strada Palazzo due Torri, 3 43016 (Pr)
I 9 Musei del Cibo della provincia di Parma
Il Museo del Culatello e del Masalén è uno dei 9 Musei del Cibo della provincia di Parma, regno di prelibatezze, una rete unica nel suo genere in Italia: ospitati in castelli, edifici storici, location significative si trovano in un raggio di 50 chilometri dal capoluogo, insignito del titolo di “Città Creativa per la Gastronomia” dall’ Unesco. Raccontano la storia, la cultura e le tradizioni che stanno dietro ai prodotti che hanno reso celebre Parma e il suo territorio, contribuito a creare la Food Valley, ormai nota in tutto il mondo. Espongono complessivamente circa 5.000 oggetti. Solo qualche esempio.
Nel Museo del Parmigiano Reggiano un antico casello circolare ospita strumenti caseari e testimonianze che raccontano la nascita e la lavorazione del celebre formaggio
L’antica caldaia per il Parmigiano in rame a fuoco diretto della metàdell’Ottocento e le vetrine con la storia della grattugia al Museo del Parmigiano Reggiano di Soragna, il primo a nascere nel 2003, collocato in uno splendido casello, unico per l’insolita forma circolare, concesso dal principe Meli Lupi. Al Museo del Salame di Felino, ospitato nella suggestiva cornice delle antiche cucine del Castello che domina la valle, si trova la rossa insaccatrice gigante per salami oltre agli oggetti da lavoro e alla bicicletta e al tabarro del norcino. Al Museo del Prosciutto di Parma di Langhirano ci sono sali (diversissimi) provenienti da tutto il mondo oltre agli oggetti legati al sale di Salsomaggiore Terme: è collocato in una sede significativa, l’antico Foro Boario, appositamente ristrutturato per ospitare il museo. In questi tre musei si possono anche acquistare i rispettivi prodotti). Al Museo della Pasta di Collecchio A Collecchio (Corte di Giarola) si trovano, poi, un intero pastificio datato al 1850, perfettamente restaurato oltre al più antico campione di spaghetti conosciuto risalente al 1837.
Al Museo della Pasta sono esposti macchinari storici, utensili e documenti che raccontano l’evoluzione della produzione della pasta dall’Ottocento ai giorni nostr
E che dire della Fiat Topolino pubblicitaria del concentrato in tubetto Mutti o della collezione di 105 latte di conserva, tutte del 1938, del Museo del Pomodoro alla Corte di Giarola? Al Museo del Vino, allestito nelle cantine e nella ghiacciaia della Rocca Sanvitale di Sala Baganza, si possono ammirare anfore e rarissime brocche di vetro di epoca romana e bottiglie originali di vini parmensi (dal 1832 al 1909). Il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro (che ha anche una sede ad Albareto) ospita un’intera collezione di preziose stampe antiche, naturalmente a tema micologico, donate da Guido Soncini. A chiudere il circuito, è stato da poco aperto il Museo del Tartufo di Fragno nei suggestivi sotterranei del Municipio di Calestano. Simpatico il merchandising che collega fra loro i musei: t-shirt, asciugamani, shopper ed altro su cui è riportata per ciascuno una frase di un personaggio famoso legato al prodotto a cui è dedicato.