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Nuovo caso alla Pam: cassiera licenziata per un detersivo da 2,90€

A Grosseto una dipendente Pam Panorama è stata licenziata. Dopo che il detersivo da 2,90€ si era rotto, la cassiera, con l’ok del responsabile, aveva preso un flacone sostitutivo senza pagarlo di nuovo

 
02 febbraio 2026 | 12:40

Nuovo caso alla Pam: cassiera licenziata per un detersivo da 2,90€

A Grosseto una dipendente Pam Panorama è stata licenziata. Dopo che il detersivo da 2,90€ si era rotto, la cassiera, con l’ok del responsabile, aveva preso un flacone sostitutivo senza pagarlo di nuovo

02 febbraio 2026 | 12:40
 

A Grosseto, presso il punto vendita Pam Panorama di via del Sabotino, una dipendente storica della catena è stata licenziata per un episodio legato a un flacone di detersivo dal valore di 2,90€. La lavoratrice, con un’anzianità di circa trent’anni e senza precedenti disciplinari, avrebbe ripreso dal reparto un flacone sostitutivo dopo che il primo si era rotto all’esterno del negozio, con l’autorizzazione del responsabile, senza pagarne la seconda confezione. Il caso, seppur diverso, vede nuovamente al centro l'azienda dopo il licenziamento di tre dipendenti a seguito del test del carrello. Uno di loro, Fabio Giomi, era stato quindi reintegrato dal giudice, salvo decidere di non tornare al lavoro.

Cassiera Nuovo caso alla Pam: cassiera licenziata per un detersivo da 29 euro

Il punto vendita Pam Panorama di Grosseto

L’episodio risale a settembre: finito il turno, la cassiera aveva acquistato un flacone di detersivo come un normale cliente. All’uscita, il contenitore si era rotto, creando una chiazza sul pavimento. La dipendente, secondo quanto riferito, aveva prontamente avvisato il responsabile e, d’accordo con lui, era tornata sullo scaffale a prendere un flacone sostitutivo senza ripagarlo. Nei giorni successivi, però, i vertici locali di Pam hanno aperto una contestazione disciplinare, equiparando la situazione a un furto e procedendo al licenziamento per giusta causa.

In seguito al provvedimento la cassiera si è rivolta alla Filcams Cgil, con il segretario Pier Paolo Micci a seguire la vicenda. «Non credevo ai miei occhi» ha commentato Micci al Corriere Fiorentino, ricordando che anche un incontro chiarificatore con la direzione della catena non ha modificato la decisione. La vertenza è ora seguita dall’avvocato del sindacato Paolo Martellucci e sarà valutata dal giudice del lavoro Giuseppe Grosso, la cui pronuncia è attesa nelle prossime settimane. «È quello che succede quando il profitto non ha più alcun legame con l’etica e con le persone», ha aggiunto Micci.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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