Il Salame Felino Igp chiude il 2025 con segnali di stabilità, in un contesto segnato da consumi prudenti e pressione sul potere d’acquisto. Il fatturato al consumo si attesta a 90 milioni di euro, in lieve aumento rispetto agli 89 milioni dell’anno precedente, mentre cresce anche il volume certificato, arrivato a 3,6 milioni di chilogrammi, pari a un incremento dell’1,3%. La produzione complessiva ha raggiunto un valore di 46 milioni di euro, confermando una tenuta che il comparto legge come indicativa della capacità del prodotto di mantenere una posizione consolidata nei consumi domestici. A distinguersi, all’interno di questo quadro, è soprattutto il segmento del preaffettato, che continua a rafforzare il proprio peso. Nel 2025 ha raggiunto 575mila chilogrammi, con una crescita del 2% sull’anno precedente e soprattutto con un dato superiore del 10% rispetto al periodo pre-Covid. Oggi rappresenta il 16% dell’intera produzione certificata, segnale di un cambiamento che appare strutturale più che episodico.

Salame Felino Igp, tiene il mercato e cresce il peso del preaffettato
Cresce il preaffettato, cambia il modo di consumare i salumi
Il dato più interessante riguarda proprio il ruolo assunto dalle vaschette affettate nei comportamenti d’acquisto. Nato come formato percepito soprattutto per praticità, il preaffettato sembra aver consolidato una funzione diversa, legata alla gestione quotidiana dei consumi e alla ricerca di porzioni controllate. Il trend emerso durante la pandemia non si è esaurito, ma ha mantenuto una sua traiettoria anche negli anni successivi. Dopo il picco del 2022, quando erano stati superati i 600mila chili, il comparto si conferma su livelli elevati. Una dinamica che riflette un’evoluzione nei consumi alimentari, dove convenienza, servizio e conservabilità incidono sempre di più.

Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp
Secondo il presidente del Consorzio, Umberto Boschi, «il risultato va letto alla luce di un contesto economico non semplice, che rende ancora più significativo il mantenimento di una crescita, seppur leggera». Boschi osserva anche come «la progressione del preaffettato indichi la versatilità del prodotto e nuove opportunità di sviluppo».
Export stabile, la Germania resta il primo mercato
Sul fronte estero, l’export si mantiene al 5% della produzione, dopo la crescita registrata nel 2024. Oltre 140mila chilogrammi sono stati destinati ai mercati internazionali e quasi l’80% ha raggiunto Paesi europei. La Germania si conferma il principale sbocco commerciale, seguita da Austria e Belgio.

Pur restando contenuto sul totale, il dato viene considerato rilevante in una fase in cui molti prodotti Dop e Igp stanno cercando di rafforzare la presenza fuori dall’Italia. In questo quadro pesa anche il tema dei costi delle materie prime e l’attenzione alla Peste Suina Africana, elemento che continua a condizionare le strategie di filiera. La stabilità dei prezzi registrata nel 2025 viene osservata come un fattore favorevole per sostenere ulteriori sviluppi, soprattutto se il prodotto riuscirà a rafforzare la penetrazione in mercati dove il segmento dei salumi premium italiani continua a mostrare margini di crescita.