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Pentole Agnelli
Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
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di Mariella Morosi
Mariella Morosi
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Federico Quaranta, il più votato
«Ho sempre fatto solo il mio lavoro»

Federico Quaranta, il più votato 
«Ho sempre fatto solo il mio lavoro»
Federico Quaranta, il più votato «Ho sempre fatto solo il mio lavoro»
Primo Piano del 11 marzo 2019 | 09:40

Federico Quaranta, conduttore di Linea Verde su Rai Uno, si è imposto nella categoria Opinion leader dell'11° sondaggio Personaggio dell'anno dell'enogastronomia e dell'accoglienza di Italia a Tavola. Con 37.299 preferenze è anche il più votato in assoluto.

La categoria Opinion leader è sempre tra le più seguite, in ogni edizione. Quest'anno Federico Quaranta non solo è stato il preferito del pubblico votante, ma ha accumulato più voti di tutti gli altri volti arcinoti della tv, come quello di Alessandro Borghese, che è risultato secondo con 34.461 preferenze.

(Federico Quaranta, il più votato «Ho sempre fatto solo il mio lavoro»)

Federico Quaranta, anche conduttore radiofonico e autore di programmi, nasce a Genova nel 1969 sotto il segno dell'Ariete. Insieme a Tinto (Nicola Prudente) si impone al grande pubblico nel 2003 con il programma cult di Rai Radio2 "Decanter", il primo dedicato esclusivamente al cibo e del vino. La coppia riesce a diventare in pochi anni protagonista e interprete del mondo dell'enogastronomia, raccontandolo con competenza, senza tecnicismi e con un linguaggio accessibile, conviviale e divertente.

Da solo o insieme all'amico, Federico Quaranta da allora è presente in vari programmi radiofonici e televisivi come “Linea Verde-Orizzonti”, "Magica Italia", "Estate in diretta", nel road trip “Fuori di Gusto”, "Mezzogiorno Italiano, l’estate dell’Expo". Come giudice Quaranta è nel cast della "Prova del Cuoco", ma per alcune puntate ne prende il timone per sostituire Antonella Clerici ammalata. Nel 2008 entra con Tinto nel Guinness World Record per aver brindato in piazza del Duomo a Spoleto davanti a migliaia di persone con un calice di Asti Docg alto 2,5 metri.

Lunga la lista dei premi e dei riconoscimenti al binomio vincente "Fede e Tinto": per il Miglior programma giornalistico a "Decanter", assegnato dal Congresso internazionale di cucina Identità Golose 2010; quello dei Grandi Cru d’Italia ai migliori media che si occupano di vino (2011); e ancora a "Decanter" in occasione dell’Oscar del Vino 2012 il Premio speciale della giuria.

Nel 2013 il loro libro "Sommelier ma non troppo" edito da Rai Eri riceve l’Oscar Bibenda come miglior pubblicazione enogastronomica. Ne seguono altri due: "111 vini italiani che devi proprio assaggiare" (Edizioni Emons) e "Sommelier ma non troppo: ad ogni cibo il suo vino, gli abbinamenti di Vinocult" (Rai-Eri). Nel 2016 arriva per loro anche il "Premiolino", uno dei più importanti premi giornalistici italiani. Attualmente Federico Quaranta conduce per Rai Uno "Linea Verde", il programma televisivo sull'agricoltura italiana e le sue eccellenze.

Fede e Tinto (Federico Quaranta, il più votato «Ho sempre fatto solo il mio lavoro»)
Fede e Tinto

Hai avuto 37.299 voti nel sondaggio di Italia a Tavola come miglior Opinion leader. Un record assoluto, mai ottenuto da altri candidati anche nei sondaggi precedenti. Ti aspettavi questo risultato?
No, non me lo aspettavo. C'erano altri più mediatici di me e con un impatto social molto più forte del mio. Non sono quello che sta troppo dietro ai social media o a fare pubblicità di me stesso. Sono uno che lavora, che sbaglia, che studia, si migliora e che approfondisce.

È una professionalità, la tua, con tante anime: sei presentatore, esperto di agroalimentare, autore, scrittore e non solo. In quale ruolo ti senti più seguito e apprezzato dal pubblico?
Esperto è una parola che non mi piace. Sono molto curioso, questo sì, e continuo a imparare. Il ruolo in cui mi sento meglio è quello del conduttore radiofonico e televisivo. Cerco di farlo al meglio con grande impegno, determinazione e dedizione. È per questo che la gente mi vuole bene. Abbiamo la responsabilità di parlare a tanta gente per l'onore e l'onere di lavorare in Rai. Allora non lo puoi fare sempre e solo superficialmente, o giocare a fare il cialtrone. Quando ho cominciato, 15 anni fa, avrei potuto mettermi una giacca da cuoco, imparare tre rudimenti base e fingermi uno spadellatore, perché erano quelli che andavano di moda. Per una visione etica non l'ho fatto. Ho sempre fatto il mio lavoro, negando di essere un cuoco e tantomeno un giornalista.

E com'è nata la tua vocazione/passione per il mondo agricolo e per l'enogastronomia?
La parola passione non mi piace perché ha in sé il significato di "passare", cioè di una cosa che c'è e poi non c'è più. Invece parlerei di amore, che resta. Sono figlio e nipote di agricoltori. Mio nonno Bartolomeo era un contadino nelle Langhe e io ho passato 24 estati della mia vita a lavorare con lui in campagna. L'ho fatto sempre con grande impegno, anche perché mio nonno era alla vecchia maniera, non favoriva mai il nipote, anzi lo trattava sempre peggio degli altri. Ho lavorato duro. Quando a Linea Verde spalo il letame lo so fare bene perché l'ho fatto, e quando guido il trattore o la mietitrebbia lo so fare perché li ho guidati per molto tempo. Credo che il mio imprinting sia nato così. Non sono un malato di enogastronomia: sono un innamorato dell'agricoltura e dei suoi prodotti che poi sono quelli dell'enogastronomia, perché non c'è niente che non sia agricolo.

Decanter su Radio Due è stata la prima trasmissione radio a parlare esclusivamente di vino e di cibo, in modo accessibile a tutti, organizzando persino corsi di cucina e per sommelier. Un'avventura senza precedenti.
Sedici anni fa abbiamo cominciato a parlare di questi temi su un network nazionale come la Rai in un momento in cui la comunicazione sul vino e sul cibo era appannaggio di pochissimi. E quei pochissimi facevano parte di un sistema che garantiva loro un'egemonia proprio perché, essendo solo loro accreditati a questi argomenti, potevano fare il bello e il cattivo tempo. Noi siamo entrati come il cavallo di Troia e abbiamo aperto le porte della città al grande pubblico. Fino ad allora ci si rivolgeva a pochissimi appassionati, mentre Decanter parla a milioni di persone, un'ora al giorno, e lo fa in un certo modo. Ma abbiamo portato tantissima gente ad ascoltare le parole anche di altri, quindi di Slow Food, della Fondazione italiana sommelier o del Gambero Rosso. Abbiamo sempre usato uno spirito critico, non abbiamo mai espresso giudizi né dato voti e nemmeno fatto una guida. Si può immaginare cosa voleva dire allora avere una trasmissione quotidiana alla radio di un'ora che parlasse di cibo e di vino. C'era, sì, la "Prova del cuoco", che quest'anno compie 18 anni, ma lì c'erano gli spadellatori, mentre noi parlavamo in maniera diversa e in modo approfondito di agricoltura e di produzioni di eccellenza. Diciamo che siamo i colpevoli dell'allargamento globale, almeno in Italia, di questi temi. Poi dopo di noi sono arrivati tutti.

(Federico Quaranta, il più votato «Ho sempre fatto solo il mio lavoro»)

Il tratto principale del tuo carattere
La curiosità

Il tuo difetto maggiore
La testardaggine

Il tuo pregio a cui tieni di più
L'egocentrismo

Il vino che preferisci
Impossibile rispondere. Tradisco continuamente i miei vini. Dipende dai vari momenti. Una costante su tutti: il Sassicaia e - sono langhetto - il Barolo

Il piatto che preferisci
Parmigiana di melanzane

Il tuo colore preferito
Sono tre, in abbinamento: rosso verde e bianco. Poi il granata perché tifo Toro.

Il tuo hobby
Le motociclette sia d'epoca che da corsa e da motocross. Ne ho tantissime, sono il mio vizio. Sono sfegatato di Valentino Rossi e di Jovanotti.

Il tuo sport
Ne faccio tanti, ma soprattutto motocross e nuoto

Il nome del tuo animale domestico
È un cane. Si chiama Wilson, è un Rhodesia Ridgeback

Se non vivessi a Roma dove vorresti vivere?
A Genova, perché è la mia città natale. Se no a Londra o a New York

Lo scrittore che preferisci
Andrea Caterini

Il regista che preferisci
Tutti i miei registi di "Linea Verde"


Hashtag: #premioiat

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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