Una nuova stretta commerciale arriva dagli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha annunciato sulla piattaforma Truth l’innalzamento dei dazi globali dal 10% al 15%, con effetto immediato e validità temporanea di 150 giorni. La misura viene introdotta facendo riferimento alla Section 212 del Trade Act del 1974, che consente interventi tariffari di emergenza entro questo limite temporale.

Trump alza le tariffe globali: nuovi rischi per l’agroalimentare europeo
«Aumenterò i dazi mondiali al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%», ha scritto Trump, spiegando che nei prossimi mesi l’amministrazione definirà le nuove strutture tariffarie permanenti. L’obiettivo dichiarato resta quello di «proteggere le imprese e i lavoratori americani» e riequilibrare i rapporti commerciali.
Tensioni con la Corte Suprema
L’annuncio arriva dopo lo scontro con la Corte Suprema degli Stati Uniti, che aveva dichiarato illegali alcune precedenti misure tariffarie, anche grazie all'azione intrapresa dal distributore di vino Victor Owen Schwantz. Trump ha definito la sentenza «ridicola e antiamericana», ribadendo l’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per mantenere una politica commerciale restrittiva.
La Casa Bianca ha chiarito che i dazi resteranno «uno strumento essenziale» nella strategia economica dell’amministrazione, nonostante i rilievi della magistratura.
Effetti potenziali sul settore food e beverage
Per il comparto agroalimentare e delle bevande, la decisione apre una fase di incertezza. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di sbocco per molte produzioni europee e italiane, dal vino all’olio, dai formaggi ai prodotti trasformati. Un aumento generalizzato delle tariffe potrebbe incidere sui prezzi finali e sulla competitività delle esportazioni.
Alcune categorie merceologiche risultano escluse o già soggette a regimi tariffari specifici, ma il quadro complessivo resta fluido. Nei prossimi mesi l’amministrazione statunitense dovrà infatti definire la struttura definitiva delle misure.
Europa in attesa, accordi nel limbo
Secondo analisi riportate dalla stampa internazionale, la decisione contribuisce a creare un clima di cautela nei rapporti commerciali transatlantici. L’intesa tra Stati Uniti e Unione europea viene considerata in una fase di stallo, con possibili ripercussioni sulle trattative future e sulle strategie delle imprese esportatrici.
Per le aziende del food italiano, il tema dei dazi torna così al centro dell’agenda, in un contesto già segnato da volatilità dei consumi e pressione sui margini.