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Milano come Roma: Sala chiede di alzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro

Il sindaco di Milano chiede di equiparare la tassa di soggiorno del capoluogo lombardo a quella di Roma, Firenze e Venezia. Federalberghi Milano avverte: un aumento potrebbe incidere fino al 15% sui prezzi

 
30 ottobre 2025 | 12:06

Milano come Roma: Sala chiede di alzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro

Il sindaco di Milano chiede di equiparare la tassa di soggiorno del capoluogo lombardo a quella di Roma, Firenze e Venezia. Federalberghi Milano avverte: un aumento potrebbe incidere fino al 15% sui prezzi

30 ottobre 2025 | 12:06
 

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato l’intenzione di equiparare la tassa di soggiorno del capoluogo lombardo a quella applicata da Roma, Firenze e Venezia. «Anche Milano è una città turistica, con fior di alberghi», ha dichiarato Sala, sottolineando che oggi la città «è autorizzata ad applicare una tassa di soggiorno che è la metà di quella di Roma».

Il sindaco di Milano Beppe Sala Milano come Roma: Sala chiede di alzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro

Il sindaco di Milano Beppe Sala

 Il primo cittadino definisce la richiesta «legittima», specificando che l’obiettivo è portare l’imposta «a 10 euro per hotel che hanno prezzi da 600 o 700 euro a notte». Secondo i dati diffusi, nelle principali città europee la tassa di soggiorno varia tra 7 e 10 euro a notte. Il Comune di Milano sostiene che l’aumento rappresenterebbe un investimento utile per la città, in linea con gli standard europei. Ma Federalberghi non ci sta.

Il sostegno di Roma: «Giusto dare autonomia ai Comuni»

A sostenere la proposta di Sala è l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, promotore del movimento nazionale Progetto Civico Italia. «Ha ragione il sindaco Sala, è giusto che le città abbiano una propria autonomia per modificare la tassa di soggiorno», ha spiegato Onorato ad Adnkronos. Secondo l’assessore, «oggi i Comuni possono cambiare la tassa solo all’interno di limiti imposti dal Ministero, ed è assurdo che Milano non abbia le stesse possibilità di Roma».

Federalberghi Milano: «Aumento fino al 15% del prezzo del soggiorno»

Una posizione più prudente arriva da Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano, che invita a non generalizzare.
Attualmente la tassa è fissata, per l’anno giubilare, a 7 euro per alberghi a 4 e 5 stelle e 6,30 euro per strutture a 3 stelle e appartamenti turistici. «Fino allo scorso anno era di 5 euro, mentre a Roma è arrivata a 12», spiega Naro. Secondo il presidente, un ulteriore incremento «potrebbe incidere sensibilmente su molte strutture, soprattutto quelle non centrali o non di lusso», dove il peso della tassa potrebbe arrivare fino al 10-15% del prezzo del soggiorno. Il Comune ha stimato per il 2025 un gettito di circa 75 milioni di euro, ma un aumento potrebbe generare altri 20-30 milioni, provenienti soprattutto dagli hotel di fascia alta.

Le tariffe nelle principali città italiane

A Roma, dal 2023, le tariffe vanno da 3,50 euro a 10 euro a notte, con importi differenziati in base alla categoria della struttura. Si parte da 4 euro per gli hotel a una stella e si arriva a 10 euro per quelli a cinque stelle. A Napoli, il nuovo tariffario entrato in vigore il 1° marzo 2025 prevede aumenti da 1 a 2 euro a notte, in base alla tipologia di struttura. Gli hotel a cinque stelle pagano 6 euro a notte, mentre per B&B e case vacanza la tariffa è di 4,50-5 euro. A Salerno, l’imposta varia da 1 a 1,50 euro a notte a seconda del periodo, mentre a Caserta si va da 1,50 a 3 euro per notte, fino a un massimo di dieci pernottamenti consecutivi. In alcune province campane, come Avellino e Benevento, la tassa è ancora oggetto di discussione.

Un equilibrio tra autonomia e sostenibilità turistica

La proposta di Sala riaccende il dibattito sul rapporto tra autonomia dei Comuni e sostenibilità del turismo urbano. Da un lato, i sindaci chiedono maggiori margini di manovra per finanziare servizi e infrastrutture; dall’altro, le associazioni di categoria temono un effetto domino sui prezzi e sulla competitività delle strutture ricettive. La sfida per Milano sarà trovare un equilibrio tra equità fiscale e attrattività turistica, in un contesto in cui le grandi città europee continuano a rivedere le proprie politiche di soggiorno per gestire meglio i flussi e le risorse.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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