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Felice apre in centro a Roma: la cacio e pepe più famosa diventa “on the go”

Il locale ha aperto a due passi da Piazza di Spagna con un format rapido fra banco e consumo informale: un menu completo di cucina romana, dai primi ai secondi, pensato per chi vuole mangiare bene anche di corsa

 
02 aprile 2026 | 11:20

Felice apre in centro a Roma: la cacio e pepe più famosa diventa “on the go”

Il locale ha aperto a due passi da Piazza di Spagna con un format rapido fra banco e consumo informale: un menu completo di cucina romana, dai primi ai secondi, pensato per chi vuole mangiare bene anche di corsa

02 aprile 2026 | 11:20
 

La cacio e pepe più famosa di Roma - e “la migliore al mondo” secondo il New York Times - cambia passo senza cambiare pelle. È quella di Felice a Testaccio, dove (si dice) la mantecatura moderna di questo piatto ha preso forma, e che da oggi si può mangiare anche nel centro storico con un format più rapido. Si chiama Felice On the Go e ha aperto il 2 aprile in via delle Carrozze, a due passi da Piazza di Spagna, portando novant’anni di storia dentro una formula pensata per chi Roma la vive di corsa.

Felice On the Go ha aperto in via delle Carrozze a Roma
Felice On the Go ha aperto in via delle Carrozze a Roma

Un nuovo format nel cuore di Roma

Del resto, il passaggio è tutt’altro che casuale. L’insegna, rimasta sempre a gestione familiare, ha scelto proprio l’anno del novantesimo anniversario per allargare il raggio d’azione e confrontarsi con un contesto diverso rispetto a quello di Testaccio. Il cuore, come detto, resta lo stesso, ma cambia il ritmo. A raccontarlo bene è Franco Trivelloni, figlio di Felice: «Felice ha novant’anni di storia e per noi era il momento di affrontare una nuova sfida. L’idea è stata quella di ringiovanire una realtà storica come la nostra, aprendo in centro con un format più veloce ma mantenendo lo stesso modo di lavorare di sempre. Chi vuole mangiare la nostra cacio e pepe, o anche alcuni dei nostri piatti più rappresentativi, potrà farlo anche in modo più rapido, magari passeggiando per le pittoresche vie del centro storico, senza però perdere il legame con la tradizione di Testaccio».

La cacio e pepe di Felice On the Go
La cacio e pepe di Felice On the Go

E infatti, entrando nel nuovo spazio, si capisce subito che il progetto prova a tenere insieme due esigenze. Da una parte c’è la velocità, dall’altra la riconoscibilità. Il locale si sviluppa su circa 120 metri quadrati, con una prima sala che richiama volutamente l’ambiente originale di Testaccio - pavimenti, arredi, sedute in pelle bordeaux - e una seconda area con tavoli per una ventina di coperti. Il meccanismo è molto, molto semplice: si ordina al bancone, si ritira il piatto quando è pronto e si decide se fermarsi oppure uscire e continuare a camminare. Il tutto con la cucina a vista che scandisce i tempi, come a ribadire che il punto non è accelerare a tutti i costi, ma adattare il servizio. A questo, ovviamente, si lega anche il senso del nome On the Go, che non è soltanto una formula, ma un modo di stare dentro la città.

Il menu: i classici in versione agile

Nel menu, poi, le paste che hanno costruito la reputazione del ristorante: amatriciana, carbonara, gricia e la giù citata cacio e pepe, qui proposta a 13 euro. Accanto, una selezione di piatti che raccontano la cucina romana senza troppe deviazioni, dai supplì al carciofo alla romana, passando per lo “sfizio cacio e pepe” - per descriverlo, una frittatina di tonnarelli impanata e fritta - e le polpettine di bollito.

Ma anche le polpette al sugo e la trippa. Infine, i dolci, i grandi classici come tiramisù e crostata ricotta e visciole. Detto questo, il lavoro sulle materie prime resta identico a quello della sede storica, così come l’impostazione della cucina, che prosegue nella stessa direzione sotto la supervisione di Tommaso Antonacci, da anni parte della squadra, insieme a un team che arriva direttamente dall’esperienza di Testaccio.

Da Testaccio al centro: una storia iniziata nel 1936

A questo punto, tornando inevitabilmente a Testaccio, vale la pena ricordare da dove tutto è partito. La storia di Felice iniziò nel 1936, quando Guido Trivelloni, nonno di Franco, arrivò nel quartiere dalla sua vigna di Velletri con un carretto per vendere vino. Col tempo prese in gestione una parte del locale che ancora oggi ospita il ristorante. All’inizio si beveva soprattutto e i clienti portavano da casa il cibo; poi Guido e la moglie iniziarono a preparare piatti caldi e il posto divenne un’osteria di quartiere, un punto di ritrovo dove si mangiava, si beveva e si passavano le serate a giocare a carte. In seguito la gestione passò al figlio Felice Trivelloni, che contribuì a definire la proposta gastronomica e accompagnò il passaggio, nel 2004, verso una dimensione più strutturata, senza perdere l’identità originaria.

La sala di Felice a Testaccio
La sala di Felice a Testaccio

Dopo la sua scomparsa nel 2009, il lavoro proseguì con la squadra che lui stesso aveva formato, ancora oggi alla guida del ristorante insieme alla famiglia. Su questa base, negli anni più recenti si è sviluppato anche un percorso di espansione: nel 2017 l’apertura a Milano, seguita nel 2024 da quella di Torino. Passaggi che si collocano in una storia ormai consolidata, fatta di clienti abituali e presenze internazionali. La cacio e pepe, come detto, è la più celebre in circolazione, tanto da aver attirato nel tempo l’attenzione (e il palato) di vip del calibro di Jeff Bezos, Jean Paul Gautier, Serena Williams, George Clooney, Roberto Benigni, Jude Law e Dustin Hoffman.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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