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Il Governo abdica alle Regioni De Luca: Non firmo, poca sicurezza

Il Governo ha concesso di inserire nel Dcpm le linee guida condivise dalle Regioni. Ma il governatore della Campania riaprirà solo giovedì. In Lombardia invece Fontana invece tira dritto e abbassa la guardia.

17 maggio 2020 | 11:26

Il Governo abdica alle Regioni De Luca: Non firmo, poca sicurezza

Il Governo ha concesso di inserire nel Dcpm le linee guida condivise dalle Regioni. Ma il governatore della Campania riaprirà solo giovedì. In Lombardia invece Fontana invece tira dritto e abbassa la guardia.

17 maggio 2020 | 11:26

«La Campania non è d’accordo, non ho firmato nessun accordo». Così il Governatore della Campania Vincenzo De Luca ha riaperto la frattura tra Stato e Regioni che sembrava essersi rimarginata nella notte grazie all’accordo sulle linee guida da inserire nel Dcpm. Un parto complicato dopo che nessuno voleva cedere sulle proprie posizioni, ma che alla fine è avvenuto.
Nel pomeriggio di oggi però, ecco che lo “sceriffo” campano ha riaperto i giochi. Forse non cambierà il risultato, ma di certo agiterà nuovamente le acque magari contagiando qualche altro presidente. Anche perchè in Campania il servizio al tavolo di attiverà solo da giovedì.
 
Vincenzo De Luca - Il Governo abdica alle Regioni De Luca: Non firmo, poca sicurezza

Vincenzo De Luca

«Ho sentito – ha detto De Luca a Rai 3 - le dichiarazioni del presidente del Consiglio, dal 3 giugno liberi tutti. Io non lo so cosa succederà il 3 giugno, io cercherò di ragionare il 2 giugno per sapere qual è la situazione epidemiologica. Che significa liberi tutti? Se il contagio viene contenuto va bene, ma se abbiamo ancora livelli elevati di contagio che significa liberi tutti?. Voglio correggere un'informazione che è girata in queste ore sugli organi d'informazione sull'accordo raggiunto tra Regioni e Stato: la Campania non è d'accordo, non ha firmato nessun accordo. Io ritengo - ha spiegato De Luca - che su alcune norme di sicurezza generale debba pronunciarsi il Ministero della Salute. Poi è chiaro che è necessaria una flessibilità regionale, ma sulle norme fondamentali non è possibile che il Ministero della Salute e il Governo scarichino opportunisticamente le decisioni sulle Regioni, questo non è accettabile».

E dire che almeno sulla carta tutta questa prudenza sembra addirittura eccessiva visto che in Campania il covid non è mai esploso davvero, o comunque non lo ha fatto con la portata della Lombardia. La quale Lombardia, al contrario, pur avedno imposto (unica regione in Italia) l'obbligo pe rtutte le aziendo di rilevare la temperatura ai dipendenti, ha subito sposato le linee guida di tutte le altre Regioni e non porrà alcuna limitazione in più. Il presidente Attilio Fontana lo ha annunciato su Facebook e in un certo senso ha sorpreso ulteriormente tutti. Ma dle resto la sua gestione, almeno a parole, non è mai stato del tutto lineare.

Attilio Fontana - Il Governo abdica alle Regioni De Luca: Non firmo, poca sicurezza
Attilio Fontana

In un lungo passarsi la patata bollente con il Governo (non solo sulla gestione sanitaria, ma anche sulla questione Cassa integrazione) alla fine ha dovuto cedere su quasi tutto. Ma se sulla questione Cassa la scelta sembrava sacrosanta, sul “liberi tutti” forse qualche presa di coscienza in più avrebbe dovuto prenderla e limare quelle linee guida forse ancora troppo morbide per la Lombardia.

Stefano Bonaccini e Francesco Boccia - C’è l’accordo tra Stato e Regioni Bonaccini: Linee guida riferimento
Stefano Bonaccini e Francesco Boccia

«Alla fine il risultato è arrivato», ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro. «In un'ottica di collaborazione istituzionale - ha detto - si è ricercata e si è trovata una soluzione con l'accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini».

«Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro - ha concluso Bonaccini - omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese».

«Si può fare sempre di più, ma stavolta abbiamo scritto una pagina importante anche dal punto di vista delle relazioni istituzionali'», ha poi spiegato Bonaccini in un'intervista alla Stampa. «Le Regioni hanno presentato linee guida condivise al governo, che aveva chiesto un testo con regole comuni. Abbiamo dato indicazioni che permettono alle attività economiche di poter ripartire in sicurezza, avendo certezza delle regole e tutelando la salute di lavoratori e cittadini. Tutto questo per me ha un significato chiaro: collaborazione istituzionale, fra territori e con lo Stato, a vantaggio dei cittadini. La leale collaborazione tra istituzioni è sempre necessaria, ma in una situazione di epidemia diventa addirittura imprescindibile».

«Lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza», ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, all’Adnkronos al termine della riunione con il premier Giuseppe Conte e i governatori sul Dpcm. «Legittime le richieste delle Regioni. L’accordo che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo», aggiunge il ministro. «Ringrazio i presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ogni nuovo passo è fatto su un terreno nuovo per tutti e spesso serve un’assunzione ulteriore di responsabilità», conclude Boccia.

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