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lunedì 23 febbraio 2026  | aggiornato alle 20:09 | 117587 articoli pubblicati

Italia seconda in Europa per importazioni di grano ucraino

Negli ultimi quattro anni la Russia ha consolidato il 16% delle esportazioni mondiali di grano, mentre l’Ucraina mantiene una presenza significativa con l'Italia che è secondo acquirente europeo di grano ucraino

 
23 febbraio 2026 | 16:35

Italia seconda in Europa per importazioni di grano ucraino

Negli ultimi quattro anni la Russia ha consolidato il 16% delle esportazioni mondiali di grano, mentre l’Ucraina mantiene una presenza significativa con l'Italia che è secondo acquirente europeo di grano ucraino

23 febbraio 2026 | 16:35
 

Negli ultimi quattro anni, la Russia ha consolidato la propria posizione tra i principali esportatori di grano a livello mondiale, con una quota pari al 16% del totale globale. I flussi principali si concentrano su Africa e Asia, mentre l’Ucraina, nonostante la guerra, mantiene una presenza significativa grazie al sostegno dell’Unione Europea. «L’Europa è stata determinante per la continuità delle esportazioni ucraine», spiegano gli analisti del Centro Studi Divulga.  In questo contesto, l’Italia si colloca come secondo maggiore acquirente europeo di grano ucraino, subito dopo la Spagna, confermando la centralità del Paese nel sistema di approvvigionamento cerealicolo europeo.

L’Italia si conferma secondo importatore europeo di grano ucraino, subito dopo la Spagna. Italia seconda in Europa per importazioni di grano ucraino

L’Italia si conferma secondo importatore europeo di grano ucraino, subito dopo la Spagna

Aumento delle vendite e porti di triangolazione

L’analisi di Divulga evidenzia incrementi notevoli nelle esportazioni russe di grano duro verso Kazakhstan, Arabia Saudita, Pakistan, Kenya, Brasile, Cina e Turchia, con quest’ultima come secondo mercato di Mosca dopo l’Egitto. Alcuni porti sono stati utilizzati come snodi di triangolazione, in particolare Turchia e Kazakhstan, permettendo ai cereali russi di raggiungere altri mercati, con variazioni percentuali superiori alle medie storiche dei cinque anni precedenti.

L’Unione Europea ha progressivamente ridotto gli arrivi diretti di grano russo, favorendo al contempo le esportazioni ucraine, soprattutto di grano tenero, passate da meno di un milione di tonnellate annue a oltre quattro milioni nel quadriennio. Gli esperti sottolineano come questa pressione abbia richiesto il ripristino di dazi e contingenti per stabilizzare il mercato interno europeo.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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