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Sul Lago di Como apre un ristorante dove il paesaggio entra nell'architettura

A Lecco apre Niòbe, ristorante affacciato sul Lago, un progetto di Flaviano Capriotti con la cucina dello chef Franco Caffara, oltre 600 vini e un concept che lega architettura, natura e ospitalità

 
13 luglio 2026 | 18:17

Sul Lago di Como apre un ristorante dove il paesaggio entra nell'architettura

A Lecco apre Niòbe, ristorante affacciato sul Lago, un progetto di Flaviano Capriotti con la cucina dello chef Franco Caffara, oltre 600 vini e un concept che lega architettura, natura e ospitalità

13 luglio 2026 | 18:17
 

Il Lago di Como continua ad arricchire la propria offerta dedicata al turismo di fascia alta con un progetto che mette al centro il dialogo tra paesaggio, architettura e gastronomia. A Lecco ha aperto Niòbe, un nuovo spazio che riunisce ristorante fine dining, bistrot, cocktail bar e cantina all'interno di una villa privata completamente ripensata, affacciata direttamente sull'acqua. Più che un semplice ristorante, Niòbe nasce come un luogo da vivere durante l'intera giornata, dove ogni ambiente è stato progettato per instaurare una relazione continua con il lago. Il progetto è stato voluto da Domenico Todeschini insieme ai figli Davide e Matteo, con l'idea di creare un indirizzo capace di raccontare il territorio lariano attraverso l'ospitalità, la cucina, il vino e il design contemporaneo. Alla guida della cucina è stato chiamato Franco Caffara, chef che nel corso della sua carriera ha conquistato una stella Michelin con il ristorante I Tigli al Lago di Como e che oggi propone una cucina essenziale, costruita sulla valorizzazione del territorio e della materia prima.

Il nuovo ristorante Niòbe a Lecco
Il nuovo ristorante Niòbe a Lecco

Una casa privata trasformata in un luogo aperto alla città

Il progetto architettonico porta la firma di Flaviano Capriotti, chiamato a reinterpretare una villa esistente di circa 430 metri quadrati, inserita in una proprietà con accesso diretto al lago. L'intervento non si è limitato a una semplice ristrutturazione, ma ha completamente ridefinito il rapporto tra edificio e paesaggio, trasformando una dimora privata in una destinazione aperta ai visitatori. L'intera distribuzione degli spazi è stata ripensata per eliminare le cesure visive e permettere allo sguardo di attraversare continuamente gli ambienti fino ad arrivare all'acqua. «Il progetto nasce dalla volontà di costruire un dialogo autentico con il lago. Per questo abbiamo lavorato per trasformare le qualità del paesaggio - la profondità dell'acqua, la presenza delle montagne e la matericità della vegetazione - in elementi architettonici capaci di definire lo spazio. Niòbe non racconta il lago attraverso immagini, ma attraverso proporzioni, luce e relazioni spaziali», spiega l'architetto Flaviano Capriotti.

Gli interni privilegiano luce, continuità e prospettive

L'organizzazione degli ambienti rappresenta uno degli elementi più caratteristici del progetto. Le sale sono costruite attraverso forme morbide, percorsi fluidi e grandi superfici vetrate che mantengono costante il rapporto con il paesaggio. La continuità tra gli spazi diventa parte integrante dell'esperienza del visitatore: non esistono vere interruzioni visive e ogni ambiente accompagna naturalmente verso quello successivo. A contribuire all'identità del ristorante sono anche le opere di Tullio Pericoli, inserite negli interni come elementi di dialogo con gli arredi e con la luce naturale.

Niòbe: la sala
Niòbe: la sala

Il bistrot affacciato sul giardino

Il piano terra ospita Niòbe Garden, bistrot da 32 coperti pensato per un utilizzo durante tutto l'arco della giornata. Elemento centrale dello spazio è il grande banco bar dalle linee sinuose, attorno al quale si sviluppa l'intero ambiente. Una seduta curva accompagna il percorso degli ospiti e favorisce la convivialità, mentre le aperture verso il giardino permettono di vivere in continuità gli spazi interni ed esterni. A pranzo il bistrot propone business lunch stagionali; nel tardo pomeriggio si trasforma invece in un luogo dedicato ad aperitivi, cocktail d'autore, tapas e una selezione di vini e Champagne.

Il ristorante e una cantina che diventa parte dell'architettura

Al primo piano si sviluppa il ristorante Niòbe al Lago, anch'esso con 32 coperti. Qui la vera protagonista è la cantina, progettata non come semplice spazio di servizio ma come elemento architettonico capace di organizzare l'intero ambiente. Attorno agli scaffali che custodiscono oltre seicento etichette prende forma la Wine Room, una sala circolare riservata a sei ospiti, destinata a degustazioni guidate e cene private. La cantina diventa così un ambiente da attraversare e da vivere, trasformando il vino in parte integrante dell'esperienza del ristorante. Completa il piano una sala privé da dieci posti dedicata a incontri riservati ed eventi.

Niòbe: la Wine Room
Niòbe: la Wine Room

Materiali che raccontano il territorio lariano

Il progetto utilizza materiali scelti per richiamare gli elementi naturali del Lago di Como. All'esterno domina il limestone, che richiama la componente minerale delle montagne circostanti. Negli interni prevale invece l'olmo, utilizzato per boiserie, rivestimenti e arredi realizzati su misura. Particolare attenzione è stata dedicata anche all'intonaco naturale a base di lolla di riso, capace di migliorare il comfort acustico e allo stesso tempo richiamare la tradizione agricola lombarda. La palette cromatica sviluppa invece tutte le sfumature dell'acqua attraverso verdi, grigi e azzurri, mentre superfici tridimensionali e giochi di luce evocano il movimento delle onde del lago. Anche tessuti e illuminazione partecipano a questo racconto, contribuendo a creare un'atmosfera coerente con il contesto naturale.

Niòbe: il cocktail bar
Niòbe: il cocktail bar

Il giardino diventa un'estensione del ristorante

L'esperienza non termina all'interno della villa. Il progetto comprende infatti un giardino che accompagna gli ospiti fino alla riva del lago attraverso terrazze, pergole e spazi dedicati alla sosta. Il paesaggio, firmato da Hortensia - Vittorio Peretto, valorizza la vegetazione esistente introducendo specie aromatiche e piante eduli che trovano impiego anche nella cucina dello chef. Il risultato è uno spazio che supera la semplice funzione ornamentale e diventa parte integrante dell'esperienza gastronomica.

La cucina di Franco Caffara guarda al lago con uno stile contemporaneo

La proposta gastronomica nasce da una lettura contemporanea della tradizione lariana. Accanto alla carta sono disponibili due percorsi degustazione che valorizzano stagionalità e materie prime. Tra le preparazioni figurano l'Uovo di selva cotto a 63° con spuma di patate, tartufo nero e fiori dell'orto, il Crudo di capasanta con caviale e stracchino, i Ravioli in assoluto di gamberi accompagnati da consommé di gambero rosso di Mazara e la Pappardella ripiena di vicciola con zucca, miso di pomodoro e fonduta di provola. La carta dei vini comprende oltre 600 etichette italiane e internazionali, con una particolare attenzione alle grandi maison dello Champagne e ai piccoli produttori indipendenti.

Niòbe: Insalata d’amare
Niòbe: Insalata d’amare

Un nuovo indirizzo per il turismo del Lago di Como

Negli ultimi anni il Lago di Como ha visto crescere il numero di progetti che mettono insieme ospitalità, design, paesaggio ed enogastronomia. Niòbe si inserisce in questa evoluzione proponendo un modello che supera il concetto tradizionale di ristorante: non solo un luogo dove cenare, ma una destinazione nella quale architettura, cucina, vino e natura concorrono a costruire un'esperienza unitaria. Per il turismo del territorio rappresenta un nuovo indirizzo capace di valorizzare il versante lecchese del lago, offrendo ai visitatori un motivo in più per fermarsi e scoprire una parte del Lario che negli ultimi anni sta vivendo una crescente attenzione internazionale.

Lungolario 4 Novembre 3B 23900 Lecco
Tel +39 0341 1551561
Martedì-sabato: 12.00-14.30, 19.00-22.00. Domenica: 12.00-14.30. Cocktail bar, martedì-sabato: 18.30-23.30. Lunedì chiuso

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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