Il gruppo del caffè Segafredo Zanetti potrebbe passare di mano. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Il fondo QuattroR e l’imprenditore Massimo Zanetti avrebbero conferito mandato alle banche d’affari Lazard e Intesa Sanpaolo Imi per avviare un processo di valutazione degli investitori interessati. L’operazione riguarda una possibile cessione della quota di controllo, potenzialmente fino al 100% del capitale. L’interesse sul mercato si concentrerebbe soprattutto su fondi di investimento e gruppi industriali, in particolare di area mitteleuropea, attratti dal valore strategico del marchio italiano, un vero colosso nel settore del caffè.

Caffè Segafredo Zanetti: diverse voci parlano di una vendita del gruppo
Valutazione Segafredo e risultati economici del gruppo
La valutazione complessiva del gruppo Massimo Zanetti Beverage si attesterebbe intorno a un miliardo di euro. Il fatturato ha raggiunto circa 1,3 miliardi, con un margine operativo di 86 milioni e il ritorno all’utile dopo una fase di ristrutturazione. Il miglioramento dei risultati è stato sostenuto da un piano avviato nel 2023, in concomitanza con l’ingresso di QuattroR, che ha rafforzato la struttura patrimoniale della società.
Espansione internazionale e presenza globale di Segafredo
Sotto la guida del ceo Pierluigi Tosato, il gruppo ha intrapreso un percorso di razionalizzazione dei costi e rilancio del brand Segafredo, anche attraverso la chiusura di alcune filiali non strategiche. Oggi l’azienda è presente in 110 Paesi, con 20 stabilimenti produttivi tra Europa, Asia e America, oltre 40 marchi e più di 3.000 dipendenti. Il piano industriale al 2028 prevede una crescita media dei ricavi tra l’8% e il 10% annuo, confermando la solidità del posizionamento internazionale.
Assetti societari e strategie future del gruppo
Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, il fondo QuattroR, guidato da Francesco Conte e presieduto da Flavio Valeri, considererebbe conclusa la propria fase di investimento nel gruppo. L’imprenditore Massimo Zanetti valuterebbe invece eventuali opzioni di dismissione o mantenimento di una partecipazione, in funzione delle offerte e della natura dei potenziali acquirenti. Il processo di vendita potrebbe entrare nel vivo nella seconda parte dell’anno.