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lunedì 19 gennaio 2026  | aggiornato alle 21:53 | 116867 articoli pubblicati

Olio, l’Italia fa sistema: in arrivo il primo Piano nazionale da 500 milioni

Cinque anni per mettere a sistema risorse europee e nazionali, superare la frammentazione degli interventi e puntare su produzione e competitività di un comparto che finora ha vissuto più di emergenze che di visione

 
19 gennaio 2026 | 12:00

Olio, l’Italia fa sistema: in arrivo il primo Piano nazionale da 500 milioni

Cinque anni per mettere a sistema risorse europee e nazionali, superare la frammentazione degli interventi e puntare su produzione e competitività di un comparto che finora ha vissuto più di emergenze che di visione

19 gennaio 2026 | 12:00
 

LItalia dell’olio parte da una base enorme, spesso data per scontata. Un milione di ettari di oliveti specializzati, una produzione che per la campagna 2025/26 è stimata in risalita verso le 300mila tonnellate e un export che nel 2024 ha fatto segnare un balzo vicino al +43% sull’anno precedente. Numeri che raccontano un comparto vivo, ma anche fragile, segnato da anni discontinui, da emergenze fitosanitarie e da una frammentazione che ha reso difficile ragionare sul lungo periodo. È proprio da qui che nasce il primo Piano nazionale dell’olio, un documento atteso da tempo che ora viaggia verso il via libera definitivo.

Olio

L’olio italiano ha un Piano: numeri, tempi e obiettivi sul tavolo

Dopo l’ultimo tavolo al ministero dell’Agricoltura, con tutte le categorie del settore sedute allo stesso tavolo, si è aperta una finestra di quindici giorni per eventuali osservazioni. Se i tempi saranno rispettati, il Piano approderà in Conferenza Stato-Regioni entro metà febbraio, passaggio decisivo per l’approvazione finale. Il perimetro è chiaro e, per una volta, anche ambizioso: un orizzonte di cinque anni e una dote complessiva che sfiora i 500 milioni di euro. Una cifra costruita mettendo insieme risorse nazionali ed europee, con l’idea dichiarata di smettere di disperderle e iniziare a farle lavorare nella stessa direzione. Trecento milioni arriveranno dal provvedimento ColtivaItalia - 50 milioni nel 2026, altrettanti nel 2027 e 200 milioni nel 2028 - a cui si aggiungono 175 milioni complessivi di fondi europei, pari a 35 milioni l’anno.

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L’obiettivo politico, ma anche produttivo, è un aumento della produzione di almeno il 25%. Un traguardo che non si misura in mesi, perché riguarda coltivazioni e impianti, con risultati attesi nell’arco di tre anni. «L’idea di fondo - ha spiegato il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra - è dare finalmente una strategia e obiettivi certi a un comparto che rappresenta uno dei simboli più forti del made in Italy. Per farlo serviva un Piano, non interventi isolati». Dentro il Piano, infatti, c’è anche una ricognizione puntuale di tutto ciò che finora è stato fatto in modo sparso. L’intento è quello di far convergere risorse europee, nazionali e regionali su obiettivi condivisi, superando la logica dei “mille rivoli” che ha spesso rallentato l’efficacia degli interventi. Un cambio di passo che riguarda tanto la produzione quanto la gestione del patrimonio olivicolo esistente.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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