Il turismo veronese ha chiuso il 2025 sfiorando i 20 milioni di presenze. Un traguardo che vale un +1,9% rispetto all’anno precedente e che, soprattutto, consolida un recupero ormai strutturale rispetto al 2019, quando i visitatori si erano fermati poco sopra i 18 milioni. Oggi il divario con il pre-Covid è stato colmato e superato di oltre il 10%. A riportare questi numeri la Camera di Commercio di Verona su dati della Regione Veneto base Istat.

A Verona sfiorati i 20 milioni di presenze turistiche nel 2025
A sostenere l’incremento, così come accaduto su tutto il territorio nazionale, è stata ancora una volta la componente internazionale. Gli stranieri hanno superato quota 15,7 milioni di presenze, in aumento del 2,2%, arrivando a coprire quasi l’80% dei flussi complessivi. Detto ciò, anche il mercato domestico ha tenuto, con circa 4,2 milioni di presenze italiane e una crescita dello 0,5%, segnale di una domanda interna stabile che ha continuato a frequentare lago, città d’arte ed entroterra. «La nostra provincia si è confermata tra le mete turistiche più apprezzate, soprattutto dai viaggiatori stranieri - ha commentato Paolo Arena, presidente dell’ente camerale. Un risultato che nasce dal lavoro sinergico dell’intero sistema turistico veronese, dei sindaci e di tutti gli operatori impegnati nella valorizzazione e promozione del territorio, anche grazie al contributo determinante della Destination Verona & Garda Foundation, di cui la Camera di Commercio è capofila. Un modello di sviluppo strategico e coeso che continua a tradursi in risultati concreti e tangibili».
Guardando alla distribuzione territoriale, il lago di Garda ha mantenuto il suo ruolo di baricentro del sistema, concentrando il 74% dei flussi provinciali con quasi 14,8 milioni di presenze. I volumi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024 (+0,3%), a conferma di una destinazione che ha raggiunto una maturità tale da garantire continuità anche in assenza di picchi improvvisi. La città ha invece registrato un progresso più marcato: +6,4%, oltre 3,3 milioni di presenze, trainata in particolare dal ritorno deciso dei visitatori stranieri. Un segnale interessante perché indica una ripresa piena dei city break e del turismo culturale internazionale.
Ancora più dinamica è stata l’area dei cosiddetti “4 Marchi” - Lessinia, Valpolicella, Soave-Est veronese e Pianura dei Dogi - che ha messo a segno la migliore performance percentuale con un +6,9% complessivo e circa 1,8 milioni di presenze. In questo caso è stata la componente estera a fare la differenza, con un incremento in doppia cifra (+12%) che ha spinto territori tradizionalmente più legati al turismo di prossimità verso una dimensione sempre più internazionale. È un passaggio che racconta di una diversificazione dell’offerta e di una capacità crescente di intercettare pubblici nuovi, attratti da vino, paesaggio, outdoor e borghi.
Il mappamondo delle presenze ha confermato alcune certezze e ha riservato qualche movimento interessante. La Germania è rimasta saldamente al primo posto con oltre 6,8 milioni di visitatori, pur registrando una flessione del 4,6% rispetto al 2024. I Paesi Bassi hanno consolidato la seconda posizione con più di 1,4 milioni di turisti e una crescita dell’1,7%, mentre il Regno Unito ha compiuto un balzo significativo: +20% e oltre un milione di presenze. Gli Stati Uniti hanno segnato un +16,7% arrivando a 319mila presenze, dato che ha confermato l’interesse del mercato americano per Verona e il suo territorio. Tra i Paesi europei hanno contribuito anche Polonia (+6,9%) e Austria (+3,1%).