Il 2025 si è chiuso con ricavi in aumento ma una redditività in lieve flessione per Lactalis Italia, che archivia l'esercizio con un fatturato di 3,3 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto all'anno precedente. A incidere sul risultato è stato soprattutto il forte aumento del prezzo del latte alla stalla, che ha spinto al rialzo i costi della materia prima e ridotto la marginalità dell'azienda. A tracciare il quadro al Sole 24 Ore è l'amministratore delegato Giovanni Pomella, secondo il quale il prossimo anno sarà necessario ristabilire un equilibrio tra la produzione di latte e le esigenze dell'industria di trasformazione, per garantire competitività all'intera filiera.

Lactalis: il latte ai massimi storici riduce i margini, ma gli investimenti continuano
Il latte ai massimi storici mette sotto pressione il settore
Secondo Lactalis, il 2025 è stato caratterizzato dal prezzo medio del latte più elevato mai registrato in Italia, con quotazioni vicine ai 60 centesimi al litro. Parallelamente anche i principali formaggi Dop hanno raggiunto valori record, con il Grana Padano 9 mesi intorno agli 11 euro al chilogrammo e il Parmigiano Reggiano 12 mesi a circa 14 euro al chilogrammo.
«Il 2025 è stato un anno complesso caratterizzato da una forte crescita dei costi della materia prima che ha inciso sull'incremento del fatturato ma ha penalizzato la redditività», osserva Pomella. «Per il 2026 è necessario uno sforzo di tutta la filiera per lavorare, con senso di responsabilità, a riportare i volumi di latte prodotti in equilibrio rispetto al fabbisogno della trasformazione». Per l'azienda il tema non riguarda tanto i prodotti Dop, che continuano a beneficiare di una domanda sostenuta, quanto le produzioni lattiero-casearie destinate al mercato di largo consumo.
Mozzarella, la concorrenza europea cresce
Tra i prodotti maggiormente esposti alla competizione internazionale c'è la mozzarella, ormai realizzata in numerosi Paesi europei. «La mozzarella non ha più un richiamo esclusivo all'Italia», sottolinea Pomella. «Esistono impianti produttivi in Germania, Olanda, Belgio e Danimarca. In questo contesto il fattore prezzo rischia di diventare determinante e di penalizzare le produzioni italiane che non rientrano nelle Dop». Per il manager è quindi necessario mantenere un equilibrio tra disponibilità di materia prima, costi e consumi, evitando che alcune produzioni possano perdere competitività sui mercati internazionali.
Calano i consumi di latte, cresce la ricerca di nuovi prodotti
Un altro elemento che condiziona il mercato è la continua riduzione dei consumi di latte fresco, diminuiti di un ulteriore 3% nel corso del 2025. Per rispondere al cambiamento delle abitudini alimentari, Lactalis sta ampliando il proprio portafoglio con referenze pensate per nuovi momenti di consumo.
«Stiamo osservando quanto accade in altri Paesi, dove gli yogurt e i prodotti lattiero-caseari freschi stanno progressivamente sostituendo il latte», spiega Pomella. «In questa direzione abbiamo sviluppato Latte Barista con Parmalat e nuove referenze aromatizzate al cacao e al caffè con il marchio Zymil». L'obiettivo è intercettare consumatori che cercano prodotti pratici, con caratteristiche nutrizionali differenti rispetto al latte tradizionale.
Investimenti per 400 milioni fino al 2030
La strategia industriale passa anche attraverso un importante piano di sviluppo. Lactalis Italia investirà 400 milioni di euro entro il 2030, di cui 80-85 milioni già nel 2026, destinati sia all'ammodernamento degli impianti sia allo sviluppo di nuove categorie di prodotto. L'azienda punta a reinterpretare alcune specialità della tradizione casearia italiana attraverso proposte rivolte a segmenti di mercato in crescita.
Nel 2025 sono arrivati i bocconcini di mozzarella Vallelata ripieni di crema di latte, mentre nel 2026 è stata introdotta la Figliata di Bufala Mandara, una mozzarella di bufala che racchiude al proprio interno piccole mozzarelle. «Stiamo lavorando nel solco di burrata e stracciatella, prodotti che stanno registrando risultati particolarmente positivi, soprattutto sui mercati esteri», osserva l'amministratore delegato.
Proteine e pasti completi, le nuove direttrici del mercato
Tra gli ambiti sui quali Lactalis concentra la ricerca c'è anche quello dei prodotti ad alto contenuto proteico, destinati a un pubblico sempre più attento agli aspetti nutrizionali. L'azienda sta sviluppando nuove soluzioni che combinano formaggi, salumi e prodotti liquidi a base di latte, con l'obiettivo di offrire alternative pratiche al pasto tradizionale e intercettare le nuove modalità di consumo che stanno emergendo sia in Italia sia all'estero. Per Lactalis, innovazione e diversificazione rappresentano così due leve fondamentali per affrontare un mercato caratterizzato da costi elevati della materia prima, consumi in evoluzione e una concorrenza internazionale sempre più intensa.