Aprire una raffinata enoteca-champagneria nei Castelli Romani, paradiso del Frascati, della porchetta e delle gite nelle osterie fuori porta? Lo ha fatto, con passione più che con spirito imprenditoriale, Ivo De Sanctis, che a questa terra di vigneti è ancorato da generazioni. Proprio per questo legame forte ha voluto valorizzarne la storia e creare un’opportunità di crescita della cultura del vino in questo territorio già storicamente vocato, andando ben oltre le pur apprezzate produzioni locali. È nata così l’insegna “Ivo’s Bar & Enoteca”, polo del vino di respiro internazionale e con una visione contemporanea. Siamo a Nemi (Rm), piccolissimo centro famoso per le fragole minuscole e saporite dei boschi intorno all’omonimo lago.
Alcune delle etichette presenti da Ivo’s Bar & Enoteca
Da honey-hunter a sommelier: il percorso di Ivo De Sanctis nel mondo del vino
Ma Ivo non era né un vignaiolo né un sommelier, ma un honey-hunter, che girava tutto il mondo alla ricerca di mieli pregiati. La passione per il vino esplose una decina di anni fa, insieme alla separazione dall’attività di famiglia. Consapevole della sua iniziale inadeguatezza e senza timore di confessarla, ha studiato come sommelier Fisar, viaggiato, incontrato esperti e produttori e cercato di acquisire competenze, professionalità, certificazioni, creando attrezzature ed entrando nei misteri delle strategie di marketing.
Non era stato facile entrare in un settore elitario come quello enologico, ma l’impresa continua ancora a stimolarlo, a cercare nel mondo bottiglie che smettono di essere semplice vino per farsi leggenda. Ivo De Sanctis ha voluto raccontarsi in un incontro per la presentazione del nuovo assetto del locale, insieme ad esperti come Paolo Pietromarchi, enologo del Crea di Velletri, docente dell’Università Roma Tre, e con i sommelier Maddalena Villani e Yuri Caputo (Ais) e Rebecca Poggi (Fis).
Un’enoteca come biblioteca del vino tra grandi etichette e ricerca
Entrato in punta di piedi nell’enologia, ne ha colto subito l’evoluzione. La sua enoteca (dal greco oinothéke, deposito) non poteva solo vendere vino. Doveva essere un patrimonio di vitigni, territori, tradizioni e tecniche di vinificazione, aprirsi al mondo, ma senza l’ambizione di rappresentarlo tutto. Voleva contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione delle etichette e delle tradizioni che le accompagnano, assistere i clienti a scegliere quella più vicina ai gusti ed esigenze, anche confrontando bottiglie della stessa origine territoriale. Dedica la stessa cura a produzioni di qualità sotto i 10 euro così come a vini blasonati, a Champagne di maison storiche o a distillati preziosi. E il racconto comincia già dalle scaffalature a perdita d’occhio, in questa immensa "biblioteca" del vino.
Degustazioni, cucina dei Castelli e migliaia di referenze da tutto il mondo
Anche qui, secondo quanto avviene in realtà analoghe, l’enoteca sconfina nel wine bar, con programmi di degustazioni e approfondimenti con esperti e produttori. In più, in abbinamento, da una sezione gastronomica arrivano sempre deliziosi assaggi che celebrano la cucina dei Castelli Romani. Mancava un luogo così in questo territorio di boschi, di terre ondulate nate dagli sconvolgimenti vulcanici, dove il vino è da sempre tradizione conviviale, sia a tavola che nelle "fraschette" aperte in ogni angolo. «Qui ci sono vini per tutte le tasche - dice Ivo - con range di prezzo in cui ogni consumatore e wine lover potrà trovare l’etichetta più coerente, in sintonia con i propri gusti e le proprie disponibilità. Ogni bottiglia rappresenta la memoria di una storia che dobbiamo raccontare. E continuiamo ad incrementare la nostra gamma per rispondere alle loro esigenze e a quelle del mercato».
Ivo’s sconfina nel wine bar, con programmi di degustazioni e approfondimenti
Migliaia le referenze: dalle denominazioni regionali ai pregiati Supertuscan come il Tignanello di Antinori o il Bolgheri Sassicaia di Tenuta San Guido, fino ai top piemontesi o siciliani. Il racconto spazia tra la viticoltura eroica di Marisa Cuomo in Costiera Amalfitana a realtà identitarie come Argiolas in Sardegna, fino alla maestria piemontese di Giacomo Conterno e Giuseppe Rinaldi. Ma si va ben oltre i confini nazionali con i prestigiosi Château bordolesi come Petrus, Latour, Margaux e Mouton, e le eccellenze della Borgogna come Faiveley e Chanson. Assortimento di bollicine nazionali e una galleria francese di Krug e Dom Pérignon, Perrier-Jouët, Bollinger, Louis Roederer e Laurent-Perrier. Ma non mancano neppure birre e soft drinks. Alle celebri fragoline di Nemi è dedicato il liquoroso Fragolino Nemus De Sanctis.
Via dei Laghi 261 00049 Velletri (Rm)