Nuovo corso per lo chef Roberto Conti, che da inizio maggio ha scelto Casa Camperio come unica sede del suo progetto gastronomico, chiudendo così le diverse collaborazioni e consulenze portate avanti negli ultimi anni. Il ristorante e cocktail bar di Milano, a pochi passi dal Castello Sforzesco, segna così una nuova fase professionale per lo chef, ricordiamo già guida gastronomica dell’insegna e oggi anche socio proprietario insieme alla famiglia Lascatti, attiva da trent’anni nella ristorazione meneghina.
Il progetto di Casa Camperio tra cucina e cocktail bar
L’inizio del 2026 è coinciso con una serie di decisioni importanti per Conti, che ha concentrato qui tutte le sue attività. Nei piatti convivono rigore francese, cucina italiana e tecniche contemporanee, mentre negli spazi del locale il pass della cucina dialoga direttamente con il bancone dell’American bar. Le due anime del progetto si sviluppano lungo la stessa linea prospettica, creando un’interazione continua tra la proposta gastronomica e una miscelazione classica costruita con distillati premium e ingredienti naturali.
Un angolo della sala di Casa Camperio
Al centro resta l’open space della sala, caratterizzato da palette cromatiche e tessuti che richiamano le atmosfere della West Coast statunitense. «Voglio dedicare tutte le mie energie a un progetto in cui credo profondamente. Con la famiglia Lascatti abbiamo un rapporto stretto, di stima e fiducia reciproca - ha spiegato lo chef. Abbiamo fissato l’asticella molto in alto e puntiamo a grandi traguardi grazie a un progetto ibrido, mai urlato, in cui l’intimità e la varietà dell’offerta sono al centro della nostra filosofia di ospitalità».
L’American bar di Casa Camperio
I percorsi degustazione e i piatti del nuovo menu
La nuova proposta gastronomica di Casa Camperio si articola tra due percorsi degustazione e una carta ampia. Il menu Tradizione (che viene proposto a 100 euro, con abbinamento vini a 60 euro) guarda all’Italia e a Milano con piatti come il “Vitello tonnato” condito con salsa tradizionale, fondo di carne e capperi soffiati di Pantelleria, il “Riso alla milanese” con ossobuco e gremolada e il “Tiramisù” composto in sala davanti agli ospiti. Il Percorso Creativo (servito a 130 euro con pairing a 70 euro) raccoglie invece preparazioni che partono dalla tradizione per svilupparsi attraverso spunti contemporanei. “Sarda” riprende il classico pesce in carpione, qui farcito con confettura di cipolla in agrodolce e accompagnato da sedano, carote ed erbe marittime. Il “Tagliolino” viene servito con liquirizia e caffè, mentre il “Brasato non brasato” cela una zuppa di pesce e alghe.
Sarda farcita con confettura di cipolla agrodolce e accompagnata da sedano, carote ed erbe marittime
La carta si apre con una selezione di pescato, servito crudo o alla griglia, a conferma dell’attenzione che Roberto Conti riserva alla materia prima. Fra gli antipasti spicca “Capasanta”, una capasanta leggermente arrostita accompagnata da mousseline al Parmigiano e tartufo nero, completata da un’aria di Champagne. “Asparago” viene servito con gel di tuorlo, latte di Parmigiano 36 mesi e acqua di salicornia. Più articolata la proposta vegetale di “Carota”, piatto che lavora l’ingrediente in diverse consistenze: al forno, cruda, in sorbetto con lime e centrifugata con yuzu. C’è poi un richiamo al Piemonte con “Lingua”, lingua di vitello cotta sottovuoto, arrostita alla brace e laccata con il suo fondo, servita con salsa verde piemontese, caviale e una macedonia agrodolce di frutta e verdura che rimanda al mondo delle mostarde e dei bolliti.
Lingua di vitello servita con salsa verde piemontese, caviale e una macedonia agrodolce
I primi piatti si muovono fra riferimenti alla cucina italiana e riletture contemporanee. “Risotto” nasce come reinterpretazione dello spaghetto aglio, olio e peperoncino: il riso viene mantecato al Parmigiano Reggiano e completato con crema di aglio nero fermentato, crema di peperone di Carmagnola aromatizzata al peperoncino e acqua di prezzemolo. Accanto a questa proposta non manca “Lasagna”, versione del classico piatto al ragù della tradizione italiana. Fra i secondi, “Agnello” propone carne cotta alla brace e accompagnata da crema di pecorino, fave in diverse preparazioni e un salmoriglio di salicornia e acciughe che richiama il concetto della grigliata. Spazio anche a uno dei simboli della cucina milanese con “Cotoletta”, proposta con salsa olandese, purè di patate e salsa vierge di pomodoro, erbe aromatiche e scalogno.
La cotoletta con salsa olandese, purè di patate e salsa vierge di pomodoro, erbe aromatiche e scalogno
In carta trova posto anche un omaggio alla Francia con “Chateaubriand”, cuore di filetto da 400 grammi cotto alla brace, nappato con fondo di manzo e servito con asparagi, carciofi e cardoncelli al barbecue, porzionato in sala per due persone. Infine, la parte dolce, che spazia dalla classica “Tarte Tatin” alla “Panna Cotta, rabarbaro, ibisco”, dessert costruito su diverse consistenze fra gel, sorbetti, centrifughe e spugne, fino alla “Bavarese”, fine pasto che combina asparagi bianchi, cioccolato e caviale.

Via Giorgio Giulini 6 20123 Milano
Lun-Ven 12:30-14:30, 18:30-22:30; Sab 18:30-23:00